Maresciallo Sparago, a Roma accertamenti irripetibili: otto particelle da sparo e nuove piste balistiche al vaglio
La Spezia – Sei mesi dopo la scomparsa del maresciallo dei carabinieri Giovanni Sparago, 25 anni, originario di Curti, la dinamica del suo decesso continua a essere oggetto di verifica. L’episodio è avvenuto lo scorso 18 aprile all’interno del Comando Provinciale di La Spezia, subito dopo un briefing operativo, lasciando aperte diverse ipotesi investigative. Secondo quanto riportato, l’inchiesta è ora pronta a imboccare una svolta decisiva, tra piste diverse e verifiche tecniche molto delicate. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, il Pubblico Ministero Monica Burani ha fissato per il 10 novembre una tornata di accertamenti tecnici irripetibili che si terrà a Roma, presso la Direzione Centrale per la Polizia Scientifica e la Sezione Indagini Balistiche.
Gli esami mirano a stabilire la presenza di eventuali tracce biologiche sulla pistola d’ordinanza Beretta appartenuta al maresciallo e a verificare la relazione tra arma, bossolo e ogiva repertati sul luogo del ritrovamento. Inoltre, verrà valutata la possibilità di integrare i quesiti peritali con la ricerca e la comparazione delle impronte papillari sull’arma, come richiesto anche dai legali della famiglia Sparago, rappresentata dagli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo. Per la difesa, la nomina di consulenti di caratura nazionale mira a offrire uno sguardo indipendente sulle componenti tecniche dell’indagine.
Tra gli elementi di maggiore interesse emersi negli ultimi mesi figura il rapporto dei RIS di Parma sui tamponi eseguiti immediatamente dopo il fatto: sul corpo del giovane sono state rilevate otto particelle di sparo, un numero che, secondo i periti di parte e gli inquirenti, potrebbe aprire scenari investigativi inattesi. Parallelamente, la procedura va oltre i confini della Magistratura ordinaria: i genitori di Sparago hanno presentato una denuncia alla Procura Militare di Verona, contestando condotte vessatorie e ipotizzando episodi di mobbing che l’indagato avrebbe potuto subire in passato da personale con cui prestava servizio.
Il pool di consulenti nominato dalla famiglia sta esaminando l’intero materiale d’indagine per individuare incongruenze o elementi utili a chiarire la dinamica dei fatti. Il medico legale Silvestro Mauriello (Università di Tor Vergata) e la criminologa Katia Sartori stanno preparando controdeduzioni rispetto all’autopsia eseguita ad aprile, con l’obiettivo di offrire chiarimenti di taglio medico-legale e dare supporto alla ricostruzione balistica di parte. Concurrentemente, i consulenti informatici Luca De Gregorio e Salvatore Filograno stanno passando al setaccio la copia forense dei dispositivi elettronici del maresciallo, depositata dalla consulente della Procura Silvia Spallarossa, per evidenziare eventuali criticità e recuperare dati utili.
I genitori hanno chiesto di essere ascoltati direttamente dal magistrato e hanno ribadito la necessità di offrire nuovi elementi in loro possesso, convinti che ciò possa contribuire a una ricostruzione più precisa della vicenda e all’individuazione di eventuali responsabili. L’inchiesta resta aperta e complessa, con sviluppi che si inseguono tra accertamenti tecnici, perizie e nuove verifiche sui dispositivi informatici e sulle tracce balistiche.
Secondo quanto riferito, la procura resta cauta sulle conclusioni, privilegiando una lettura prudente dei risultati in arrivo. Il quadro resta incerto: l’esame di Roma potrebbe fornire chiavi importanti, ma restano da chiarire molte domande circa la reale sequenza dei fatti e i possibili responsabili. In attesa delle verifiche, la difesa continua a puntare su una magnetica attività di controllo indipendente delle prove e dei documenti, mentre i familiari restano fermamente impegnati a chiedere una piena chiarezza delle circostanze.
Fonte: cronachedellacampania.it.
