Le «Signore» del Cyber-Crime: dinastie, alleanze e potere matriarcale

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Nel racconto mediatico tradizionale, le donne di camorra sono spesso relegate al ruolo di vedove silenziose o madri disperate. Ma l’inchiesta sulle truffe informatiche del clan Mazzarella restituisce un’immagine profondamente diversa: un matriarcato lucido e operativo, capace di garantire la continuità aziendale del clan anche quando i boss finiscono in manette o sono sottoposti a misure restrittive.

Nelle intercettazioni captate dalla Dda di Napoli, le case non sono semplici abitazioni, ma veri e propri consigli di amministrazione dove figlie, mogli e compagne tessono le reti del nuovo business milionario.

Marianna Giuliano: l’erede al timone dell’impresa camorra

La figura più emblematica di questa evoluzione criminale è senza dubbio Marianna Giuliano. Non una donna qualunque, ma l’espressione diretta di una delle famiglie più storiche e potenti della camorra napoletana (i Giuliano di Forcella). La sua unione con Michele Mazzarella non è solo una questione sentimentale, ma un vero e proprio patto dinastico che unisce due casati criminali un tempo rivali e ora fusi in un’unica potenza economica.

L’ordinanza parla chiaro: quando la pressione degli inquirenti e le dinamiche giudiziarie allontanano Michele Mazzarella dalla gestione quotidiana, non c’è un vuoto di potere. A prendere le redini del gruppo — e della vertiginosa macchina delle truffe informatiche da centinaia di migliaia di euro al giorno — è proprio Marianna.

È lei a garantire che la filiera dei conti correnti, degli hacker e degli “scarichi” di contante non si fermi. La Dda le ha notificato un divieto di dimora in Campania, a riprova di quanto la sua presenza sul territorio fosse considerata strategicamente pericolosa per la continuazione degli affari illeciti.

Il salotto di Ciro Mazzarella: dove il potere è affare di famiglia

Se Marianna rappresenta il vertice operativo, le intercettazioni ambientali in casa dell’altro boss, Ciro Mazzarella, svelano come il potere venga gestito e delegato attraverso la linea matriarcale e matrimoniale.

Il 25 febbraio 2022, le cimici registrano un summit cruciale. Ciro, limitato nei movimenti perché sottoposto alla libertà vigilata, deve affidare la gestione degli affari sul territorio. Lo fa investendo ufficialmente del ruolo il genero, Aniello Evangelista (convivente della figlia ). Ma questo passaggio di consegne (“tu stai facendo le mie veci… stai guardando i cazzi miei…”) avviene alla presenza attenta e silenziosa della moglie del capoclan, Carmela Di Martino.

La presenza femminile in queste riunioni non è casuale né passiva: le mogli sono la memoria storica e i garanti degli equilibri interni. Essere presenti significa validare le decisioni del boss di fronte al resto della famiglia. Non a caso, nelle stanze dove si discute di come “mettere a sistema” il genio informatico del “Polacco” siedono anche altre donne del clan.

Generi e figlie: la rete di controllo sul territorio

L’inchiesta dimostra come il clan Mazzarella utilizzi le figlie per legare a sé i “manager” operativi della frode. Non c’è solo Aniello Evangelista (legato alla figlia di Ciro) a fare da prestanome e tuttofare. Sul versante opposto, quello di Michele Mazzarella, il business tecnologico su Napoli è gestito in regime di monopolio da Gennaro Brusco, detto Gerry.

Chi è Gerry? È il convivente di Carmela, la figlia di Michele.

Il messaggio è inequivocabile: un settore così delicato e redditizio — dove transitano milioni di euro non tracciabili su conti correnti fittizi — non può essere affidato a semplici affiliati. I Mazzarella si fidano solo del sangue, e usano i legami coniugali delle loro figlie per posizionare pedine assolutamente fedeli ai vertici della catena di montaggio del cyber-crimine.

Il welfare matriarcale

In sintesi, le donne dell’inchiesta Mazzarella fungono da vero e proprio tessuto connettivo dell’organizzazione:

Garantiscono la successione: Assumendo il comando diretto in caso di arresto dei partner (il caso di Marianna Giuliano).

Legittimano le alleanze: Sposando o convivendo con figure operative chiave (i generi Evangelista e Brusco), assicurando che il denaro delle frodi resti rigorosamente in famiglia.

Fungono da scudo: Mantenendo un profilo apparentemente più defilato, pur essendo pienamente consapevoli e partecipi delle decisioni strategiche prese nei salotti di casa.

Il passaggio dalla “vecchia” camorra delle estorsioni alla “nuova” camorra degli hacker passa anche attraverso di loro: donne che sanno perfettamente come gestire un impero finanziario basato sullo spoofing e sui conti virtuali, con la stessa spietata efficienza con cui un tempo si gestivano le piazze di spaccio.