Nuova inchiesta sull’esito della morte di Goreto a Nocera Inferiore: il gip ordina un’indagine bis e un collegio medico-legale
Il giudice per le indagini preliminari di Napoli ha ordinato una nuova inchiesta sulla morte di Eduardo Goreto, 49 anni, avvenuta all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, sospendendo l’archiviazione e fissando sei mesi per ricostruire l’esatta sequenza dei fatti. L’esito della prima valutazione medico-legale era stato contestato dalla famiglia e dalla difesa, aprendo la strada a una revisione completa del caso. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la Procura dovrà ora rivalutare i passaggi clinici, la gestione del paziente e l’eventuale rispetto di protocolli e linee guida in vigore all’epoca.
La camera di degenza ha registrato una serie di elementi che hanno acceso il dibattito tra i familiari e gli inquirenti. Goreto era arrivato al Pronto Soccorso dell’Umberto I di Nocera Inferiore in codice rosso, accompagnato dalla moglie Michelina De Maio e dal cognato, con sintomi che indicavano un possibile problema neuros, descritto in triage come quadro neurologico severo. Le prime scansioni hanno evidenziato una compromissione della circolazione cerebrale, con ipotesi su una dissezione o occlusione di un’arteria vertebrale sinistra, seguita da una lieve iperdensità parietale. Alle 20:30 è stato trasferito in Neurologia, e alle 20:45 è stata avviata la trombolisi endovenosa per un totale di 70 mg di farmaco, una procedura che ha segnato l’inizio di una fase di incertezza e di opposizioni da parte della parte offesa e del suo legale.
Le ore successive hanno sollevato dubbi quanto alla qualità dell’assistenza. Secondo quanto emerge dalle carte, Goreto sarebbe rimasto per buona parte del ricovero su una barella all’interno di un corridoio, senza costante collegamento con i dispositivi di monitoraggio e con escoriazioni al naso. L’esistenza di una finestra temporale tra la mezzanotte e le 06:56 del 10 marzo 2025, durante la quale non risultano annotazioni cliniche, è stata indicata come elemento cruciale per la ricostruzione. Alle 06:56 il quadro clinico sarebbe drasticamente peggiorato: il personale ha allertato il neurologo di guardia e sono state messe in atto manovre di rianimazione, ma il monitor ha mostrato un decorso in asistolia, con la morte accertata alle 07:40. La diagnosi di uscita parla di arresto cardiocircolatorio in corso di trombosi vertebro-basilare.
Il primo esame medico-legale aveva escluso la necessità di riesumazione e autopsia, attribuendo la morte a una emorragia conseguente alla terapia trombolitica, una valutazione definita dal gip Noschese come “apodittica” e dunque discutibile. L’ordinanza di rilancio, emessa dal giudice, interviene proprio per colmare le lacune individuate in questa prima impostazione: l’incarico deve essere affidato a un collegio medico-legale che integri specialisti in neurologia e neuroradiologia interventistica, e non affidato a una sola voce.
Il gip sottolinea che “il giudizio di evitabilità dell’evento va rapportato alla scelta a monte di somministrare un tale farmaco” e invita a stabilire se, senza la trombolisi, Goreto avrebbe avuto concrete probabilità di sopravvivenza. Perché ciò avvenga, l’inchiesta bis individua sei ambiti chiave: identificare e formalizzare l’iscrizione dei sanitari coinvolti; ascoltare formalmente la moglie e il fratello per chiarire condizioni di ricovero e assistenza; affidare l’analisi a un collegio medico-legale che valuti le linee guida ufficiali vigenti nel marzo 2025 e l’eventuale utilizzo di altre opzioni terapeutiche; verificare la tempistica dell’angio-TC rispetto all’avvio della trombolisi; accertare la reale esistenza, sede ed estensione di eventuali emorragie attribuibili al farmaco; fare luce sul monitoraggio notturno e sull’assenza di registrazioni che possano avere inciso sull’esito.
Nel frattempo, la famiglia Goreto si è affidata all’avvocato Rosalia D’Apice per seguire anche l’eventuale iter civile. L’inchiesta bis, che dovrà chiudersi entro sei mesi, rappresenta un passaggio cruciale non solo per stabilire i fatti, ma anche per chiarire eventuali responsabilità e correttivi possibili nel trattamento di casi simili.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la vicenda resta al centro di un serrato confronto tra difesa, parte offesa e magistratura, con la giustizia che cerca di illuminare l’ultimo tratto di vita di Goreto e i contorni di una gestione ospedaliera che resta oggetto di acceso dibattito pubblico.
