Il caso di Filippo Turetta: il terribile omicidio e la choc confessione
Nel corso di un interrogatorio durato ben nove ore, Filippo Turetta ha confessato di avere commesso un terribile omicidio. Ciò che emerge dal suo verbale di confessione suggerisce una sorta di “ossessione del possesso” nei confronti della vittima, Giulia Cecchettin, che sono suscettibili di essere analizzati da un punto di vista psicologico.
Turetta, un giovane di 21 anni, sembra aver invocato la follia di un momento che ha annebbiato la sua mente nel momento in cui avrebbe compiuto il terribile gesto. Durante l’interrogatorio, il giovane ha dichiarato di amare la vittima e di non aver accettato la fine della loro relazione. Turetta ha espresso il desiderio di “pagare e scontare tutta la pena per le mie responsabilità”.
Durante la fase di interrogatorio, è emerso che Turetta aveva cercato in vari modi di recuperare la relazione, adottando comportamenti che la vittima definiva violenza psicologica. La sera dell’11 novembre, nel parcheggio vicino alla casa di Giulia, Turetta afferma di aver perso completamente la testa, negando però l’ipotesi di premeditazione del delitto. Durante l’aggressione, la ragazza è stata spinta a terra e colpita con calci, mentre il vicino che aveva allertato il 112 non ha ricevuto risposta.
La seconda fase dell’aggressione si sarebbe svolta in una zona industriale di Fossò, dove Giulia avrebbe lottato per quasi 30 minuti. Turetta ha affermato di non aver avuto l’intenzione di “farle del male”, anche se un coltello con una lama da 12 centimetri è stato trovato nell’auto di Turetta in Germania.
La difesa potrebbe tentare di adottare la strategia dell’omicidio preterintenzionale, sostenendo che l’azione è andata oltre le intenzioni di Turetta, ma il giudice ha già sottolineato la “palese” volontà di omicidio dalle “modalità dell’aggressione” a “più riprese”. Se le indagini saranno completate entro sei mesi dall’arresto, gli inquirenti potranno chiedere il processo con rito immediato, con la possibilità di contestare ulteriori aggravanti come la premeditazione, la crudeltà o i motivi abietti, che potrebbero portare alla pena massima dell’ergastolo.
Questo terribile crimine ha sconvolto l’opinione pubblica, suscitando orrore e indignazione. La confessione di Turetta getta luce su una vicenda drammatica e complessa, che sarà al centro delle indagini e del dibattimento processuale nei prossimi mesi.
