Il ‘mago delle evasioni’ Toma Taulant catturato in Spagna: un’altra fuga dall’inefficienza carceraria
Toma Taulant, noto per le sue straordinarie fughe, è stato arrestato a Tarragona, in Spagna, dopo che per mesi è sfuggito alla cattura. Le autorità italiane lo braccavano dal 7 dicembre 2025, giorno della sua ultima fuga dal carcere di massima sicurezza di Opera, alle porte di Milano.
Di origini albanesi e con un curriculum criminale impressionante, Taulant è stato svelato dalla polizia spagnola grazie alla cooperazione con l’Udef italiano. Agli investigatori è apparso chiaro che il latitante si nascondeva nel quartiere di Campclar, un’area nota per la sua elevata densità criminale, probabilmente supportato da una rete mafiosa albanese dedita al traffico di droga.
L’arresto è avvenuto mentre Taulant viaggiava a bordo di una Volkswagen Golf con quattro compatrioti. Tentando di eludere il fermo, ha esibito documenti falsi intestati a un individuo con precedenti per detenzione di armi ed esplosivi. Nonostante un tentativo di resistenza e l’aggressione di uno dei suoi accompagni nei confronti degli agenti, la polizia è riuscita a fermarlo.
Questa non è la prima volta che Taulant riesce a eludere la giustizia. La sua carriera da fuggitivo è segnata da quattro evasioni che hanno dell’incredibile. La prima risale al 2009, quando durante una partita di calcio nel cortile del carcere di Terni utilizzò lenzuola annodate per scalare il muro di cinta. Nel 2013, fuggì dal carcere di Parma segando le sbarre della cella, e lo stesso anno, mentre era detenuto in Belgio, organizzò una piramide umana con il supporto di complici esterni.
L’ultima fuga, avvenuta in dicembre, ha riacceso i riflettori sulla sicurezza delle carceri italiane e sulle difficoltà degli agenti penitenziari. Subito dopo l’evasione, Taulant si è trasferito in Spagna, dove ha intrapreso una relazione con una donna spagnola di origini arabe, ignara della verità dietro la sua identità.
Attualmente, Toma Taulant si trova nel carcere di Mas d’Enric a Tarragona, in attesa di estradizione. Le autorità italiane hanno avviato un’indagine per scoprire eventuali complici che possano aver facilitato la sua latitanza. Resta da vedere quanto tempo il ‘mago delle evasioni’ potrà rimanere in prigione, considerato il suo passato. La sua figura continua a sollevare interrogativi su gap sistemici nel nostro sistema penitenziario e sulla capacità di garantire la sicurezza tanto a chi lavora nelle carceri quanto a chi vive all’esterno.