Impero Contini: documentata la rete mafiosa attraverso pizzini e strategie criminali

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Napoli: Svelato il Sistema Finanziario del Clan Contini

Lunedì, la Dda di Napoli ha portato a termine un’operazione che ha colpito non solo i vertici operativi, ma anche la struttura “back-office” del clan Contini. Gli arresti, realizzati sotto la direzione del Giudice per le Indagini Preliminari Valentina Giovanniello, hanno rivelato un intricato sistema di contabilità, capace di competere con le grandi multinazionali.

I documenti sequestrati presso le abitazioni di figure chiave, come Domenico Scutto e Gaetano Esposito, offrono una dettagliata panoramica delle movimentazioni economiche del clan. I registri mostrano un complesso intreccio di debiti, crediti e i flussi di “piazze” che rendono conto a una centrale operativa.

Un Caveau da Milioni

La scoperta più significativa è avvenuta il primo luglio 2024, quando i Carabinieri hanno perquisito un appartamento a Napoli. Qui, dietro una parete rinforzata, hanno trovato un caveau contenente quattro milioni di euro in contante e gioielli di valore stimato in altri quattro milioni. Questo caveau, situato nell’abitazione di Luca Esposito, genero del boss Patrizio Bosti, rappresenta una riserva strategica per il clan, il cui controllo si estende su importanti quartieri come Poggioreale e Borgo Sant’Antonio Abate.

Un Codice Nascosto nei Pizzini

L’inchiesta ha scovato 66 pizzini confiscati nel 2022 a Gaetano Esposito, con ulteriori sette rinvenuti a Domenico Scutto. Questi documenti non solo dettagliano i traffici di droga, indicati attraverso codici come “Bianco” per la cocaina e “Verde” per la marijuana, ma tracciano anche le vendite in termini di peso e prezzo.

Ad esempio, il soggetto noto come Emanuele Catena è registrato con dettagli precisi: il numero dei grammi consegnati, il costo per grammo e l’importo totale da versare al clan. Ogni pagamento è annotato scrupolosamente, con diciture che segnalano l’avvenuto saldo o i debiti residui.

Un Welfare Criminale

Un altro aspetto rivelato è la gestione delle “mesate”, una forma di welfare all’interno del clan. Questi “stipendi” garantiscono una rete di sicurezza sociale, supportando membri e famiglie, in particolare durante periodi di detenzione. I nomi di Ettore e Patrizio Bosti emergono tra i beneficiari, evidenziando ulteriormente i legami con i vertici dell’organizzazione.

La Geografia del Crimine

L’analisi della contabilità ha mappato gli affari del clan, con riferimenti costanti a “Connolo” e “Borgo”, zone dove si effettuano operazioni quotidiane di traffico. Figure come Luigi Perrotta e Andrea Equatore, noti alle forze dell’ordine, si occupano di gestire ingenti partite di marijuana.

Non meno rilevante è Rosario De Angelis, collegato a operazioni di alto profilo nel narcotraffico, la cui presenza nei registri conferma che il clan gestisce anche traffici internazionali.

Un’Organizzazione Efficiente

Questa operazione ha messo in luce un clan ben strutturato e organizzato, capace di mantenere il controllo su attività illecite e su una rete di sostegno per le famiglie. L’inchiesta della Dda ha dimostrato che la lotta alla criminalità organizzata non può limitarsi agli arresti di chi opera con violenza; è fondamentale interrompere i flussi economici e le reti di supporto che alimentano il malaffare.

Le indagini sono in corso e potrebbero portare a ulteriori sviluppi, ampliando il collegamento tra i capi clan e le loro operazioni economiche.

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