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La piazza di spaccio del Piano Napoli di Boscoreale era aperta h24 anche di notte e l’organizzazione che il clan Aquino-annunziata aveva dato ai suoi pusher era in stile “Gomorra” come alle Case Celesti di Scampia o alla Masseria Cardone di Secondigliano: il supermarkert della droga era sempre aperto per soddisfare tutte le esigenze dei clienti. E l’organizzazione prevedeva anche 8 persone per turno, ognuno col proprio ruolo. Le piazze di spaccio tra gli isolati 25,26, 27 e 28 del Piano Napoli di via Passanti erano delimitate anche da paletti, e in un caso anche da un cancello in ferro battuto, con un’apertura piccola per lo scambio droga-soldi. Cocaina e marijuana era nascoste in luoghi differenti, già suddivise in dosi, tra i cespugli o le auto abbandonate. Il prezziario era definito, spesso variava a seconda della quantità di dosi acquistate o dal periodo di arrivo della “materia prima”. Si andava dai 10 euro per una dose di marijuana, per poi passare ai..
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Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli ha rintracciato e sottoposto a sequestro lo yacht di lusso di Ettore Bosti (detto “u russo”), esponente di spicco del ‘clan Contini’. Bosti è stato destinatario, lo scorso 2 marzo, con altre 34 persone di un’ordinanza di custodia cautelare personale eseguita dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri, per aver costituito un’associazione transnazionale armata finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dalle finalità mafiose. In quella circostanza, il G.I.C.O. di Napoli ha provveduto a sottoporre a sequestro un patrimonio di origine illecita riconducibile ai soggetti colpiti dalla misura cautelare del valore complessivo di oltre 20 milioni di euro, costituito da quote societarie, immobili, oggetti preziosi e auto di lusso. Nel corso delle perquisizioni domiciliari eseguite presso l’abitazione di Bosti, nel cuore del quartiere Vasto, il Nucleo di Polizia Tributaria aveva rinvenuto..
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La tregua di camorra tra i clan del centro di Napoli e della periferia Est è durata poco. nella notte infatti due sparatorie, per il momento senza feriti, perché nessuno si è presentato negli ospedali cittadini, nei rioni San Giovanni a Teduccio e alla Sanità.La prima sparatoria è avvenuta in via Sorrento nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, una donna che abita in via Sorrento ha segnalato colpi d’arma da fuoco in strada. Quando la Polizia di Stato è giunta sul posto, ha trovato i fori di alcuni proiettili sulla parete esterna e sulla porta della sua abitazione. La Scientifica ha trovato a terra nove bossoli, otto calibro 9X21 e uno Luger. Sull’accaduto sono in corso accertamenti da parte del commissariato Ponticelli e dell’Upg della Questura. Anche dalla Sanità sono giunte segnalazioni in merito a spari di arma da fuoco in strada: la Polizia, in via Fontanelle, dove si verificò il 22 aprile scorso la famosa strage al circo Maria Santissima dell’arco in c..
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Nella serata di ieri, i Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore hanno scoperto una piantagione di marijuana in Scafati. In particolare, i militari della Sezione Operativa, hanno arrestato il 56enne Vincenzo Nastro ed il 44enne C. G., entrambi di Sant’Antonio Abate .I due avevano allestito, in un fondo agricolo in via Michelangelo Nappi nella zona di Berardinetti e di proprietà del 44enne, due serre per la coltivazione di marijuana. I militari avevano effettuato una serie di appostamenti in zona notando strani movimenti. Quando hanno fatto irruzione hanno rinvenuto nella serra 41 piante di cannabis indica alte circa 2 metri. Per entrambi sono scattate le manette per coltivazione di sostanze stupefacenti. Sono in attesa del rito direttismo.
Scafati, scoperta serra con piante di marijuana a Berardinetti: arrestati due di Sant’Antonio Abate
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E’ caccia la complice del 16enne che nel febbraio scorso uccise il 22enne Pasquale Zito a Bagnoli. Gli investigatori che in tre mesi hanno risolto il caso assicurando alla giustizia il baby killer che sparò contro l’inerme Zito per motivi di gelosia stanno cercando di risalire anche al guidatore del motorino. E ora sperano che dopo la cattura il 16enne accusato di essere l’autore materiale dell’esecuzione di morte diano una mano agli investigatori e sveli il nome del suo complice. Le fasi dell’agguato che costò la vita a Pasquale Zito sono state riprese da un sistema di video sorveglianza che ha contribuito a fare luce sulla dinamica dell’accaduto. Nel video, piuttosto scuro, si intravede l’arrivo dell’auto a bordo della quale c’era la vittima che si ferma proprio in prossimità della telecamera. Poco dopo giunge anche uno scooter con due persone in sella. Dal mezzo, che si ferma qualche metro oltre l’automobile, scende un giovane, secondo gli investigatori il ..