Omicidio Amendola: i selfie dei killer e la telefonata tra il baby boss e la madre

Ultime News

Ferragosto a Napoli: 13 arresti e 52 denunce, che cosa dicono i numeri sui controlli

Il bilancio operativo del Ferragosto tra arresti e denunce mette alla prova strategie di presidio e prevenzione: efficacia immediata o palliativo stagionale?

Ferragosto a Ischia e Procida: controlli serrati, multe e il nodo del contenzioso

I servizi straordinari nelle isole del golfo hanno aumentato le contestazioni formali. Occorre chiarezza sui protocolli operativi e garanzie procedurali per evitare che la gestione dell'ordine pubblico diventi fonte di contenzioso.

Ferragosto di ferite e numeri: il centro storico di Napoli tra coltellate e controlli straordinari

Il ferimento nel centro storico e l’ondata di controlli a Ferragosto restituiscono un quadro di risposta immediata delle forze dell’ordine, ma anche di fragilità strutturale nel governo della sicurezza urbana.

Il terzetto di presunti assassini di Vincenzo Amendola dopo il selfie insieme sul luogo del delitto, aveva gettato in mare la pistola usata per ucciderlo.E ieri pomeriggio è stata trovata nelle acque prospicienti il quartiere dai sommozzatori della squadra nautica della Polizia di Stato una pistola calibro 9X21, simile a quella che è stata usata dai killer per uccidere Vincenzo Amendola – il 18enne del quartiere San Giovanni a Teduccio di Napoli scomparso la notte tra il 4 e il 5 febbraio scorso e trovato cadavere, sotto un metro di terra il 19 febbraio. L’arma recuperata è, al momento, sottoposta a verifiche da parte della polizia scientifica. Si tratta di accertamenti che consentiranno di appurare se sia proprio quella adoperata dagli assassini di Amendola. La Squadra Mobile della Questura di Napoli sta ora indagando sull’accaduto basandosi sulle dichiarazioni rese dall’amico della vittima, ora pentito,Gaetano Nunziato, il giovane di 23 anni coinvolto nella vicenda accusato di concorso in omicidio, porto illegale di arma da fuoco e occultamento di cadavere. Intanto sono ancora in corso le ricerche di altre due persone, indicate da Nunziato come autori del delitto. Si tratta del baby boss Gaetano Formicola ‘o chiatt e Giovani Tabasco birillo. Il ritrovamento dell’arma ai fini dell’inchiesta è un risultato importante per la pubblica accusa: se risulterà effettivamente l’arma utilizzata, gli inquirenti avranno in mano un ulteriore elemento a favore della credibilità del neo collaborante. Intanto nel decreto di fermo a carico di Gaetano Nunziato c’è anche una conversazione telefonica tra Gaetano Formicola, indagato, e la madre, estranea alla vicenda ma al centro delle voci che avrebbe messo in giro Vincenzo Amendola per vantarsi della relazione. Va sottolineato che non c’è prova del rapporto tra i due e la stessa procura a proposito della relazione utilizza la parola “presunta”. Sembrerebbe, secondo alcuni investigatori, più di un millantato credito da parte del giovane ucciso che altro e la notizia è arrivata alle orecchie della polizia attraverso uno zio, sentito in maniera informale. Ecco la conversazione tra Gaetano Formicola e la madre.

GAETANO: «Mamma».

MARIA: «Pronto».

GAETANO: «Ma dimmi una cosa, no».

MARIA: «Eh».

GAETANO: «Ma hai chiamato a Manuela?».

MARIA: «No, Gaetano quella mi ha chiamato … mi ha chiamato e si sono anche svegliati questi qua».

GAETANO: «Eh, mamma tu mi senti, poca confidenza».

MARIA: «Eh …incomp…».

GAETANO: «Buongiorno e … perché sta succedendo il cazzo per la banca dell’acqua, stanno capendo».

MARIA: «Eh, bravo, poca confidenza anche tu, adesso non andare più spesso là».

GAETANO: «No, non ti preoccupare, mi devi morire tu … va bene».

MARIA: «Eh, eh, ciao».

GAETANO: «Ciao».

Secondo gli investigatori il tono e il contenuto della telefonata sarebbero appunto collegati alla sparizione di Vincenzo Amendola. E la donna viene richiamata all’ordine da suo figlio e invitata a non prendersi molta confidenza con certe persone in quanto la gente sta “capendo una cosa per un’altra”. Frase che indurrebbe a pensare appunto a un vanto da parte di Vincenzo, non corrispondente alla realtà. Ma sarà l’inchiesta a chiarire tutto.

(nella foto i tre presunti killer di Amendola, Giovanni Tabasco, Gaetano Nunziato e Gaetano Formicola)