I quattro autori di una rapina ad un autotrasportatore, portata a termine ad Arpino di Casoria il 9 novembre scorso sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Nola nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord. L’ordinanza costituisce l’esito di un’indagine avviata a seguito del ritrovamento a Saviano, nel Napoletano, all’interno di un capannone industriale in disuso, di un container carico di merce provento della rapina. Le indagini condotte dai carabinieri hanno consentito di individuare tutti i componenti del gruppo criminale, ripresi da un impianto di videosorveglianza installato lungo l’itinerario da percorrere per raggiungere il luogo di occultamento della refurtiva. A poche centinaia di metri era stata abbandonata la motrice del tir, obiettivo della rapina. Alcuni dei quattro sono autori materiali, altri hanno svolto compiti di natura logistica.
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Una ragazza di quindici anni si è rifugiata all’interno del Commissariato di zona per chiedere aiuto. La ragazza dopo aver ricevuto percosse brutali in tutto il corpo da parte del fratello, ha chiesto aiuto al commissariato di polizia di Pianura dove ha trovato rifugio. “La minorenne ha raccontato agli uomini guidati dal vice questore Giuseppe Pastore di essere stata picchiata ripetutamente dal fratello che le ha sottratto il cellulare per evitare che lei potesse avvertire la polizia e l’ha poi inseguita per strada. Ma la ragazza è riuscita a darle la forza di raggiungere il commissariato di Polizia dove sono scattati immediatamente i soccorsi e le indagini. La minore è attualmente ricoverata all’ospedale San Paolo dovei sanitari stano effettuando i dovuti accertamenti per stabilire la gravità dei politraumi e del colpo ricevuto alla testa, dal momento che è stata colpita con una mazza di ferro anche sul capo”
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Saranno le indagini a stabilire le cause della morte di una donna di cinquant’anni di cui da giorni non si avevano notizie. Il cadavere è stato ritrovato all’interno di un’abitazione a Posillipo nel cuore della Napoli bene “Da alcuni giorni non si avevano sue notizie. Non rispondeva al telefono e non apriva la porta di casa” La donna è stata trovata morta a causa di una ferita di arma da fuoco. I primi ad accorrere in via Posillipo sono stati i vigili del fuoco che hanno sfondato la porta dell’appartamento, all’interno di un parco privato del quartiere, e successivamente sono intervenuti i mezzi di soccorso del 118, “che non hanno potuto far altro che constatare il decesso, la polizia ed il magistrato di turno. E’ stata anche ritrovata una pistola ad uso sportivo, presumibilmente potrebbe essere l’arma con la quale la donna avrebbe potuto togliersi la vita ma cosa sia successo all’interno della mura casalinghe è ancora da ricostruire ed al vaglio delle forze di polizia e del magistrato che stanno procedendo agli accertamenti”.
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Intorno alle 18.30 di oggi pomeriggio, i due malviventi, di nazionalità romena, hanno segato le sbarre di una finestra del magazzino dove si trovavano come “lavoranti”. Scavalcato il muro di recinsione, hanno poi guadagnato la libertà. Secondo i primi rilievi ed alcune testimonianze i due si sono diretti sulla via Tirburtina. Chiunque li avvisti è pregato di contattare immediatamente le forze dell’ordine. Si consiglia di non cercare di bloccarli, sono pericolosi e senza scrupoli. Uno dei due stava scontando una condanna per omicidio.
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Ha perseguitato per mesi la ex che alla fine si è rivolta alle autorità e lo ha denunciato. E’ accaduto a Piano di Sorrento, in provincia di Napoli. Tutto è iniziato lo scorso agosto quando la donna ha deciso di lasciarlo e tornare nell’abitazione dei genitori insieme alla figlia avuta con l’uomo, di soli 3 anni. Ma la scelta scatena nell’ex un profondo rancore verso la donna e la sua famiglia, che vengono quotidianamente minacciati e insultati, sia di persona che con sms.La donna non ha tregua: una notte il suo ex entra in casa attraverso una finestra aperta, lei chiude a chiave nella stanza da letto ma lui con un calcio apre la porta e con tono minaccioso la minaccia e la incolpa dell’interruzione della storia. Poi torna alla carica, bussa ripetutamente al citofono, avvicina la madre, si presenta ancora sotto casa fino a tarda sera davanti all’abitazione inviando sms, e facendo squillare di continuo il telefono. Successivamente entra nel negozio dove la donna lavora con la scusa di voler acquistare capi di abbigliamento ma resosi conto della poca disponibilità al dialogo comincia di nuovo con atteggiamenti minacciosi e violenti, strattonando e minacciando la ex. Alla persecuzione hanno posto fine i carabinieri della stazione di Piano di Sorrento, che hanno arrestato il 24enne, un muratore di Sorrento. Il giovane è stato arrestato per atti persecutori ai danni dalla sua ex ed è stato sottoposto ai domiciliari.
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