Cronaca Giudiziaria
Inchiesta Fuorigioco: ecco tutti i trasferimenti nel mirino della Procura
Ecco l’elenco dei trasferimenti di calciatori finiti al centro dell’indagine della procura di Napoli e per i quali si ipotizzano presunte evasioni fiscali nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari. –
Guglielmo Stendardo, dalla Lazio all’Atalanta (indagati il procuratore Alessandro Moggi e i dirigenti dell’Atalanta Antonio e Luca Percassi). –
Matteo Paro dal Genoa al Bari (indagati Alessandro Moggi, Claudio Garzelli e Giorgio Perinetti dirigenti del Bari). Per il trasferimento dello stesso Paro dalla Juve al Genoa sono indagati Moggi, il presidente del Genoa Enrico Preziosi e lo stesso calciatore. Invece, per la cessione di Paro dal Genoa al Vicenza sono indagati Moggi, Preziosi e l’ad dei grifoni Alessandro Zarbano, e i dirigenti veneti Sergio Cassingena, Massimo Masolo e Dario Cassingena. –
Michele Arcari dall’Aurora Pro Patria al Brescia (indagati Alessandro Moggi, e i dirigenti del Brescia Luigi Corioni e Gianluca Nani) –
Nicola Legrottaglie dalla Juventus al Milan (indagati i procuratori Vincenzo Leonardi e Moggi, i dirigenti dell’epoca della Juve Jean Claude Blanc e Alessio Secco, l’ad del Milan Adriano Galliani. Per il successivo trasferimento dal Milan al Catania sono indagati Aleassandro Moggi e i dirigenti del Catania Sergio Gasparin e Pietro Lomonaco. –
Erion Bogdani dal Chievo al Cesena (indagati i procuratori Alessandro Moggi e Marco Sommella e l’ex presidente del Cesena Igor Campedelli). –
Fabio Liverani dalla Fiorentina al Palermo (indagati Alessandro Moggi, e i dirigenti rosanero Maurizio Zamparini e Rino Foschi). –
Antonio Nocerino dalla Juventus al Palermo (indagati Moggi e i dirigenti del Palermo Zamparini e Foschi) e poi dal Palermo al Milan (per questo trasferimento sono indagati Moggi e Adriano Galliani). Lo stesso Nocerino figura tra gli indagati. –
Juan Fernando Quintero – dall’Atletico Nacional al Pescara (indagati Alessandro Moggi, il presidente del Pescara Daniele Sebastiani e lo stesso Quintero). –
Adrian Mutu – dalla Juve alla Fiorentina (indagati il patron della Fiorentina Andrea della Valle, il ds Pantaleo Corvino e lo stesso Mutu). –
Ciro Immobile – dalla Juve al Genoa (Alessandro Moggi, l’ad del Genoa Alessandro Zarbano e lo stesso Immobile). –
Giuseppe Sculli dalla Juventus al Genoa (indagati Moggi e i dirigenti del Genoa Enrico Preziosi e Alessandro Zarbano). Per il passaggio dello stesso Sculli dalla Lazio al Genoa sono indagati Alessandro Moggi, il presidente della Lazio Claudio Lotito e il dirigente della società romana Marco Moschini). –
Ferdinando Sforzini dall’Udinese al Grosseto (indagati Moggi e Luciano Cafaro amministratore unico del Grosseto). –
Pasquale Foggia dalla Lazio alla Sampdoria (indagati Moggi, i dirigenti della Lazio Claudio Lotito e Marco Moschini, i dirigenti doriani Eduardo Garrone e Umberto Marino e lo stesso Foggia). –
Massimo Oddo dal Milan al Lecce (indagati i procuratori Moggi e Sommella, l’ex ad del Lecce Renato Cipollini e Adriano Galliani). – Francesco Tavano dal Valencia al Livorno (indagati Moggi e Aldo Spinelli, presidente del Livorno). –
Emanuele Calaio’ dal Siena al Napoli (indagati il procuratore Riccardo Calleri, il patron del Napoli Aurelio de Laurentiis, Alessandro Moggi, l’ex patron del Siena Massimo Mezzaroma, l’ex dg Roberto Zanzi e lo stesso calciatore). –
Morgan De Sanctis dal Siviglia al Napoli (indagato il procuratore Federico Pastorello) – Dorian Pabon dall’Atletico Nacional al Parma (indagati il procuratore Calleri e lo stesso calciatore) –
Nicolas Amodio, dal Napoli al Portogruaro (indagato il procuratore Umberto Calaio’) – Domenico Danti dal Siena alla Reggina (indagati Moggi e il presidente della Reggina Lillo Foti). Per il trasferimento dal Vicenza alla Ternana sono indagati Moggi e il dirigente della squadra umbra Francesco Zadotti. –
Cristian Molinaro, dalla Juve al Siena (indagati Moggi, Giovanni Lombardi Stronati ex presidente del Siena e Molinaro). –
Hernan Crespo dal Chelsea all’Inter (indagati il procuratore Fernando Hidalgo e lo stesso calciatore oggi allenatore del Modena). –
Diego Milito, dal Genoa all’Inter (indagati il procuratore Fernando Hidalgo e lo stesso calciatore). –
Cristian Chavez, dal Deportes Talca al Napoli (indagati gli agenti Alejandro Mazzoni e Edoardo Rossetto e lo stesso Chavez). – Ignacio Fideleff dal Newell’s Old Boys al Napoli (indagati i procuratori Leonardo Rodriguez e lo stesso calciatore). –
Ezequiel Lavezzi dal San Lorenzo al Napoli (indagati i procuratori Luis Rossetto, Alejandro Mazzoni e lo stesso Lavezzi). Per il passaggio dal Napoli al Paris Saint Germain è indagato Alessandro Moggi. –
German Denis, dall’Udinese all’Atalanta (indagati il procuratore Leonardo Rodriguez e lo stesso calciatore)
Nel mirino degli inquirenti anche una serie di rinnovi contrattuali. Per l’adeguamento del contratto dell’ex calciatore del Milan Marek Jankulovski sono indagati Alessandro Moggi, l’ad rossonero Adriano Galliani e lo stesso Jankulovski. Per quello del difensore Gabriel Paletta col Parma sono indagati Moggi, i dirigenti del Parma Tommaso Ghirardi e il dg Pietro Leonardi nonche’ lo stesso Paletta.
