Cronaca Giudiziaria

Clan Sibilio presi tre giovanissimi

Tre giovani, ritenuti vicini al clan Sibillo e responsabili in concorso di tentato omicidio, lesioni personali e detenzione e porto abusivo d’arma da fuoco, aggravati dal metodo mafioso sono stati fermati a Napoli dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia Stella su decreto della direzione distrettuale antimafia partenopea e del tribunale per i minorenni di Napoli. I fermati sono un 20enne, un 17enne e un 15enne. Nel corso delle indagini sul tentato omicidio di un 45enne e del figlio 17enne, avvenuto la sera del 3 febbraio scorso a Forcella, nei pressi di via Duomo, i militari hanno accertato che i tre, dopo aver ferito al torace e alla testa il 17enne utilizzando dei caschi come armi improprie, armatisi di una pistola avevano ingaggiato una colluttazione con il padre, giunto in difesa del figlio. Il 17enne, durante l’aggressione, era riuscito a salire in sella al suo scooter per guadagnarsi la fuga, mentre il padre, liberatosi momentaneamente dall’assalitore armato, era scappato in auto. I malviventi avevano quindi preso ad inseguirli sullo scooter, esplodendo durante la fuga diversi colpi d’arma da fuoco al loro indirizzo, uno dei quali aveva attinto l’autovettura. Il maggiorenne è stato portato a Secondigliano mentre i minori sono stati portati nel centro di prima accoglienza sul viale Colli Aminei. L'articolo Clan Sibilio presi tre giovanissimi sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Sarno: il pentito Ciro Galasso torna in città

Pentito da circa 20 anni, ritorna spesso a Sarno per ritrovare le sue radici. Una presenza non sporadica quella di Ciro Galasso, cugino del più noto Pasquale e fratello di Antonio, il pregiudicato ucciso a settembre del 2005 con una sventagliata di colpi esplosi da un kalasnikov, in via Palma. Ciro Galasso, sottoposto a regime di sorveglianza speciale, ha il permesso di recarsi nella sua città natale dove sono rimasti alcuni parenti ma anche le sue radici e le sue proprietà. Un collaboratore di giustizia, tra i più anziani, del ‘sistema’ Nuova Famiglia che – nonostante abbia formalmente rotto i suoi legami con il passato criminale – rimane legato alle sue radici. E dunque, molto spesso si aggira per la sua città, frequenta e chiacchiera con i suoi compaesani e frequenta locali pubblici. Insomma non sembra che abbia timori per la sua incolumità e il suo status di collaboratore di giustizia. La sua presenza non è passata inosservata alle forze dell’ordine che invece ne devono controllare gli spostamenti. Ciro Galasso, insieme al fratello Antonio poi ucciso, è stato condannato nel 1993 per un omicidio a 20 anni di reclusione, pena ormai scontata. Insieme al fratello aveva avuto un lungo passato criminale: prima nelle fila della Nuova Camorra Organizzata, diretta da Raffaele Cutolo. Poi era passato ai rivali della Nuova famiglia, retta da Carmine Alfieri, altro padrino poi pentito. Nel momento in cui, lo Stato aveva dato una stretta alla cosca, anche Ciro Galasso con gran parte dei cugini di Poggiomarino e di Angri, decise di confessare tutto e passare nelle fila dei collaboratori di giustizia. Scontata la pena, ha riscoperto le sue radici sarnesi. Ed ora lo si vede spesso passeggiare tranquillamente per strada. (r.f.) (la foto è tratta da il quotidiano la città) L'articolo Sarno: il pentito Ciro Galasso torna in città sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Accumulò troppe cariche: indagine sull’ex rettore Raimondo Pasquino

Fisciano/Salerno. Rettore, Presidente del Consiglio di amministrazione dell’Unisa, professore ordinario, consigliere comunale e presidente del Consiglio a Napoli ma anche commissario giudiziale e poi straordinario del Cstp a Salerno: in cinque anni Raimondo Pasquino ha accumulato cariche e incarichi. Questa fulgida carriera è ora il fulcro di un fascicolo d’inchiesta che è iscritto a suo nome. A far scattare il meccanismo di incompatibilità paventato dal sostituto procuratore, Giuseppe Cacciapuoti, della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, è stata nel 2011 l’elezione a consigliere del Comune di Napoli, dopo una campagna elettorale come candidato sindaco con la coalizione del terzo polo (Udc, Fli, Api e la civica La Città). Quando affrontò la campagna elettorale, persa contro il sindaco Luigi De Magistris, Raimondo Pasquino affrontava il terzo quadriennio (2009-2013) da Rettore dell’Università di Salerno ed era vice presidente della conferenza dei rettori delle Università italiane. Il professore di ingegneria aeronautica, rispolverò la sua vocazione a fare il sindaco – carica ricoperta nel comune di San Giorgio a Cremano dal 1986 al 1988 – tentando la scalata al Comune di Napoli. Circa 45mila voti non gli assicurarono la vittoria, ma De Magistris lo volle alla Presidenza del consiglio comunale, e così fu. Nel frattempo, Raimondo Pasquino continuava a mantenere il suo incarico di rettore dell’Università di Salerno, oltre che di presidente del Consiglio di amministrazione dell’ateneo. E’ questo accavallarsi di cariche e incarichi che lo avrebbero reso incompatibile, secondo la Procura. Il rettore avrebbe dovuto scegliere se fare il politico oppure continuare a reggere le sorti dell’Università salernitana e dunque nei suoi confronti sarebbe ipotizzabile un’accusa di abuso d’ufficio. Per accertare questa ipotesi, il sostituto procuratore ha delegato una serie di accertamenti che, circa 20 giorni fa, hanno portato gli investigatori negli uffici della direzione generale dell’Unisa per l’acquisizione delle delibere del consiglio di amministrazione firmate dal rettore-presidente, delle buste paga fino al 2015 quando – dopo aver smesso la carica di Rettore era professore ordinario – e per la documentazione relativa agli atti a sua firma a partire dal 2011. Successivamente, gli inquirenti hanno acquisito la documentazione del politico Pasquino, presso la segreteria generale del Comune di Napoli. Insieme a questa anche le autodichiarazioni obbligatorie su eventuali incompatibilità rese da Raimondo Pasquino nel corso del suo mandato pubblico. Un’inchiesta documentale, basata sull’incrocio della documentazione e con alla base la legge sull’incompatibilità tra cariche pubbliche elettive e le cariche dirigenziali presso enti privati che hanno il sostegno di fondi pubblici. L'articolo Accumulò troppe cariche: indagine sull’ex rettore Raimondo Pasquino sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Salerno: accumulò troppe cariche: indagine sull’ex rettore Raimondo Pasquino

