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Arzano: Gioacchino Piscopo arrestato, inseguimento e maxi sequestro di cocaina oltre 20 kg tra auto e casa

Arzano, maxi-blitz antidroga: oltre 20 chili di cocaina nascosti tra auto e casa, un arresto Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, un controllo di routine nei pressi del centro commerciale Decathlon è finito con uno dei più…

Arzano: Gioacchino Piscopo arrestato, inseguimento e maxi sequestro di cocaina oltre 20 kg tra auto e casa

Arzano, maxi-blitz antidroga: oltre 20 chili di cocaina nascosti tra auto e casa, un arresto

Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, un controllo di routine nei pressi del centro commerciale Decathlon è finito con uno dei più rilevanti sequestri di droga degli ultimi mesi nella zona: più di 20 kilogrammi di cocaina purissima, dal valore al dettaglio stimato tra i due e i tre milioni di euro, sono stati intercettati tra un’auto e un’abitazione nei dintorni di Arzano.

L’episodio è partito da una vettura di marca Alfa Romeo Giulietta, bianca, a bordo della quale viaggiavano due uomini; al momento dell’alt dei finanzieri, i due hanno mostrato segni di nervosismo e una reazione improvvisa. Identificati come Gioacchino Piscopo, 38 anni, e un coetaneo di origini albanesi noto solo con le iniziali T.M., i due hanno reagito spinto e hanno tentato la fuga a piedi. Nell’inseguimento due militari hanno riportato ferite, ma l’intervento immediato di altre pattuglie ha impedito che se ne andassero.

L’ispezione dell’auto ha però confermato i dubbi degli investigatori: nel vano anteriore era stato realizzato un ingegnoso doppio fondo, all’interno del quale erano occultati sei panetti di cocaina per un peso totale superiore ai sette chili. Oltre al farmaco, le perquisizioni hanno rinvenuto diversi cellulare, carte di credito e una somma di contante. Insieme agli oggetti, spitava un mazzo di chiavi con l’indicazione di una casa vacanze in via del Cassano, dettaglio che ha indirizzato l’attenzione degli uomini delle Fiamme Gialle verso un nuovo filone di ricostruzione.

Le successive verifiche hanno portato a un’ulteriore perquisizione in un immobile di via Zanardelli, anch’esso riconducibile a Piscopo. L’uomo è stato trovato nel tentativo di nascondersi nuovamente, e la perquisizione si è estesa a un edificio contiguo dove sono stati scoperti altri due borsoni contenenti undici panetti di cocaina, per un peso di circa 13 chili. In totale quindi si è giunti a una quantità superiore ai venti chili, sufficientemente significativa da attirare l’attenzione delle procure e generare una risposta immediata delle forze dell’ordine.

Piscopo è stato arrestato e accompagnato in carcere in attesa dell’udienza di convalida; è stato assistito dall’avvocato penalista Domenico Dello Iacono. L’indagine ha però preso la piega di una vera e propria caccia al complice, un 36enne latitante di origine straniera, con i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia che ora lavorano per delineare la mappa dei contatti e capire a quale rete criminale fosse destinato il carico. L’area dove è scattata l’operazione è nota da tempo come una delle roccaforti storiche del clan Amato-Pagano, e gli accertamenti proseguono per chiarire eventuali collegamenti con quel territorio criminale.

L’intervento degli investigatori, con la collaborazione delle unità specializzate, conferma la funzione di zone come Arzano come scenari ricorrenti di movimentazioni di droga di elevato valore. Le fasi operative hanno messo in evidenza non solo la pericolosità della droga intercettata, ma anche la complessità della rete che la gestiva, compreso il potenziale collegamento tra l’azione e altre aree di influenza del clan. Restano da verificare i dettagli operativi e la reale dimensione della rete, nonché il grado di coinvolgimento del latitante ancora ricercato.

La ricostruzione, fin qui, privilegia una lettura prudente: si tratta di una risposta delle forze dell’ordine a una dinamica di traffico illecito di droga di grandi proporzioni, con un fermo e l’avvio di accertamenti per chiarire ruoli, contatti e finalità del carico. In attesa di sviluppi, la magistratura proseguirà con le verifiche su eventuali reti di supporto e sui possibili destinatari del carico sequestrato. In chiave giudiziaria, resta da definire l’esatta imputazione e la conferma delle responsabilità, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza.

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