Fu un omicidio quasi in diretta quello che gli uomini della Squadra mobile di Napoli annotarono attraverso gli sms che i De Micco “Bodo” di Ponticelli si scambiavano tra di loro. L’obiettivo era e fu Salvatore Solla, detto Tore ‘o sadico ma che quelli dei Bodo chiamavano “Banfi”. Gli affiliati del gruppo di Ponticelli ‘lavorano’ con schede telefoniche “che usavamo al massimo per 20 giorni e si comunicava solo via sms”, ha raccontato uno dei nuovi pentiti della cosca: Rocco Capasso.
E infatti proprio gli sms hanno incastrato mandanti e killer dell’omicidio del fratello di “Tatabill” e del ferimento del suo amico Giovanni Ardu. “Amo’ state là..mò vi aggiorno io e vi mando gli indumenti x stare pronti”.
Cosi il capo Luigi De Micco, quello che ci “sta per pensare” come aveva scritto in un altro sms diede l’ordine ai suoi di tenersi pronti. Aveva ricevuto la filata da uno specchietista ( non ancora individuato) che gli scrisse due messaggi “Gira su un’auto grigia” e poi il via libera all’azione “E’ entrato in una mini cooper”.
I vertici dei De Micco però non sapevano di essere intercettati grazie a una abile mossa degli uomini della Mobile di Napoli. Durante di controllo di routine in strada, fu fermato il killer Antonio De Martino, il quale pensando di evitare il sequestro del suo smartphone lo poggiò sul cofano di un’autovettura a poca distanza per recuperalo successivamente. Ma un investigatore lo prese, si fece uno squillo, o tolse rapidamente la scheda per annotare gli estremi, e recuperò il numero. Da ciò le intercettazioni si allargarono agli apparecchi nella disponibilità di De Micco, Davide Principe, Alessio Esposito e Nicola Pizzo ( in sostanza i vertici della cosca).
E cosi intorno alle 13 del 23 dicembre dello scorso anno parte l’sms del filatore “sta fuori la sala scommesse”. E poi è un tourbillon di messaggi “Siam pront”, scrisse De Matino. “Ok”. “Banfi stava parlando con uno su un SH”. “Dove sta, lo vedi?”. “Ora no”. “Sta sotto centro scommesse”. “Dentro?”. “Fuori”. “Sta solo?”. “Sta fermo”. “Ok, andiamo”. “Sta parlando vicino a un Mini cooper nuovo”. “Vien, muovt”.
E poi il messaggio finale che il filatore invia a Luigi De Micco: “Hanno fatto”. Gli ultimi due inviati do- po aver compiuto l’omicidio. Gli uomini della Mobile che leggevano quei messaggi non riuscirono ad evitarlo perché arrivavano con 15 minuti di ritardo.
(nella foto il luogo dell’omicidio e da sinistra il mandante Luigi De Micco, il killer, Antonio Di Martino, la vittima, Salvatore Solla e i due accompagnatori Davide Principe e Alessio Esposito)
