Caivano, sicurezza sul lavoro al centro dell’inchiesta: tre indagati e nuove contestazioni dopo l’autopsia
Caivano (Napoli) – L’inchiesta sulla morte di Salvatore Calignano, operaio edile di 61 anni, prosegue con nuove risultanze e una contestualizzazione che coinvolge capannoni e responsabilità in ambito sicurezza sul lavoro. L’autopsia svolta giovedì 8 ottobre ha prodotto indicazioni che alimentano l’indagine della Procura di Napoli Nord, già aperta per ricostruire luogo e modalità dell’infortunio e la successiva sequenza di eventi.
“Sono emerse fratture allo sterno, al bacino, al polso e all’osso sacro, compatibili con una caduta da un’altezza considerevole, di almeno otto metri”, ha spiegato l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia. L’esame è stato condotto anche con la partecipazione del medico legale Luca Scognamiglio, nominato dalla famiglia per una valutazione indipendente. Le fratture riscontrate, secondo l’indirizzo della difesa, suggeriscono un trauma significativo incompatibile con una semplice caduta dall’alto senza gravità, ma resta aperta la cornice investigativa.
Calignano, residente a Orta di Atella, era stato rintracciato dal personale del 118 in via Fosso del Lupo, Caivano, dopo essere stato trovato in gravi condizioni. Ai sanitari avrebbe riferito di essere caduto da una scala, elemento che gli inquirenti valutano insieme ad altri indizi per ricostruire la dinamica dell’incidente e il luogo esatto della caduta. L’ipotesi di base resta quella del ferimento sul posto di lavoro, ma la Procura continua a verificare ogni dettaglio.
Secondo quanto riferito dalla famiglia, il 2 ottobre Calignano aveva chiamato la moglie per dirle di recarsi al capannone dove lavorava, presumibilmente sul tetto della struttura. È su quella cornice che gli investigatori concentrano la loro attenzione: perché sia stato soccorso in un luogo diverso da quello in cui, secondo la ricostruzione in corso, l’infortunio potrebbe essersi verificato resta uno degli interrogativi principali. Tra le ipotesi al vaglio anche quella di un possibile trasferimento della vittima in via Fosso del Lupo dopo il ferimento; la presenza dell’auto dell’uomo nei pressi del capannone rafforza questo contesto, ma sarà il proseguo degli accertamenti a dirimere il punto.
Nel fascicolo coordinato dal sostituto procuratore Sabrina Navarro risultano indagate tre persone: due proprietari del capannone e il datore di lavoro dell’operaio. L’ipotesi di reato contestata è omicidio colposo in cooperazione. A questa si aggiunge ora anche l’ipotesi di rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. La contestazione è stata formulata in vista degli accertamenti sui telefoni cellulari sottoposti a sequestro dai carabinieri; l’esame forense delle copie forensi è fissato al 15 ottobre.
L’inchiesta non si limita alla dinamica dell’accaduto. Gli investigatori dovranno anche verificare le condizioni contrattuali e lavorative del 61enne: dalle fonti emerge che, secondo i conti aziendali, l’uomo avrebbe percepito la Naspi per settembre e sarebbe stato regolarizzato solo pochi giorni prima dell’incidente. Difficile stabilire se tali elementi possano avere una correlazione con l’episodio, ma la difesa invita a considerare ogni dettaglio nel contesto della sicurezza sul lavoro.
I funerali di Salvatore Calignano sono fissati per venerdì 9 ottobre, alle 17.30, nella chiesa di San Massimo ad Orta di Atella, dove l’operaio viveva con la moglie e le due figlie. Mentre la comunità piange una perdita che lascia aperte molte domande, resta cruciale l’esito degli accertamenti tecnici: dall’autopsia agli esami sui dispositivi elettronici, fino agli ulteriori perizie che dovranno chiarire la dinamica dell’infortunio, il luogo della caduta e le eventuali responsabilità legate alla sicurezza sul lavoro.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la Procura procede con attenzione alla ricostruzione completa della vicenda, nel rispetto della presunzione di innocenza e della distinzione tra indagine e responsabilità penale. Nel frattempo, le prove tecniche e le verifiche processuali continueranno a definire ruoli, responsabilità e prospettive del procedimento.
