Quarto, beni confiscati trasformati in centri di accoglienza per minori e vittime di violenza

Ultime News

Napoli, evade dai domiciliari e gira in auto con attrezzi da scasso

Nel corso di un controllo di routine in via...

Acerra, arrestato pusher 33enne con oltre 250 grammi di droga

Un 33enne con precedenti specifici è stato arrestato ieri...

Volla, sequestrati oltre 500 chili di pesce senza etichetta: multa da 2mila euro

Volla-  Oltre mezza tonnellata di prodotti ittici privi di...

Nove immobili confiscati alla camorra diventano nuovi presìdi di legalità a Quarto

A Quarto, un significativo passo verso la legalità e l’inclusione sociale si sta realizzando. Nove immobili sottratti al clan Polverino verranno trasformati in centri dedicati a minori, famiglie e persone in condizioni di vulnerabilità. Un’iniziativa che nasce dall’esigenza di rispondere a un territorio segnato da marginalità e frustrazioni.

Il Comune ha recentemente pubblicato due bandi pubblici per l’assegnazione di questi beni, situati in via Cortese e via Campana. Tra le strutture previste si trovano due appartamenti, sei immobili e spazi esterni ricchi di potenzialità. Questi spazi saranno adibiti a servizi sociali e sanitari, orientati in particolare ai giovani. I progetti mirano a prevenire fenomeni come il bullismo e contrastare la povertà educativa.

Come emerge da quanto ricostruito da www.cronachedellacampania.it, il cuore del progetto è rappresentato dalla creazione di una Struttura Intermedia Residenziale per Minori (Sirmiv), che offrirà accoglienza e percorsi terapeutici e riabilitativi. L’impegno è quello di lavorare fianco a fianco con l’Asl, i servizi sociali e il Tribunale per i minorenni, per favorire il reinserimento di ragazzi con problematiche psichiatriche e situazioni di fragilità.

Il sindaco Antonio Sabino ha sottolineato l’importanza di ascoltare i bisogni del territorio: «Vogliamo offrire una risposta istituzionale alla violenza e al disagio minorile, sempre più dilagante». Accanto alla struttura residenziale, verrà aperto uno sportello dedicato alle vittime di violenza di genere, accessibile a tutti, comprese le persone della comunità LGBTQIA+. Questo spazio offrirà ascolto e sostegno, contribuendo a un clima di inclusione.

Inoltre, i beni confiscati accoglieranno un centro specializzato nella prevenzione e nel trattamento dei disturbi alimentari tra gli adolescenti, come anche servizi dedicati al recupero di persone con problemi di tossicodipendenza, ludopatia e dipendenze digitali. Questi interventi sono progettati per favorire percorsi di reinserimento e inclusione sociale.

L’iniziativa rappresenta non solo un modo per restituire alla comunità patrimoni sottratti alla criminalità organizzata, ma anche un’opportunità per rinnovare il rapporto tra le istituzioni e i cittadini. “La città chiede risposte”, è una sensazione che risuona tra i residenti, desiderosi di vedere un futuro di legalità e sicurezza.

Il progetto si pone l’obiettivo di trasformare luoghi che un tempo erano simboli di potere criminale in spazi che promuovono la legalità, tutelano i giovani e contrastano le fragilità sociali. Resta ancora da chiarire come verranno gestiti i vari servizi e quali impatti concreti avranno sulla vita quotidiana degli abitanti di Quarto, ma il dibattito è già aperto. I cittadini guardano con attenzione ai prossimi passi dell’amministrazione, sperando in un futuro più sereno e sicuro.