Palermo: l’Onu rivela alleanze tra mafie italiane e cellule terroristiche

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Palermo: Le Mafie Italiane e le Alleanze con Cellule Terroristiche

Palermo – Il fenomeno delle mafie italiane, in particolare la loro crescente alleanza con cellule terroristiche, è stato al centro dell’attenzione durante la cerimonia commemorativa per l’anniversario della strage di Capaci. Giovanni Gallo, capo della sezione dell’ufficio Onu contro il crimine organizzato, ha fornito una dettagliata analisi dell’evoluzione delle organizzazioni mafiose nel contesto internazionale.

Durante l’evento, è stato presentato il primo rapporto globale sulle mafie internazionali, evidenziando che ogni anno si registrano circa 95.000 omicidi volontari, un numero che eguaglia le vittime delle guerre nel mondo. Nonostante le mafie italiane, tra cui mafia, ‘ndrangheta, camorra, mafia garganica e quella del Salento, mantengano una struttura gerarchica e rigidità comportamentale, esse dimostrano una capacità camaleontica nelle loro operazioni, stringendo alleanze di convenienza non solo con altre associazioni criminali ma anche con cellule di stampo terroristico.

Gallo ha evidenziato la presenza della ‘ndrangheta in Sud America, in particolare nella Tripla Frontera tra Argentina, Brasile e Paraguay, dove gruppi mafiosi collaborano con cartelli sudamericani e cellule di Hezbollah per facilitare attività di riciclaggio di denaro e traffico di narcotici verso il Medio Oriente. Questi fenomeni indicano un’inquietante convergenza tra crimine organizzato e terrorismo.

Il rappresentante dell’Onu ha anche sottolineato i legami tra le mafie italiane e quelle attive in Africa occidentale, in particolare nel delta del Lagos, Nigeria, dove Boko Haram opera. Inoltre, il Sahel è emerso come una delle rotte primarie per il traffico di narcotici, in particolare cocaina, diretta verso i mercati europei.

In un contesto globale, Gallo ha parlato di una “multinazionale mafiosa” che gestisce il narcotraffico attraverso un sistema di subappalti. Le organizzazioni mafiose non seguono più il percorso completo della droga; piuttosto, si avvalgono di intermediari che gestiscono la filiera, dalla spedizione fino alla distribuzione nei mercati europei.

Infine, sono state riportate evidenze di corsi di formazione specifici per i corrieri della droga, finalizzati a migliorare le tecniche per il trasporto e la distribuzione degli stupefacenti. Gallo ha avvertito che non è sufficiente limitarsi a operazioni di repressione. È cruciale affrontare le problematiche alla radice, esaminando le condizioni socio-economiche dei coltivatori nelle regioni andine e in Myanmar, dove la coltivazione di droghe botaniche è spesso una necessità.

Stato delle Indagini: L’Onu continua a monitorare l’andamento delle organizzazioni mafiose e le loro alleanze, sottolineando l’importanza di un approccio multidimensionale per contrastare efficacemente il fenomeno. Indagini sono in atto per seguire gli sviluppi delle reti criminali coinvolte nel traffico internazionale.

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