Fisciano/Salerno. Rettore, Presidente del Consiglio di amministrazione dell’Unisa, professore ordinario, consigliere comunale e presidente del Consiglio a Napoli ma anche commissario giudiziale e poi straordinario del Cstp a Salerno: in cinque anni Raimondo Pasquino ha accumulato cariche e incarichi. Questa fulgida carriera è ora il fulcro di un fascicolo d’inchiesta che è iscritto a suo nome. A far scattare il meccanismo di incompatibilità paventato dal sostituto procuratore, Giuseppe Cacciapuoti, della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, è stata nel 2011 l’elezione a consigliere del Comune di Napoli, dopo una campagna elettorale come candidato sindaco con la coalizione del terzo polo (Udc, Fli, Api e la civica La Città). Quando affrontò la campagna elettorale, persa contro il sindaco Luigi De Magistris, Raimondo Pasquino affrontava il terzo quadriennio (2009-2013) da Rettore dell’Università di Salerno ed era vice presidente della conferenza dei rettori delle Università italiane. Il professore di ingegneria aeronautica, rispolverò la sua vocazione a fare il sindaco – carica ricoperta nel comune di San Giorgio a Cremano dal 1986 al 1988 – tentando la scalata al Comune di Napoli. Circa 45mila voti non gli assicurarono la vittoria, ma De Magistris lo volle alla Presidenza del consiglio comunale, e così fu. Nel frattempo, Raimondo Pasquino continuava a mantenere il suo incarico di rettore dell’Università di Salerno, oltre che di presidente del Consiglio di amministrazione dell’ateneo. E’ questo accavallarsi di cariche e incarichi che lo avrebbero reso incompatibile, secondo la Procura. Il rettore avrebbe dovuto scegliere se fare il politico oppure continuare a reggere le sorti dell’Università salernitana e dunque nei suoi confronti sarebbe ipotizzabile un’accusa di abuso d’ufficio. Per accertare questa ipotesi, il sostituto procuratore ha delegato una serie di accertamenti che, circa 20 giorni fa, hanno portato gli investigatori negli uffici della direzione generale dell’Unisa per l’acquisizione delle delibere del consiglio di amministrazione firmate dal rettore-presidente, delle buste paga fino al 2015 quando – dopo aver smesso la carica di Rettore era professore ordinario – e per la documentazione relativa agli atti a sua firma a partire dal 2011. Successivamente, gli inquirenti hanno acquisito la documentazione del politico Pasquino, presso la segreteria generale del Comune di Napoli. Insieme a questa anche le autodichiarazioni obbligatorie su eventuali incompatibilità rese da Raimondo Pasquino nel corso del suo mandato pubblico. Un’inchiesta documentale, basata sull’incrocio della documentazione e con alla base la legge sull’incompatibilità tra cariche pubbliche elettive e le cariche dirigenziali presso enti privati che hanno il sostegno di fondi pubblici. L'articolo Salerno: accumulò troppe cariche: indagine sull’ex rettore Raimondo Pasquino sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Evasione fiscale: sequestro di otto milioni al farmacista Matachione di Torre Annunziata

Torre Annunziata. La Guardia di Finanza di Napoli e il Gruppo di Torre Annunziata hanno eseguito ad un provvedimento di sequestro preventivo, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Torre Annunziata, per circa 8 milioni di euro nei confronti di Nazario Matachione, noto imprenditore torrese, attivo nel settore farmaceutico. Il provvedimento giudiziario rappresenta la fase finale di mirate ed approfondite ispezioni tributarie, svolte a partire dal novembre 2013 nei confronti di varie farmacie amministrate dal Matachione nella provincia di Napoli (Torre Annunziata, Torre del Greco e Portici). La meticolosa attivita’ di verifica, anche tramite accertamenti di natura finanziaria, ha consentito di ricostruire il reale volume d’affari delle singole farmacie e di mostrare l’indebita appropriazione da parte dell’ indagato di ingenti disponibilita’ finanziarie attraverso artificiose operazioni contabili. I successivi accertamenti patrimoniali sul conto dell’imprenditore hanno consentito di individuare la titolarita’ di liquidita’ finanziarie, polizze assicurative e beni immobili sottoposti a sequestro per un valore prossimo agli 8 milioni di euro. Matachione è indagato per aver presentato dichiarazioni dei redditi infedeli relativamente agli anni d’imposta dal 2009 al 2012, per un imponibile complessivo di 18,8 milioni di euro. L'articolo Evasione fiscale: sequestro di otto milioni al farmacista Matachione di Torre Annunziata sembra essere il primo su Cronache della Campania.