Scafati. Giravano armati per le strade di Scafati: chiuse le indagini si avvicina un nuovo processo per Carmine Alfano, 34 anni e Marcello Adini, 31, arrestati a settembre scorso mentre erano in giro in sella ad una Honda Sh. Una calibro 9 nel cruscotto della moto, colpo in canna e altri 14 nel caricatore. Per quel ritrovamento, effettuato dai carabinieri del Reparto Territoriale il pm della Procura di Nocera Inferiore ha chiuso le indagini e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per i due. Porto e detenzione illegale di arma clandestina: questa l’accusa di cui dovranno rispondere dinanzi ai giudici nocerini. A distanza di pochi giorni da quell’arresto, Marcello Adini e Carmine Alfano, figlio di Gennaro ‘bim-bum-bam’ furono arrestati per tentata estorsione, aggravata dall’intimidazione mafiosa: vittima, il gestore del bar Dodo, situato al Centro Plaza, a pochi metri da dove i due pregiudicati furono trovati con la pistola. Per l’estorsione al Dodo, entrambi gli imputati – dopo a richiesta di giudizio immediato del pm Giancarlo Russo – hanno chiesto di accedere al rito abbreviato.
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E’ finita nella notte la latitanza di Alessandro Giannelli, 34 anni boss emergente di Pianura e Bagnoli, cresciuto nelle fila del clan D’Ausilio. E’ stato catturato dai carabinieri del comando provinciale di Napoli mentre tentava la fuga. Era diretto a Pesaro dove aveva affittato un’abitazione sotto falso nome. I carabinieri lo hanno individuato e fermato in autostrada all’altezza di Caserta. In auto con lui c’erano la compagna, il figlio di pochi anni e un amico. Giannelli era latitante dal 20 gennaio. E’ accusato di estorsione ai danni di un concessionario di Pianura aggravata dai metodi mafiosi. Giannelli è considerati uno dei boss emergenti di Napoli e stava oraganizzando un gruppo di giovani nei quartieri di Bagnoli, Soccavo, Pianura e Fuorigrotta per il controllo del racket e dei traffici illeciti in quella zona.
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Esercito e abbassamento dell’età della punibilità sono i temi intorno ai quali in queste ore si discute nelle stanze della politica napoletana e nei palazzi istituzionali. Il sottosegretario Gioacchino Alfano propone l’esercito. Per il Segretario Generale del SIULP Felice Romano: “Aumentare i militari a Napoli, per rispondere alla cruenta faida in corso, e’ utile ma assolutamente non sufficiente per contrastare e debellare la nuova efferata malavita che sta consumando una vera e propria mattanza nel territorio partenopeo”. Per Romano due sono le soluzioni da mettere in campo: “abbassare l’eta’ della punibilita’, in modo che i nuovi killer non possano sottrarsi all’azione penale e al carcere perche’ minorenni e non punibili, e un arruolamento straordinario di poliziotti anche con la reintroduzione dell’istituto degli ‘Agenti Ausiliari’ che, consentendo a tutti giovani di poter scegliere di effettuare il periodo di ferma breve non solo nelle Forze Armate ma anche nelle Forze di Polizia, si possano avere operatori appositamente formati che abbasseranno in modo significativo anche l’eta’ media oggi troppo elevata”.Sulla proposta di Alfano, resta scettico il sindaco di Napoli Luigi de Magistris: “Bene l’esercito per presidiare gli obiettivi sensibili, ma per la lotta alla camorra non serve la militarizzazione della nostra citta’. Ho chiesto al ministro -piu’ uomini delle forze dell’ordine – ha ricordato – perche’ stanno facendo un lavoro eccellente ma sono in pochi e devono essere rinforzati”. Chiara la posizione del candidato sindaco a Napoli Gianni Lettieri, che su twitter, ha rilanciato: “Opporsi a maggiore presenza di esercito e forze dell’ordine a #Napoli vuol dire avvantaggiare la camorra. Piu’ sicurezza = piu’ liberta’”. Critico nei confronti del numero uno di palazzo San Giacomo, anche il candidato alle primarie del centrosinistra Antonio Bassolino: “Le parole di de Magistris sono sconcertanti. In tanti quartieri delle periferie e del centro la criminalita’ diffusa e giovanile e’ un problema enorme”.
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Un mese di carcere per detenzione illegale di una bertuccia. E’ la condanna inflitta dal tribunale di Napoli Nord ad A.S. e M.L.B. per violazione della legge 150/92 per aver “detenuto un esemplare di Macaca Sylvanus, proveniente da riproduzione in cattività, costituente pericolo per l’incolumità pubblica”. Confermata dal tribunale anche la confisca dell’animale, una femmina battezzata Alberta, sequestrata dai carabinieri nel marzo del 2014 e affidata alla Lav in custodia giudiziaria. “Ora Alberta che grazie a un network di collaborazioni internazionali lo scorso anno è stata trasferita presso il Centro di recupero per primati ‘Primadomus’ gestito dalla fondazione olandese AAP in Spagna – fa sapere Gaia Angelini, responsabile Lav settore Esotici – appena concluso il percorso di riabilitazione potrà ricongiungersi ai suoi simili, in un habitat quanto più possibile naturale”.
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Tre fermi di pm dopo indagini dei carabinieri a Marigliano, teatro dal gennaio 2015 di fibrillazioni legate all’emergere di nuovi gruppi di criminalita’ organizzata. E le tre persone indagate per tentata estorsione aggravata con metodo mafioso hanno legami di frequentazioni con Francesco Esposito, il 33enne ucciso nella notte tra venerdi’ e sabato scorso dopo che aveva citofonato alla moglie. Anche i tre arrestati sono infatti della zona di Pontecitra, dove il business della droga e delle estorsioni e’ oggetto di una contrapposizione armata tra cosche nuove. Le indagini dei militari dell’Arma hanno gia’ portato il 6 dicembre scorso al ritrovamento di armi e di un’auto rubata (probabilmente preparativi per un’agguato o una azione intimidatoria) nei pressi di una statua della Madonna. Le tentate estorsioni messe in luce dagli investigatori sono state compiute negli ultimi mesi del 2015 ai danni di diversi commercianti da un gruppo camorristico in ascesa.
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