Marigliano, avvocato ai domicliari: pilotava le aste pubbliche per conto del clan Foria

Ultime News

Caivano, arrestati due giovani sposi sorpresi a nascondere stupefacenti in presa elettrica

Caivano: Giovane Coppia Arrestata per Spaccio di Stupefacenti in...

Napoli, 22 indagati nel clan di San Giovanniello guidato da Patrizio Bosti jr.

Napoli – Operazione contro il clan camorristico dei Contini:...

Infermiere accoltellato nel parcheggio dell’ospedale Cardarelli di Napoli durante una rapina

Napoli: Infermiere Ferito nel Parcheggio dell'Ospedale Cardarelli Un infermiere dell’ospedale...

Concorso in turbativa d’asta, con l’aggravante del metodo mafioso. E’ questo il reato per un 44enne, mariglianese, avvocato presso il Foro di Nola, da oggi ai domiciliari, dopo l’esecuzione dell’ ordinanza di custodia cautelare dei militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Castello di Cisterna, provvedimento emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. L’attivita’ investigativa, sviluppata tra giugno 2015 e febbraio 2016, ha consentito di dimostrare che tutti gli indagati si sarebbero adoperati, con compiti distinti, per rientrare in possesso di un immobile oggetto di un’asta pubblica a seguito del fallimento della societa’ proprietaria. In particolare, il 44enne di oggi, ricoprendo un ruolo di “intermediario” tra i complici e la vittima, avrebbe reiteratamente tentato di corrompere quest’ultima, la quale, essendo interessata all’immobile in questione, sarebbe stata destinataria di numerose proposte in denaro, finalizzate a convincerla a non presentare alcuna proposta di acquisto. A seguito del fermo rifiuto del denunciante, i complici dell’odierno arrestato, con lo scopo di realizzare ad ogni costo il loro piano, sarebbero passati da un approccio “diplomatico” ad uno violento, minacciando ripetutamente e con metodo “mafioso” la stessa vittima. L’odierno arresto e’ l’ultimo capitolo di una complessa indagine, che aveva consentito, lo scorso mese di novembre 2015, di eseguire ulteriori 3 misure cautelari in carcere, a carico di Foria Nicola, capo dell’omonimo clan, e dei suoi “delfini” Rega Tommaso e Falco Giuseppe; sottoporre l’odierno arrestato alla misura del divieto di esercitare la professione di avvocato per sei mesi; procedere al sequestro preventivo di numerosi beni (societa’ edili, fabbricati, rapporti bancari, terreni) riconducibili direttamente agli indagati o a loro “prestanome”, per un valore complessivo di circa cinque milioni di euro.