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CALCIO MALATO: ecco tutti i nomi degli indagati. Ci sono anche Immobile, Lavezzi, De Laurentiis e Lotito
Ecco tutti i nomi degli indagati dalla Procura di Napoli per i reati di evasione fiscale e false fatturazioni. Quarantacinque i dirigenti di societa’ di calcio di serie A e B: Alessandro Moggi, Marco Sommella, Vincenzo Leonardi, Riccardo Calleri, Umberto Calaio’, Leonardo Rodriguez, Fernando Hidalgo, Aleandro Mazzoni, Edoardo Rossetto, Antonio Percassi, Luca Percassi, Claudio Garzelli, Giorgio Perinetti, Luigi Corioni, Gianluca Nani, Sergio Gasparin, Pietro Lo Monaco, Igor Campedelli, Maurizio Zamparini, Rino Foschi, Daniele Sebastiani, Andrea Della Valle, Oronzo Corvino, Alessandro Zarbano, Enrico Preziosi, Luciano Cafaro, Jean Claude Blanc, Alessio Secco, Claudio Lotito, Marco Moschini, Renato Cipollini, Aldo Spinelli, Adriano Galliani, Aurelio De Laurentiis, Tommaso Ghirardi, Pietro Leonardi, Pasquale Foti, Eduardo Garrone, Marino Umberto, Massimo Mezzaroma, Roberto Zanzi, Giovanni Lombardi Stronati, Francesco Zadotti, Sergio Cassingena, Massimo Masolo, Dario Cassingena. Sedici i calciatori: Gustavo German Denis, Quintero, Adrian Mutu, Ciro Immobile, Matteo Paro, Hernan Crespo, Pasquale Foggia, Antonio Nocerino, Marek Jankulovski, Cristian Chavez, Inacio David Fideleff, Ivan Ezequiel Lavezzi, Gabriel Paletta, Emanuele Calaio’, Cristian Molinaro, Rios Pavon, DiegoAlberto Milito.
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CALCIO MALATO. Inchiesta partita dai contratti di Lavezzi e Chavez
L’inchiesta che ha portato ai provvedimenti di oggi nasce con la Guardia di Finanza che nel 2012 nelle sedi del Napoli e della Figc acquisisce i contratti di Ezequiel Lavezzi, ceduto dal Napoli al Psg, e del quasi sconosciuto attaccante argentino Cristian Chavez. Partendo da quella attività, nove mesi dopo, i finanzieri si sono presentati nelle sedi di 41 società di serie A e B per acquisire ulteriore documentazione. Gli investigatori parlarono di un “fenomeno generalizzato” nel calcio italiano, vale a dire la “progressiva ed esasperata” lievitazione degli oneri relativi agli ingaggi dei calciatori. E questo, era l’ipotesi investigativa, avrebbe fatto sì che nel tempo si determinasse una situazione di squilibrio gestionale sul piano economico-finanziario che potrebbe aver spinto le società a compiere una serie di illeciti fiscali. L’attenzione della procura e della Gdf si è concentrata su diversi aspetti della gestione dei club: dalla ricostruzione dei rapporti tra società, procuratori e calciatori alle modalità di trasferimento di questi ultimi; dall’esame dei contratti alle modalità d’inserimento nei bilanci dei giocatori; dalle operazioni di compravendita e rinnovo alla gestione dei diritti d’immagine e dei diritti televisivi; dall’attività’ di scouting ai compensi per i calciatori qualificati come ‘fringe benefit’
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CALCIO MALATO: in corso l’operazione Fuorigioco
La Guardia di Finanza sta eseguendo un decreto di perquisizione e sequestro nei confronti di 64 persone tra cui massimi dirigenti, calciatori e procuratori di squadre di calcio di serie A e B. L’ipotesi di reato è evasione fiscale e false fatturazioni. L’inchiesta è condotta dai pm della procura di Napoli Danilo De Simone, Stefano Capuano e Vincenzo Ranieri, coordinati dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli. Tra le decine di indagati nell’indagine della procura di Napoli, che ha portato al sequestro di beni per circa 12 milioni, ci sarebbero l’Ad del Milan Adriano Galliani, il numero uno della società partenopea Aurelio De Laurentiis, il presidente della Lazio Claudio Lotito, l’ex presidente e Ad della Juventus Jean Claude Blanc. Tra i calciatori, indagati anche il Pocho Lavezzi e l’ex Giocatore Crespo. Coinvolti, infine, diversi procuratori, tra cui Alessandro Moggi. La Guardia di Finanza si è presentata a Casa Milan alle 8.30 e sta acquisendo documenti.
