Avellino: Tribunale Condanna Ospedale Don Gnocchi e ASL per Infezione Nosocomiale
Il Tribunale di Avellino ha condannato l’Ospedale Don Gnocchi di Sant’Angelo dei Lombardi e l’ASL di Avellino a risarcire circa 300.000 euro ai figli di un paziente anziano deceduto a causa di una grave infezione ospedaliera contratta durante il ricovero. La sentenza, comunicata dagli avvocati dello Studio Associato Maior, evidenzia la responsabilità delle due strutture nel decesso dell’anziano.
I fatti risalgono al 2014, quando il paziente, ricoverato presso l’Ospedale Don Gnocchi, sviluppò un’infezione da Clostridium difficile. Questo batterio, noto per la sua aggressività nei soggetti anziani, è spesso associato a carenze igienico-sanitarie nelle strutture ospedaliere. I sintomi iniziali, consistenti in diarrea e febbre, si sono rapidamente aggravati, portando a una sepsi e, infine, a una disfunzione multiorgano che ha provocato la morte.
Durante il processo, sono state effettuate due consulenze tecniche d’ufficio (CTU), le quali hanno confermato le responsabilità delle strutture sanitarie. I periti nominati dal giudice hanno riscontrato gravi carenze nelle misure di asepsi e nelle procedure di prevenzione delle infezioni, evidenziando che tali inadeguatezze hanno facilitato la contrazione del batterio.
Di conseguenza, il Tribunale ha riconosciuto ai familiari della vittima il risarcimento per la perdita del rapporto parentale, ammontante a circa 300.000 euro.
Gli avvocati Michele Francesco Sorrentino, Pierlorenzo Catalano e Filippo Castaldo, che hanno assistito i familiari nella causa, hanno espresso soddisfazione per il riconoscimento delle responsabilità. Tuttavia, hanno anche annunciato che stanno valutando la possibilità di ricorrere in appello, riguardo alla quantificazione del danno, ritenendo che l’importo riconosciuto non rispecchi completamente l’intensità del legame familiare con l’anziano.
Questo caso si inserisce nel contesto più ampio delle infezioni nosocomiali, che rappresentano una delle principali cause di contenzioso nel settore della salute pubblica, colpendo in particolare pazienti fragili e anziani.
Le indagini sul caso proseguono, con la volontà di tutelare ulteriormente i diritti dei pazienti e dei loro familiari.
