Cronaca Nera

Castellammare: trasferito in carcere l’aggressore di Scanzano, è un noto pregiudicato

Ieri sera, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Castellammare, hanno arrestato il 19enne pluripregiudicato del posto Salvatore Pasqua, in quanto ritenuto responsabile di tentato omicidio ai danni di un 74enne anch’egli stabiese. Verso le 16.20 una volante del Commissariato si e’ recata presso un campetto per il gioco della bocce a via Panoramica in quanto era stata segnalata un’aggressione. Giunti sul posto i poliziotti hanno trovato un uomo privo di sensi e riverso al suolo in una pozza di sangue. Da un primo esame l’uomo e’ risultato sfigurato al volto a causa dei numerosi traumi subiti. Dalle testimonianze raccolte nell’immediato e’ subito emerso che era stato aggredito a colpi di vanga e che l’aggressore si era appena allontanato. Dopo aver chiamato i soccorsi, i poliziotti lo hanno raggiunto, ancora su Via Panoramica mentre tentava di raggiungere il centro cittadino a piedi. Il giovane, riconosciuto in quanto noto per i suoi precedenti, e’ stato pertanto bloccato e condotto in Commissariato. Nel frattempo C. L., il 74enne, vittima della violenta aggressione, e’ stato medicato e dopo aver ripreso un attimo conoscenza, ha riferito con molta difficolta’ di essere stato aggredito alle spalle a colpi di vanga da Salvatore Pasqua, persona a lui nota, senza alcun motivo. Oltre a rinvenire in un terreno abbandonato poco distante dall’aggressione la vanga ancora sporca di sangue, i poliziotti hanno trovato delle tracce ematiche anche sugli abiti di Salvatore Pasqua. Il giovane pregiudicato e’ stato pertanto arrestato e subito condotto alla Casa Circondariale di Napoli Poggioreale. Il 74enne e’ ora ricoverato all’Ospedale San Leonardo e a causa delle numerose ferite soprattutto alla testa, versa il gravi condizioni: la prognosi e’ al momento riservata.

Si appropria di 4 kg coca in caserma, arrestato maggiore della Guardia di Finanza

Si sarebbe appropriato di circa 4 kg di cocaina depositata presso la caserma della Guardia di Finanza di Aversa in cui prestava servizio come ufficiale. E’ finito per questo agli arresti domiciliari, su ordine del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, il Maggiore Francesco Nasta, attualmente in servizio a Napoli presso il Reparto Tecnico Logistico Amministrativo del Comando Regionale della Campania. L’accusa è di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, falso ideologico e peculato nella forma prevista dal codice penale militare. L’indagine è partita dalla morte di un altro finanziere in servizio ad Aversa, il tenente Felice Stringile, che aveva sostituito proprio Nasta nel 2012 quando questi era stato trasferito. Stringile fu trovato cadavere all’interno del proprio alloggio in caserma nel febbraio 2013, e l’autopsia e gli esami tossicologici appurarono che la morte era sopraggiunta per overdose; la droga, emerse, era stata prelevata proprio dai locali della caserma.

Marano: Blitz antidroga della Dda: 21 arresti

E’ in corso l’esecuzione di misure cautelari a carico di 21 persone, ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico nei comuni della provincia Nord di Napoli. A casa di una delle persone da arrestare sono stati trovati 35 chili di cocaina purissima, per un valore sul mercato di circa 2 milioni di euro. A casa di un altro indagato sono stati trovati due chili di hashish.I trentacinque chilogrammi di cocaina sono stati tutti trovati a Marano in casa di uno dei 21 destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Altri due chilogrammi di hashish, invece, sono stati trovati a casa di un altro indagato, sempre a Marano La cocaina, tagliata e venduta al dettaglio, avrebbe fruttato agli spacciatori circa due milioni di euro.

Omicidio Amendola, Nunziato. “Non sapevo che volessero ammazzare Enzino”

Gaetano Nunziato accusato di essere per il momento l’assassino di Vincenzo Amendola il 18enne di san Giovannia Teduccio, dovrà chiarire oggi nel corso dell’interrogatorio di garanzia parecchie cose ai giudici. Dovrà fornire particolari e prove più consistenti se vorrà evitare una pesante condanna. ha già aiutato gli investigatori e trovare il corpo del ragazzo sottorratto in un terreno incolto “vicino al laghetto” e ha anche detto di non aver sparato ma che al momento dell’omicidio erano presenti altre due persone legate al clan Formicola che adesso risultano irreperibili. Ma ci vuole qualcos di più: il movente, i particolari, l’arma del delitto, eventuali altri complici. Insomma dovrà spiegare meglio. Il ragazzo sarebbe stato ucciso per una donna “proibita”, legata a un ras del clan Formicola, entrata in contatto con Vincenzo Amendola, che forse se n’era addirittura innamorato. Frequentava giovani affiliati del “Bronx”, Gaetano Nunziato, si è trovato in una situazione più grande di lui e se n’è uscito pensando a salvarsi, confessando e tirando in ballo mandante ed esecutore materiale del delitto. “Non sapevo che volessero ammazzarlo quando mi hanno detto di andare a prendere Enzino. Ho cominciato a sospettare qualcosa quando ci siamo diretti verso quella zona. Io non ho sparato”, ha messo. Si era reso conto di essere un testimone scomodo, custode di un segreto terribile, e temeva di essere eliminato per questo che ha cominciato a collaborare.

Omicidio di Salerno, Gentile: “L’ho ucciso perchè mi molestava sessualmente”

“Mi molestava sessualmente. E quando gli ho detto di non voler avere più nessun rapporto con lui, mi ha detto che avrei dovuto lasciare anche Daniela. Al mio rifiuto mi ha minacciato con un coltello. Perciò ho sferrato un calcio per difendermi. Lui è caduto a terra e quando si è rialzato l’ho colpito con il coltello che avevo portato con me. Non ha urlato e si è accasciato nuovamente al suolo privo di vita”. È questa, la confessione choc che Luca Gentile, il 22enne di Salerno ha messo a verbale con la pm titolare delle indagini, Elena Guarino. Ha confessato l’omicidio di Eugenio Tura De Marco, 60 anni, padre della fidanzata, assumendosi ogni responsabilità. Ma ha anche spiegato “la sua versione dei fatti”. Ieri gli inquirenti hanno effettuato un ulteriore sopralluogo nell’appartamento di Piazza d’Aiello, nel rione Fornelle durata all’incirca un’ora e mezza per verificare alcuni particolari forniti proprio dal 22enne.Secondo il racconto dell’assassino l’arma sarebbe stata gettata nel fiume a Torrione.Dopo è tornato sul luogo del delitto, in compagnia della fidanzata. La 24enne ha dato l’allarme perché,nonostante la luce accesa in casa, il padre non rispondeva né al citofono e neppure ai diversi messaggi inviati tramite whatsapp. Quando sono arrivati i militari è stata fatta la macabra scoperta. Da una prima verifica è sembrato che il 60enne fosse deceduto per cause naturali, poi il medico legale Adamo Maiese ha rivelato due profonde ferite da taglio, al torace e sul dorso. Gentile q quel punto è stato colto da una crisi epilettica e trasportato al Ruggi. Sentito come persona informata sui fatti, ha ammesso di aver incontrato De Marco poco prima. Ma la sua versione non ha convinto gli inquirenti, anche perchè sui suoi abiti sono state rilevate evidenti tracce di sangue. In poche ore il fermo, e la confessione.