La Procura di Napoli intensifica le indagini sul colpo avvenuto giovedì scorso alla filiale della Credit Agricole in piazza Medaglie d’Oro, dove un commando di almeno dieci uomini ha messo in atto una rapina audace e pianificata. Gli investigatori mirano ora a identificare un possibile complice interno, soprannominato “talpa”, che avrebbe fornito indicazioni fondamentali sulla struttura della banca, circa orari di apertura e accesso alle aree non visibili al pubblico.
Le indagini, condotte dai Carabinieri del Comando provinciale di Napoli, si concentrano in particolare sui clienti titolari di cassette di sicurezza, poiché il loro accesso alla filiale potrebbe aver consentito a un basista di apprendere dettagli vitali riguardo ai percorsi e ai tempi di movimento all’interno della banca.
Le dinamiche dell’operazione criminale mostrano una programmazione precisa. Gli investigatori sono convinti che la “talpa” abbia consentito ai rapinatori di emergere direttamente nel piano sovrastante il caveau, adoperando una scaletta interna, e di superare agevolmente il cancello di sicurezza che proteggeva l’area. Tuttavia, sembra meno probabile un coinvolgimento informatico legato ai dati della banca, poiché l’archivio non include un inventario dei beni nelle cassette di sicurezza, limitando così le possibilità di pianificare il colpo.
L’inchiesta, guidata dalla Pubblica Accusa di Federica D’Amodio e coordinata dal procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli, sta delineando la gerarchia della banda, rivelando una struttura operativa articolata. Dalle analisi delle registrazioni delle telecamere e delle testimonianze, emerge la suddivisione dei ruoli: il primo gruppo, “scavatori”, ha preparato il cunicolo attraverso il sistema fognario, mentre il secondo, composto dagli “incursori”, ha effettuato l’irruzione attraverso un magazzino attiguo.
Simultaneamente, tre rapinatori, travisati e armati di pistole adatte a ingannare il metal detector, sono entrati nella filiale per sequestrare i presenti, compresi dipendenti e clienti, bloccandoli in un ufficio senza violenze per circa 35 minuti. Questo ha permesso agli incursori di rompere un numero consistente di cassette di sicurezza. L’ammontare del bottino non è attualmente quantificabile e si conoscerà solo quando tutti i titolari si saranno presentati in filiale.
All’esterno, una squadra di complici, identificati come “pali”, ha vigilato sulla situazione, mescolandosi tra i passanti, e comunicando con gli operativi all’interno. Questa strategia di supporto logistico riflette metodi già riscontrati in altre rapine nel capoluogo campano, suggerendo un modus operandi che la Procura desidera approfondire.
Attualmente proseguono le operazioni di perlustrazione nel sottosuolo di Napoli. I Carabinieri del Nucleo Investigativo della Compagnia Vomero, insieme ad esperti dell’azienda idrica Abc e speleologi, stanno cercando di delineare il percorso di fuga dei rapinatori e scoprire nuove prove. Gli esiti dei rilievi, incluse impronte rinvenute su attrezzature utilizzate nella rapina, sono attesi a breve.
Il colpo ha suscitato un notevole stato di allerta tra i residenti e i commercianti del Vomero, ora preoccupati per la sicurezza nel loro quartiere, considerato uno dei più sorvegliati e frequentati della città. La rapidità e l’audacia del commando hanno trasformato una mattinata ordinaria in una sequenza degna di un film d’azione, lasciando dietro di sé interrogativi e un crescente timore collettivo.
