Cronaca Giudiziaria

Catturato nella notte il boss emergente di Bagnoli e Pianura

E’ finita nella notte la latitanza di Alessandro Giannelli, 34 anni boss emergente di Pianura e Bagnoli, cresciuto nelle fila del clan D’Ausilio. E’ stato catturato dai carabinieri del comando provinciale di Napoli mentre tentava la fuga. Era diretto a Pesaro dove aveva affittato un’abitazione sotto falso nome. I carabinieri lo hanno individuato e fermato in autostrada all’altezza di Caserta. In auto con lui c’erano la compagna, il figlio di pochi anni e un amico. Giannelli era latitante dal 20 gennaio. E’ accusato di estorsione ai danni di un concessionario di Pianura aggravata dai metodi mafiosi. Giannelli è considerati uno dei boss emergenti di Napoli e stava oraganizzando un gruppo di giovani nei quartieri di Bagnoli, Soccavo, Pianura e Fuorigrotta per il controllo del racket e dei traffici illeciti in quella zona. L'articolo Catturato nella notte il boss emergente di Bagnoli e Pianura sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Napoli: un mese di carcere per detenzione illegale di una bertuccia

Un mese di carcere per detenzione illegale di una bertuccia. E’ la condanna inflitta dal tribunale di Napoli Nord ad A.S. e M.L.B. per violazione della legge 150/92 per aver “detenuto un esemplare di Macaca Sylvanus, proveniente da riproduzione in cattività, costituente pericolo per l’incolumità pubblica”. Confermata dal tribunale anche la confisca dell’animale, una femmina battezzata Alberta, sequestrata dai carabinieri nel marzo del 2014 e affidata alla Lav in custodia giudiziaria. “Ora Alberta che grazie a un network di collaborazioni internazionali lo scorso anno è stata trasferita presso il Centro di recupero per primati ‘Primadomus’ gestito dalla fondazione olandese AAP in Spagna – fa sapere Gaia Angelini, responsabile Lav settore Esotici – appena concluso il percorso di riabilitazione potrà ricongiungersi ai suoi simili, in un habitat quanto più possibile naturale”. L'articolo Napoli: un mese di carcere per detenzione illegale di una bertuccia sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Pizzo ai commercianti di Marigliano: fermati tre amici di Esposito

Tre fermi di pm dopo indagini dei carabinieri a Marigliano, teatro dal gennaio 2015 di fibrillazioni legate all’emergere di nuovi gruppi di criminalita’ organizzata. E le tre persone indagate per tentata estorsione aggravata con metodo mafioso hanno legami di frequentazioni con Francesco Esposito, il 33enne ucciso nella notte tra venerdi’ e sabato scorso dopo che aveva citofonato alla moglie. Anche i tre arrestati sono infatti della zona di Pontecitra, dove il business della droga e delle estorsioni e’ oggetto di una contrapposizione armata tra cosche nuove. Le indagini dei militari dell’Arma hanno gia’ portato il 6 dicembre scorso al ritrovamento di armi e di un’auto rubata (probabilmente preparativi per un’agguato o una azione intimidatoria) nei pressi di una statua della Madonna. Le tentate estorsioni messe in luce dagli investigatori sono state compiute negli ultimi mesi del 2015 ai danni di diversi commercianti da un gruppo camorristico in ascesa. L'articolo Pizzo ai commercianti di Marigliano: fermati tre amici di Esposito sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Volevano uccidere il tenente dei carabinieri: condannato uomo del clan Ascione-Papale

Stangata per Giuseppe Martorano, uomo di punta del boss Natale Dantese di Ercolano. Martorano è stato condannato a otto anni di carcere per associazione per delinquere di stampo camorristico.Martorano faceva parte del gruppo di piazza Pugliano.Dalle indagini che circa due anni fa portarono al suo arresto è emerso che il gruppo Ascione-Papale (egemone tra Torre del Greco ed Ercolano)avrebbe dovuto uccidere il tenente dei carabinieri Antonio Di Florio, in servizio appunto ad Ercolano e uomo simbolo della lotta antiracket nella città degli scavi. E’ stato il pentito Salvatore Fiore, nipote del boss Luigi Nocerino a raccontare agli inquirenti le intenzioni stragiste del clan svelando importanti retroscena sul pizzo, traffico di droga e omicidi compiuti nelgi ultimi anni nelle due città e che hanno portato a decine di arresti tra cui quello di Martorano appunto. Doveva essere porprio Fiore ad eseguire la sentenza di morte contro l’ufficiale dei carabinieri. Il killer pentito fu bloccato da una telefonata del boss Mario Papale mentre inseguiva armato in motorino il tenente. “Mi disse di lasciare stare perché l’omicidio sarebbe stato commesso un altro giorno”. La condanna nei confronti di Martorano è frutto delle tante dichiarazioni del pentito Fiore e che hanno portato agli arresti nel giugno del 2014 e che nel giro di pochi giorni in due differenti blitz portò in carcere 18 persone del clan tra Torre del Greco ed Ercolano tra cui lo stesso Martorano. (nella foto da sinistra Giuseppe Martorano e il pentito Salvatore Fiore) L'articolo Volevano uccidere il tenente dei carabinieri: condannato uomo del clan Ascione-Papale sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Traffico di droga: stangata al boss Annunziata e al nipote Dino

Boscoreale. Operazione Scafo 2: la corte di Cassazione conferma le condanne per il boss Alfonso Annunziata e il nipote Sabato Teodosio, alias Dino Bicicletta. Traffico internazionale dall’Olanda, per i due – per i quali il processo era stato per molto tempo bloccato – arriva il verdetto definitivo. Condanna a 23 anni e 30 anni di reclusione per aver importato cocaina dall’Olanda e dal Sud America negli anni 2000. Il clan Aquino-Annunziata di cui il narcos fonz ‘a calabrese è il capo indiscusso aveva il monopolio dell’importazione dello stupefacente. Droga smistata tra la Campania e la Calabria che portò nel 2004 ad una maxi retata della Dda di Salerno, a queste si unirono le inchieste Mito della Dda di Napoli. Per molti anni, Alfonso Annunziata – latitante fino al 2008 – aveva evitato la notifica di quelle ordinanze cautelari in carcere. Poi, l’arresto in Olanda e le manette. Ora arriva la condanna definitiva a 23 e 30 anni di reclusione. I giudici della Corte di Cassazione hanno accolto il ricorso dei difensori soli limitatamente alla pesantissima ammenda comminata ai due imputati: oltre 200mila euro, rinviando per la rideterminazione dell’importo alla Corte d’Appello. L'articolo Traffico di droga: stangata al boss Annunziata e al nipote Dino sembra essere il primo su Cronache della Campania.