Cronaca Nera

Scoperta raffineria di cocaina a San Giuseppe Vesuviano: 5 arresti del clan Gallo-Limelli-Vangone

La Guardia di Finanza di Napoli ha scoperto una raffineria di cocaina in un appartamento di San Giuseppe Vesuviano gestita dal clan Gallo/Limelli/Vangone. Sono stati sequestrati oltre 7 chilogrammi di cocaina ed arrestati in flagranza 5 persone. la droga sequestrata avrebbe avuto sul mercato un valore di oltre 3 milioni di euro e sarebbe servita per il confezionamento di oltre 100 mila dosi. L'articolo Scoperta raffineria di cocaina a San Giuseppe Vesuviano: 5 arresti del clan Gallo-Limelli-Vangone sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Orologi rubati a Cuneo ritrovati a Napoli: due arresti

Napoli. Circa trenta orologi di marca, denaro contante, personal computer, telefoni cellulari ed una macchina utilizzata per mettere a segno i colpi sono stati rinvenuti nel Napoletano nel corso di una operazione condotta dalla squadra mobile di Cuneo per una rapina avvenuta il sette ottobre scorso in una nota gioielleria della città piemontese: il bottino era di 250mila euro. Le perquisizioni sono state eseguite dai poliziotti di Cuneo in collaborazione con quelli di Napoli, dei commissariati di Tivoli, Pozzuoli e Giugliano. La polizia ha arrestato due persone (si tratta di due cittadini slavi, uno residente in provincia di Roma e l’altro nel Napoletano) e ne ha denunciato in stato di libertà altre cinque, tutte residenti in provincia di Napoli. L'articolo Orologi rubati a Cuneo ritrovati a Napoli: due arresti sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Agguati in faida clan Belforte-Piccolo nel Casertano: 6 arresti

Dopo anni si fa luce sull’omicidio di Nazzareno Mancino e sul tentato omicidio del fratello Saverio, avvenuti nel Casertano nell’ambito della faida tra i clan Belforte e Piccolo che si contendevano la leadership criminale nel territorio di Marcianise attraverso una lunga serie di agguati mortali. Sei le persone destinatarie di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguite dalla polizia di Caserta su mandato della Dda di Napoli. Cinque degli indagati erano già detenuti per altra causa. Nazzareno Mancino, affiliato ai Piccolo-Letizia, fu ucciso il 7 aprile 1999 a Marcianise. L’uomo era all’interno del bar Russo di via Roma quando fu raggiunto da numerosi colpi d’arma da fuoco e morì dopo poche ore in ospedale. Mancino era nei pressi del banco dell’esercizio commerciale quando fu avvicinato da un uomo con il casco integrale in testa e un mitragliatore Kalashnikov nascosto sotto il giubbotto. Mancino tentò di rifugiarsi nel locale adibito alla lavorazione dei dolci, ma fu raggiunto dal sicario che lo ferì mortalmente alle gambe e al torace. Numerosi i resti di proiettile rinvenuti sul luogo dell’agguato, compreso 24 bossoli calibro 7,62. Dopo due giorni fu rinvenuta, in un fossato in aperta campagna a Marcianise, in località Patricelli nella zona Nuovo Macello, la motocicletta rubata, Enduro Yamaha XT 600, utilizzata per l’agguato. Il 6 settembre 2002 fu ferito gravemente, a Capodrise, nei pressi del bar pasticceria Marconi, Saverio Mancino. L’uomo fu ferito da due colpi di pistola che lo raggiunsero al capo e alla mandibola. Mancino riuscì, però, a rifugiarsi all’interno del bar riuscendo a salvarsi. Le indagini condotte all’epoca dei fatti, pur riuscendo a stabilere che si trattasse “dell’ennesima puntata dell’atavico conflitto tra il clan Belforte e il clan Piccolo”, non portarono all’identificazione degli autori degli agguati, ha ricordato in una nota il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli. Le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e il riscontro degli elementi probatori raccolti dalla polizia hanno, però, permesso di riaprire le indagini riuscendo a individuare gli esecutori materiali dell’azione di fuoco nonché di accertare le responsabilità dei mandanti e degli addetti al reclutamento dei killer. L'articolo Agguati in faida clan Belforte-Piccolo nel Casertano: 6 arresti sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Fotografo si toglie la vita, ancora ignoti i motivi

Gragnano è ancora sotto shock. Un risveglio drammatico per la città della pasta quello di ieri. Marcello Ricco, noto fotografo della cittadina ai piedi dei monti lattari si è tolto la vita. Sono ancora ignoti i motivi che hanno condotto il fotografo all’estremo gesto avvenuto nella cantina della sua abitazione. Una vita apparentemente tranquilla e serena quella del titolare del noto esercizio commerciale “Foto Mary”, che non avrebbe mai fatto presagire a nulla di tutto ciò. Le uniche lamentele del fotografo, come riportato da alcuni amici e clienti, fatte negli ultimi giorni erano quelle che qualsiasi commerciante usa fare. I familiari si interrogano sul perchè Ricco sia arrivato a tanto. A dover risalire ai motivi del drammatico gesto saranno ora i carabinieri della stazione di Gragnano che indagano sull’accaduto. Quello di Ricco è l’ultimo dei 4 suicidi totali che in pochi mesi hanno sconvolto la comunità gragnese. Una esclation iniziata con il suicidio di Ciro Di Vuolo, imprenditore, al barista Carlo Sibilli, quindi il parrucchiere Fioravante Lepre. L'articolo Fotografo si toglie la vita, ancora ignoti i motivi sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Clan Giuliano sequestro beni a Roma

Un patrimonio che ammonta a 100 milioni di euro è stato sequestrato dalla Dia di Roma a cinque persone” responsabili di un vasto sistema di usura e gioco d’azzardo sul litorale romano, in particolare a Ladispoli dove i cinque risiedono. Alcuni di questi, già arrestati in un’operazione della Dia del giugno scorso, risulterebbero vicini al clan Giuliano di Napoli. Tra i beni sequestrati 60 immobili di pregio, 11 società, 200 rapporti bancari, 20 veicoli e 10 terreni agricoli” L'articolo Clan Giuliano sequestro beni a Roma sembra essere il primo su Cronache della Campania.