Ieri 18 febbraio gli Agenti del Settore Operativo Polfer di Napoli C.le, hanno fermato 4minorenni che nella Stazione di Frattamaggiore – Grumo hanno lanciato sassi contro untreno Regionale. Tutto è iniziato quando personale di Protezione Aziendale delle FS, haimpedito ai ragazzi di salire a bordo treno poiché non in possesso del biglietto ferroviario.I minori dopo aver inveito e minacciato pesantemente i ferrovieri, non paghi del lorocomportamento, hanno raccolto dei sassi dalla massicciata dei binari, per poi lanciarlicontro il convoglio già in movimento alla volta di Napoli, procurando un forte stato dipanico e agitazione tra i viaggiatori, nonché danni ad alcuni finestrini del treno. Gli Agentidi Polizia, acquisita la notizia hanno iniziato una attenta attività di indagine, monitorandogli arrivi in Stazione di altri treni provenienti da Frattamaggiore, difatti, all’arrivo a Napolidel successivo treno Regionale, hanno subito individuato i 4 giovani riconosciuti daiferrovieri minacciati. Per i quattro ragazzi, tutti affidati ai rispettivi genitori, scattava ladenuncia a piede libero per danneggiamento aggravato e minacce ad incaricato dipubblico servizio, con relativa segnalazione alla Procura dei Minorenni di Napoli
Ha solo 15 anni ma già gestiva una “piazza di spaccio” nel quartiere Scampia.
Il baby-pusher è stato arrestato, nel pomeriggio di ieri, dagli agenti del Commissariato di Polizia “Scampia” al termine di un servizio di osservazione presso il lotto H di Via Labriola.
I poliziotti, nel corso del servizio di appostamento, hanno avuto modo di ricostruire il modus operandi del giovane che, munito di chiavi di un portone, accedeva all’interno dello stabile ad ogni richiesta da parte degli acquirenti.
Il giovane, infatti, così come hanno accertato gli agenti, aveva nascosto sul telaio del vano ascensore 26 dosi di “cocaina”, nonché numerose stecchette di hashish pari a 52grammi.
Gli agenti, approfittando dell’entrata di un condomino nello stabile, hanno fatto irruzione nell’isolato 6 del lotto H, arrestando il 15enne e conducendolo al centro di Prima Accoglienza dei Colli Aminei.
Sono stati fermati i presunti killer di Francesco Tafuro e Domenico Liguori i due giovani, titolari di un centro scommesse, che la scorsa settimana furono freddati con 13 colpi di pistola mentre erano fermi a via Olivella, strada periferica e isolata della periferia di Saviano. I carabinieri della Compagnia di Nola – che lavorano alacremente al caso e che, se i fermi saranno confermati, hanno risolto il caso in meno di una settimana – stanno interrogando in questo momento le persone sospettate di essere gli autori del duplice delitto. Continuano comunque le perquisizioni in tutta la zona. Sembra che i presunti assassini di Francesco Tafuro e Domenico Liguori siano stati catturati all’alba. A confermarlo uno dei fratelli delle vittime, che su Facebook ha postato una frase eloquente e chiarissima: «Adesso dovete marcire in galera». Le voci degli arresti circolavano già da diverse ore ed anche le forze dell’ordine al momento non smentiscono facendo però intendere di avere chiuso il cerchio sul duplice delitto. Un omicidio commesso in area non particolarmente frequentata. I killer sorpresero le vittime mentre viaggiavano in auto. Uno dei due corpi fu ritrovato all’interno della vettura, mentre l’altro poco distante. Nessun legame con la criminalità organizzata, sebbene Liguori fosse già noto alle forze dell’ordine per gioco d’azzardo, se non un credito che i due ragazzi avrebbero vantato da una persona molto pericolosa, al punto da farli uccidere a colpi di arma da fuoco: una valanga di “piombo” che ha spezzato la vita di Francesco Tafuro, 33enne di Saviano, e Domenico Liguori, 32enne di Somma Vesuviana e titolari di un centro scommesse proprio nella città vesuviana. La loro agenzia è fu posta sotto sequestro: gli investigatori spulciarono ogni carta e ogni dettaglio all’interno dell’esercizio commerciale di via San Sossio per risalire al movente del duplice omicidio. Un po’ di luce fu trovata a riguardo dei progetti futuri dei due soci ed amici, che avevano intenzione di aprire una seconda sede a Cercola. Qui avrebbero potuto conoscere l’uomo che li ha condannati a morte, un giocatore incallito che avrebbe accumulato un grosso debito e che ha deciso di saldarlo con l’omicidio dei due poveri ragazzi. Una pista seguita con interesse da chi indaga. Insomma, i giovani potrebbero essere stati fatti giustiziare da un boss per motivi di soldi, denaro che sarebbe spettato alle due vittime. Amici da tempo, e soci in affari da un paio di anni da quando hanno aperto insieme quel centro scommesse che, forse, è alla base del tragico, comune destino. Francesco Tafuro e Domenico Liguori, quasi coetanei, un anno di differenza. Sgomento ed incredulità nelle due comunità in cui i ragazzi massacrati nella notte di mercoledì hanno vissuto. Appena 24 ore prima, nel giorno in cui a Saviano migliaia di persone si radunano intorno ai carri di uno dei Carnevali più famosi d’Italia, Francesco faceva festa insieme con gli amici. Ballava divertito. Addosso un costume colorato ed in faccia un sorriso sereno. Se avesse avuto qualche preoccupazione magari non sarebbe stato così tranquillo.Ed invece il giorno dopo è successo quel che è successo e nessuno, a Saviano, riesce ancora a farsene una ragione
Un giovane spacciatore di 15 anni è stao preso a Scampia. Il giovane a soli 15 anni già gestiva una piazza di spaccio a Scampia: un baby spacciatore è stato arrestato nel pomeriggio di ieri dalla Polizia di Napoli. Il ragazzino è stato bloccato durante un servizio di osservazione nel complesso edilizio Lotto H di via Labriola. Il giovane, infatti, così come accertato dagli agenti, aveva nascosto sul telaio del vano ascensore di un palazzo 26 dosi di “cocaina” e numerose “stecchette” di hashish, per 52 grammi. Quando arrivavano i clienti, entrava nel palazzo, di cui aveva le chiavi, e recuperava la droga da vendere. Gli agenti sono entrati in azione e hanno arrestato il 15enne proprio quando si è recato a prendere la sostanza stupefacente.
Ritrovato dalla Polizia di Stato, nel quartiere San Giovanni a Teduccio, il cadavere di Vincenzo Amendola, il 18enne scomparso 12 giorni fa.
Gli agenti del Commissariato di Polizia San Giovanni-Barra e della Squadra Mobile, stamane, a seguito di un’articolata attività d’indagine, sono intervenuti in un terreno agricolo in Viale 2 giugno, ove era stato seppellito.