Redazione Campania Crime News

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ESCLUSIVA. Il racconto integrale dell’omicidio Tommasino. “Quel giorno dovevamo sparare anche al fratello di Pupetta Maresca”

CronachedellaCampania.it “Prima dell’omicidio di Tommasino, avevo parlato del parcheggio di Passarelli a Vico Equense con Liberato Paturzo il quale mi aveva detto che quelli di Pimonte (cioè i Di Martino) erano andati a cercare l’estorsione su quel parcheggio e che l’imprenditore si era lamentato con lui”. E’ Renato Cavaliere che parla. E’ il killer pentito del consigliere comunale del Pd di Castellammare di Stabia ucciso il pomeriggio del 3 febbraio del 2009. Parla con il pm Claudio Siragusa della Dda di Napoli titolare delle inchieste sul clan D’Alessandro e sulla camorra della zona stabiese. Le sue prime dichiarazioni (novanta pagine di verbali ricche di omissis) sono state depositate agli atti del processo bis in Corte d’Assise d’Appello iniziato la scorsa settimana dopo che la Cassazione ha annullato l’ergastolo per lui e per l’altro killer Catello Romano (l’unico non pentito dei quattro del commando). IL MOVENTE DELL’OMICIDIO Racconta ancora Cavaliere: “Belviso Salvatore prima..

Droga tra Napoli e Roma, arrestato a Orvieto l’uomo sfuggito all’operazione Bolero

CronachedellaCampania.it Roma/Napoli. Era uno dei 25 destinatari dei provvedimenti restrittivi, per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, firmati lo scorso marzo dai gip di Roma e Rieti nell’ambito di un’inchiesta della Dda, un 39enne di origini italiane, ma nato in Germania, arrestato dalla polizia stradale di Orvieto lungo l’A1. L’uomo – in base a quanto riferito – è stato bloccato nei pressi del casello della cittadina umbra, a bordo di una Volkswagen con targa tedesca che procedeva in direzione sud. Era in compagnia di un’altra persona risultata estranea ai fatti contestati. Il 39enne – che si trova ora nel carcere di Terni – era riuscito a sottrarsi, insieme ad altre due persone, all’operazione “Bolero”, fatta scattare il 3 marzo scorso dai carabinieri di Poggio Mirteto (Roma). L’indagine, partita dalla zona della Sabina, ha fatto emergere la presenza di un’organizzazione ritenuta dedita al traffico e allo spaccio di ingenti quantità di hascisc e cocaina, co..

Bimbi in schiavitù costretti a chiedere l’elemosina in tutto l’Agro: tre rom alla sbarra

CronachedellaCampania.it Tratta di persone e riduzione in schiavitù: processo i tre rumeni che portavo connazionali in Italia tenendoli come schiavi e sfruttarli come mendicanti. Il pm Rocco Alfano ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per Zoltan Kozak, 48 anni, Mihaly Matyas, detto Miu, di 22 anni e Cornel Comaniciu, 56 anni, difesi dagli avvocati Giovanni Conte e Antonio De Donato. I tre con base in un campo nomadi a Nocera dovranno comparire a settembre prossimo dinanzi ai giudici del tribunale di Nocera Inferiore come stabilito dal gip Pietro Indinnimeo. Furono arrestati dai carabinieri del reparto territoriale di Nocera per aver fatto arrivare clandestinamente in Italia 32 persone, di cui due minori (alcuni dei quali affetti da menomazioni e disabilità fisiche e alloggiati nel campo nomadi) costretti a mendicare nei pressi di supermercati, chiese e incroci semaforici dell’Agro e della provincia e a consegnare il denaro ottenuto ai membri dell’organizzazione subendo violenze..

San Giovanni a Teduccio: gli spari dovevano colpire la casa del boss Ciro Rinaldi ma il commando ha sbagliato bersaglio

CronachedellaCampania.it E’ stata una vera e propria dichiarazione di guerra la sparatoria dell’altra notte in via Sorrento a San Giovanni a Teduccio. Gli autori del raid infatti hanno commesso un clamoroso errore ma il segnale è arrivato lo stesso. Gli spari hanno colpito per sbaglio l’abitazione di una donna incensurata ma il vero obiettivo erano il balcone e le finestre della casa del boss Ciro Rinaldi detto “May way” che abita nell’appartamento sopra a quello colpito dal commando. Per gli investigatori si tratterebbe della risposta degli uomini del Mazzarella-D’Amico alla sparatoria della mercoledì notte contro i balconi di due abitazioni contigue sul corso San Giovanni a Teduccio in cui abitano Giuseppe Di Carluccio e Pasquale Troise, due pusher legati al boss Salvatore D’Amico ‘o pirata. E quel raid sarebbe opera dei Reale-Rinaldi-Formicola.La sparatoria è avvenuta quindici minuti dopo la mezzanotte. sarebbero arrivati in due in sella ad uno scooter e hanno fuoco all’impazzata ..

Castellammare: alla vigilia del voto tremano gli “omissis” del pentito Cavaliere

CronachedellaCampania.it Castellammare trema, trema la politica, tremano i commercianti, tremano gli imprenditori,tremano i professionisti colletti bianchi, tremano quelli insospettabili che hanno fatto da “money laundry” ovvero da lavanderia dei soldi sporchi del clan. Tutti sapevano che le dichiarazioni di Renato Cavaliere sarebbero state esplosive. Il killer pentito che fece fuoco contro il consigliere del pd, Gino Tommasino, è depositario di molti segreti del clan. O meglio “dei segreti” della cosca di Scanzano perché ha vissuto per oltre un decennio a stretto contatto a Partoria con la famiglia D’Alessandro. Lui che era originario di Gragnano, si è trasferito nella roccaforte del clan e si è spostato con una parente. E’ diventato l’ombra di Vincenzo D’Alessandro, che nel frattempo era diventato il reggente del clan, dopo gli arresti dei suoi fratelli e degli altri vertici negli anni passati. E in questa veste ha ricevuto la fiducia della famiglia, lui e la moglie e sono diventati..

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Delmastro sotto i riflettori per legami con la famiglia Caroccia del clan Senese

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Gennaro Trambarulo, il «broker delle ombre» del clan Contini a Napoli

Clan Contini, il “broker delle ombre”: l’indagine su Gennaro...

Quarto, vicino condannato all’ergastolo per l’omicidio di Antonella Iaccarino, bruciata viva per un parcheggio

Napoli: Omicidio di Antonella Iaccarino, confermato ergastolo per il...
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