Camorra, il boss Egizio si accusa di 4 omicidi: ”solo” 30 anni di carcere

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Ha evitato l’ergastolo il boss Umberto Egizio e con lui il suo fedelissimo Domenico Tortora. I due grazie all’ammissione degli addebiti fatta in aula al termine della penultima udienza, sono stati trent’anni di reclusione nonostante siano stati riconosciuti come mandanti di ben quattro omicidi.Sono stati invece assolti i due presunti sicari Salvatore Alfuso e Antonio De Luca. In primo grado avevano rimediato l’ergastolo: troppe le incongruenze emerse dalle dichiarazioni rese dai pentiti. La sentenza è stata emessa dai giudici Seconda sezione della Corte d’assise d’appello di Napoli (presidente Capocelato). Il processo ha portato di nuovo alla ribalta della cronaca la  sanguinosa faida del 200, che vide all’epoca contrapporsi il clan Crimaldi-Tortora di Acerra agli Egizio di Casalnuovo e ai Veneruso di Volla con quattro delitti consumatisi nel giro di appena sei mesi. Si tratta di Carmine Esposito, elemento apicale della Nuova camorra organizzata e del clan De Sena (eseguito ad Acerra il 24 aprile del 2002), Domenico De Luca, appartenente al clan Tortora (12 agosto 2002), Gennaro Panico, affiliato al clan Crimaldi (17 agosto 2002) e Giuseppe D’Alessandro, organico al clan Egizio (commesso a Sant’Anastasia il 9 ottobre del 2002).

 

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