Carceri Campane al Collasso: La Crisi del Sovraffollamento Non Si Ferma
La situazione nelle carceri campane ha raggiunto livelli allarmanti, con il sovraffollamento che colpisce in modo particolarmente drammatico il carcere di Poggioreale. Secondo il Garante regionale dei diritti dei detenuti, Samuele Ciambriello, il tasso di affollamento nella struttura ha superato il 170%, evidenziando un problema sistemico che non può più essere ignorato dalle istituzioni.
L’ultima relazione del Ministero della Giustizia, datata 3 settembre 2026, evidenzia un aumento esponenziale della popolazione detenuta, con 65.729 prigionieri a fronte di soli 46.206 posti disponibili. Questa differenza di oltre 19.500 unità rappresenta una chiara violazione del dettato costituzionale, mettendo in discussione la stessa possibilità di rieducazione prevista dalla legge. Ciambriello non usa mezzi termini nel definire questa condizione: «è un’ipocrisia di Stato», affermando che la pena ha assunto una forma di tortura psicologica.
Le problematiche non si limitano a Poggioreale. Anche altre strutture della Campania si trovano in situazioni critiche. La casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, per esempio, ospita 1.044 detenuti oltre il limite di capienza di 665 posti, mentre Salerno e Benevento mostrano scenari simili di estrema saturazione. In particolare, Benevento registra una saturazione oltre il 152%, con 364 presenze su 232 posti.
A complicare ulteriormente la situazione, la carenza cronica di personale. Non solo la Polizia Penitenziaria è sotto organico, ma anche il personale sanitario è insufficiente, aggravando le già difficili condizioni di vita all’interno delle carceri.
Di fronte a un’emergenza così grave, Ciambriello chiede misure immediate e audaci: «Non sono necessarie nuove carceri, ma ‘carceri nuove’», insiste, proponendo un ampliamento della liberazione anticipata e maggiore supporto per le misure alternative alla detenzione. È un appello che invita a mettere nelle mani delle autorità un cambio di rotta necessario per affrontare un problema che ha superato il punto di non ritorno.
È fondamentale dunque che il governo e le istituzioni preposte affrontino senza indugi questa crisi, rimediando a un sistema penale che, così com’è, rischia di vanificare i principi fondamentali della giustizia e della riabilitazione. La comunità è chiamata a reagire, e le decisioni urgenti non possono più essere rinviate.
