Titolo: Castellammare di Stabia, sequestro al lido Bagno Elena: opere su demanio marittimo in zona protetta al centro dell’inchiesta
Un provvedimento di sequestro preventivo ha interessato lo stabilimento balneare Bagno Elena, situato a Pozzano, frazione di Castellammare di Stabia. Il Gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura, ha contestato l’occupazione abusiva di porzioni di demanio marittimo all’interno della struttura.
L’intervento è stato eseguito il 29 ottobre dai militari della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, che hanno dato esecuzione al provvedimento. L’indagine, ancora in corso, ha preso il via nello scorso luglio, quando è stato effettuato un primo sopralluogo congiunto da parte della Guardia Costiera, della Polizia Municipale e dei tecnici del Comune di Castellammare di Stabia. Stando alle verifiche condotte, l’area valutata ricade in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico ed è inclusa in un’area del demanio marittimo classificata dalla pianificazione comunale come balneare.
Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, gli accertamenti hanno seguito il confronto tra lo stato dei luoghi e la documentazione tecnico-amministrativa reperita negli uffici comunali, nonché tra quanto realizzato e quanto previsto dai progetti approvati. Dall’impostazione accusatoria emergerebbero diverse opere e modifiche realizzate senza i titoli autorizzativi, o comunque in difformità rispetto alla concessione demaniale marittima.
Tra le irregolarità rilevate, viene indicato un cambio di destinazione d’uso di alcuni locali dello stabilimento che originariamente servivano a guardiania, infermeria, cassa e solarium. Inoltre, sarebbe stata costruita una fornace in muratura con banco di lavoro annesso e sarebbero state operate modifiche strutturali non supportate dai permessi richiesti. Le verifica tecniche comunali hanno sottolineato come tali interventi non avrebbero trovato riscontro nei titoli abilitativi.
L’area interessata è soggetta a vincoli paesaggistici e rientra in una zona balneare, condizioni che hanno reso particolarmente rilevante la presenza di autorizzazioni specifiche per gli interventi edilizi. Per questo motivo la Procura della Repubblica ha chiesto il sequestro per interrompere immediatamente eventuali illeciti e impedire ulteriori conseguenze sull’uso del bene.
Il fascicolo è al momento nella fase delle indagini preliminari. Il provvedimento di sequestro può essere impugnato davanti al Tribunale del Riesame, e l’indagata non può essere ritenuta responsabile fino a una eventuale sentenza irrevocabile. Le verifiche proseguono per chiarire l’estensione reale delle opere contestate e verificare eventuali ulteriori elementi utili all’inchiesta.
Nel frattempo, resta confermato il principio della presunzione di innocenza e la prudenza nel distinguere tra fatti accertati, ipotesi investigative e eventuali responsabilità future. L’autorità giudiziaria mantiene aperte le successive valutazioni, mentre le parti interessate attendono gli sviluppi delle verifiche tecniche e amministrative.
Fonte: cronachedellacampania.it.
