Sequestro record al Cus Napoli: si indaga su 7 milioni di euro sottratti da fondi pubblici
Un’operazione straordinaria da parte della Guardia di Finanza ha portato al sequestro di beni per un valore stimato di circa 7 milioni di euro legati a un’inchiesta su presunti reati di peculato e riciclaggio all’interno del Centro Universitario Sportivo (Cus) di Napoli. Questo atto segna un capitolo controverso nella lunga storia dell’ente sportivo, coinvolgendo membri di spicco della sua dirigenza.
Le indagini, condotte dalla Procura della Repubblica di Napoli, hanno rivelato un sistema strutturato di distrazione di risorse pubbliche. Tra il 2018 e il 2024, l’ex presidente dell’ente, Elio Cosentino, insieme a suoi familiari, sarebbe stato responsabile di prelievi illeciti di fondi, utilizzando anche una seconda associazione priva di autonoma gestione. Tra le operazioni più inquietanti, movimentazioni bancarie per un totale di 4,5 milioni di euro sono state effettuate in orari sospetti, anche durante riunioni ufficiali.
Il denaro, una volta sottratto, sembra sia stato trasferito principalmente verso la Germania, con almeno 2,5 milioni risultanti in bonifici e prelievi contante. Tra i beni sequestrati vi sono conti bancari, auto di lusso, immobili e attività imprenditoriali.
Elio Cosentino, che ha guidato il Cus Napoli per decenni, si trova ora accusato di aver sfruttato i contributi pubblici e le quote versate dagli iscritti per finanziare un tenore di vita personale opulento. Le indagini sono partite da una denuncia della nuova presidente, Paola Del Giudice, insediatasi nel 2024, che ha gettato luce su sporadiche e gravi irregolarità nella gestione delle finanze dell’associazione.
Questa vicenda non solo ha scosso le fondamenta del Cus, ma ha anche sollevato interrogativi più ampi sulla gestione dei fondi pubblici e sull’onestà delle istituzioni che dovrebbero garantire la corretta amministrazione delle risorse destinate allo sport universitario. L’indagine, ora in fase di evoluzione, promette ulteriori sviluppi che potrebbero coinvolgere altri attori.
Il sequestro operato dalla Guardia di Finanza non rappresenta solo un evento isolato, ma segnala una fase di rinnovamento necessario per il Cus Napoli, invitando a una riflessione profonda sulle pratiche di gestione dei fondi pubblici e sull’etica che dovrebbe animare il mondo sportivo. In un’epoca in cui la trasparenza e l’integrità sono richieste imperativamente, questa inchiesta rappresenta un passo cruciale verso una maggiore accountability delle istituzioni.
Come noto, il futuro del Cus dipenderà dalle conclusioni di questi accertamenti, con l’auspicio che episodi come questo non si ripetano, ma si trasformino in opportunità per un rinvigorimento della fiducia pubblica nei luoghi dello sport e dell’educazione.
