Caccia alla spia dopo sequestro di armi e droga: agguato familiare al Corso Seciondigliano

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Sparatoria a Napoli: un’aggressione legata a un arresto di droga e armi

Napoli – Quattro colpi di pistola hanno segnato il pomeriggio del Corso Secondigliano, dove la violenza si è manifestata come una vendetta per il sospetto di tradimento. L’agguato è il risultato immediato di un’operazione di polizia avvenuta poche ore prima in un centro demolizioni di San Pietro a Patierno.

Operazione di polizia a San Pietro a Patierno

La vicenda ha avuto origine in via Casoria, dove gli agenti del Commissariato di Secondigliano stavano monitorando un container in un’area già soggetta a sequestro. L’attenzione degli agenti è stata attirata dal 29enne Stefano Margarita, visto entrare con circospezione e uscire rapidamente dal container. Un intervento tempestivo ha portato a un controllo che ha rivelato un vero e proprio deposito della criminalità, grazie anche all’ausilio dei cani dell’Unità Cinofila.

Sotto sequestro, gli agenti hanno scoperto mezzo chilo di cocaina suddivisa in 112 dosi, marijuana, bilancini e coltelli intrisi di sostanze stupefacenti. Ma a destare particolare preoccupazione era l’arsenale rinvenuto: due fucili calibro 12, un Beretta e un Benelli Montefeltro, oltre a una pistola semiautomatica calibro 7,65, tutte risultate rubate e pronte all’uso. L’arresto di Stefano Margarita è stato immediato.

Caccia alla “spia”

L’eco della notizia dell’arresto ha rapidamente attraversato i vicoli della zona, generando sospetti sulla possibile fuga di informazioni. Secondo le prime ricostruzioni, Savio Margarita, fratello del 29enne arrestato, ha identificato il presunto ‘informante’ nel cognato, Salvatore Marino, 49 anni.

Poco dopo, Savio Margarita ha intercettato Marino sul Corso Secondigliano, dove ha esploso quattro colpi di pistola, colpendo l’uomo e lasciandolo in condizioni critiche.

Confessione e stato delle indagini

Dopo l’agguato, Savio Margarita è scomparso per alcune ore. La crescente pressione degli investigatori lo ha spinto a costituirsi. Accompagnato dal proprio avvocato, si è presentato presso gli uffici della Squadra Mobile, ammettendo le proprie responsabilità.

Le indagini, condotte dalla Polizia di Stato, stanno evidenziando un quadro complesso di una periferia in cui le leggi della violenza e del traffico di stupefacenti dominano. Attualmente, il bilancio è di un uomo in carcere e un altro in pericolo di vita, vittime di un sistema criminale implacabile. Gli inquirenti continuano a indagare per comprendere appieno la dinamica degli eventi e per identificare eventuali complici.

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