Condanna a 4 anni e mezzo per Vincenzo Schiavone, patron del Pineta Grande, per falso in atto pubblico

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Si è concluso il processo di primo grado riguardante le irregolarità documentali legate alla morte della giovane Francesca Oliva, avvenuta nel maggio del 2014 presso il Pineta Grande Hospital di Castel Volturno. Il giudice monocratico del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha condannato l’imprenditore Vincenzo Schiavone a quattro anni e mezzo di reclusione per falso in atto pubblico.

La sentenza fa riferimento all’alterazione dei registri medici tentata per coprire le tracce dopo il decesso della paziente. Insieme a Schiavone, sono stati condannati i dottori Giuseppe Delle Donne e Gabriele Vallefuoco, rispettivamente a tre anni e quattro mesi. Il dottor Stefano Palmieri, invece, è stato assolto. Le decisioni del tribunale hanno accolto in gran parte le richieste dei pubblici ministeri Giacomo Urbano e Gerardina Cozzolino, i quali avevano chiesto pene severe durante la requisitoria di gennaio.

Questa vicenda tragica ha le sue radici in un evento sfortunato: Francesca Oliva, 29 anni, originaria di Gricignano d’Aversa, morì a causa di una grave setticemia poco dopo aver dato alla luce tre gemelli, di cui due non sopravvissero.

Le indagini erano state avviate dopo una denuncia formale presentata dalla madre di Francesca, che ha rivelato manipolazioni nella cartella clinica della giovane. Secondo le ricostruzioni, dopo il decesso, sarebbe stata inserita fittiziamente la somministrazione di un antibiotico ad ampio spettro, mai realmente somministrato alla paziente, mentre sono stati rimossi i riferimenti al suo grave stato di salute.

Il processo odierno è un seguito di un precedente dibattimento per omicidio colposo plurimo, che si era concluso nell’ottobre 2021 con l’assoluzione di quattordici medici coinvolti. I giudici avevano stabilito che la responsabilità degli errori clinici era da attribuire al ginecologo di fiducia di Francesca, Sabatino Russo, deceduto nel 2017, impedendo così che potesse rispondere alle accuse.

Attualmente, il tribunale ha disposto il risarcimento dei danni per le parti civili, rappresentate dai familiari di Francesca Oliva, che attendono ulteriori sviluppi nella vicenda legale.

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