La Cassazione conferma la condanna a 17 anni per il boss Giuseppe Polverino. Tutte le decisioni

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Confermata dalla Cassazione la condanna a 17 anni di carcere per il boss Giuseppe Polverino, coinvolto nel blitz “Polvere” del maggio 2011 che portò in carcere 39 persone tra affiliati, imprenditori e politici dei comuni di Marano e dei comuni dell’area flegrea. Il boss fu arrestato in Spagna l’anno dopo. In primo grado era stato condannato a 20 anni di carcere. Confermate le condanne anche per Salvatore Camerlingo, cugino del boss Salvatore Licciardi e candidato al comune di Quarto nel 2011 nelle fila del centro destra, a 5 anni di carcere; Luigi Carandente 10 anni; Alessio Fruttaldo 6 anni; Gennaro Libro 6 anni; Antonio Schiano 4 anni; Salvatore Simioli 15 anni; Antonio Sommella 10 anni; Vincenzo Vaccaro 5 anni. La suprema Corte ha anche diposto il dissequestro dei beni per Armando Chiaro (al momento dell’arresto, nel maggio del 2011, era coordinatore locale del Pdl, nonché consigliere comunale uscente e si era ricandidato) e per Amalia Gallotti, Gaetano Paternoster, Anna Mauriello, Giuseppe Ruggiero (classe 1973), nonché nei confronti di Vito Carotenuto, Carmine Carputo,Agostino Carputo, Maria Di Giorgio, Sabatino Cerullo e Luigi Mele. All’imprenditore Carputo erano stati sequestrati beni mobili ed immobili per un valore di circa 10 milioni di euro. In primo grado era stato condannato a 9 anni, ridotti a sette in Appello.