EVASIONE FISCALE – L’esistenza di un radicato sistema finalizzato ad evadere le imposte, posto in essere da 35 società calcistiche di serie A e B nonchè da oltre un centinaio di persone fisiche, tra calciatori e loro procuratori emerge, secondo il procuratore aggiunto di Napoli, Vincenzo Piscitelli dall’operazione ‘Fuorigioco’. In particolare, il meccanismo fraudolento architettato per sottrarre materia imponibile alle casse dello Stato italiano è stato adottato nel contesto delle operazioni commerciali sulla compravendita di calciatori. L’inchiesta era partita nel 2012 ipotizzando delle presunte violazioni fiscali commesse sia dalle società sia dai procuratori e dai calciatori nell’ambito di operazioni di acquisto e cessione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori stessi.
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Il boss pentito: “Così evitai l’incendio del camper di Aliberti”
Consigliere dei “guaglioni” a Scafati, oltre che per gli affari criminali anche per le vicende politiche: Pasquale Loreto era il punto di riferimento del figlio Alfonsino e dei suoi amici Luigi e Gennaro Ridosso. Da lui, in località protetta, andavano spesso i Ridosso, finanche Romolo, il capo del clan. E Pasquale Loreto, oltre a dare consigli criminali “dispensava” anche strategie politiche. Il figlio e i suoi amici facevano riferimento a lui. Nel 2008 Pasquale Loreto viveva in Toscana e Alfonso con i Ridosso andavano spesso da lui, tanto da riferirgli molti particolari della vita sociale e politica della città d’origine. E i consigli di Loreto erano sempre ascoltati. Quell’anno si votava per le amministrative, anche i clan erano in fermento e ognuno aveva i suoi riferimenti politici. “Durante le votazioni del sindaco di Scafati, – racconta Loreto in un verbale del 2011 – loro appoggiavano ed erano molto amici, ci ho parlato anch’io qualche volta al telefono, Lupo: un commerciante di Scafati che sta in politica; loro appoggiavano questo Lupo. Lello Lupo si chiama ed ha una ditta di prodotti ortofrutticoli e che poi non è salito per una manciata di voti mentre durante questa campagna elettorale, il fratello del sindaco attuale, per la campagna elettorale, viaggiava in auto con un membro della famiglia di Francesco Sorrentino, “’o campagnuolo”». Tra i Sorrentino e i Ridosso, in quel momento non correva buon sangue, c’erano stati dei contrasti interni e allora i Ridosso e Alfonsino Loreto avevano pensato bene che la contesa politica – Lupo e Aliberti erano in schieramenti contrapposti – potesse essere un pretesto per affermare il proprio predominio. “I ragazzi vennero da me, comunque mi venivano a trovare anche casualmente, veniva anche Gennaro (Ridosso) e passavano anche per dire cose non illecite. Un giorno – racconta Loreto -, mio figlio con Gennaro mi vennero a trovare e mi dissero che volevano incendiare, durante la campagna elettorale, il camper che il sindaco di Scafati aveva allestito per la propaganda elettorale; mi sembra era con la scritta Pdl vicino e loro avevano deciso di incendiarlo”. Ma Loreto capì che un episodio del genere sarebbe stato disastroso, avrebbe attirato l’attenzione delle forze dell’ordine e ogni sforzo per controllare il territorio sarebbe andato perso. Consigliò ai ragazzi di desistere: “Dissi di no e dissi di ascoltarmi perché, gli dissi: nel momento in cui si incendia il camper del candidato sindaco, succede la rivoluzione con una miriade di carabinieri e, quindi, era una cosa non fattibile”. I Ridosso desistettero. Aliberti fu eletto per la prima volta sindaco di Scafati. Raffaele Lupo in quegli anni era consigliere provinciale con il centrodestra, travolto poi da un’indagine per false fatturazioni con la Scafatese calcio ha lasciato anni la politica. Ma in quegli anni Pasquale Loreto, collaboratore di giustizia dal 1994, era inserito a pieno titolo nel contesto criminale scafatese.
Rosaria Federico
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