Si rifiutò di pagare le riparazioni fatte al suo scooter e quando il meccanico si ribellò, lui ed un complice lo accoltellarono più volte. Accadde nel settembre scorso, a Napoli: oggi i carabinieri del nucleo operativo della compagnia Napoli centro questa mattina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Tribunale di Napoli a carico di Gennaro Basco, 40enne, già noto alle forze dell’ordine e Vincenzo Arillo, 23enne, entrambi dei Quartieri Spagnoli. I due sono accusati di tentato omicidio, tentata estorsione e porto illegale di arma bianca. Fu Basco a rifiutarsi di pagare l’intervento e fu lui che dopo le opposizioni del meccanico chiamò Arillo per aiutarlo nella ‘punizione’. E così Arillo colpì la vittima più volte all’addome, alla schiena e anche al viso. Solo grazie alle resistenze del meccanico non furono colpite zone vitali. I due scapparono subito, all’arrivo dei carabinieri e da allora si sono resi irreperibili. Oggi le ordinanze e gli arresti domiciliari.
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E’ scattato all’alba il maxi blitz dei carabinieri del Comando Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, per eseguire un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e al regime degli arresti domiciliari, nei confronti di numerose persone indagate per il reato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana. Nel corso dell’attivita’ i militari, coordinati dai Magistrati della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno scoperto che lo stupefacente, approvvigionato soprattutto a Caivano in provincia di Napoli , venisse poi trasportato da corrieri mediante l’occultamento su persona o all’interno di veicoli, anche in presenza di minori, utilizzati al fine di eludere i controlli. Il provvedimento e’ stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli.
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Ancora una notte violenta nel centro storico di Napoli un uomo di origine marocchina è stato accoltellato all’uscita di un bar, in piazza Giovanni Leone, nella zona di Porta Capuana.L’uomo è ora in prognosi riservata. E’stata proprio la vittima a fermare una pattuglia della polizia e a chiedere aiuto. Non è riuscito a dire altro agli agenti se non di essere stato colpito da ignoti all’uscita di un bar del quale, però, non è stato in grado di fornire alcuna indicazione in merito all’ubicazione. Trasportato con il servizio di emergenza del 118 all’ospedale Loreto Mare, è in prognosi riservata per le ferite al torace.
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Decine di carabinieri di Santa Maria Capua Vetere , coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, stanno eseguendo numerosi di arresti tra le province di Caserta e Napoli, in particolare nel famigerato Parco Verde di Caivano, piazza di spaccio del Napoletano. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere e al regime degli arresti domiciliari è stata emessa dal gip del Tribunale di Napoli. Tutti i destinatari sono indagati per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana. Il traffico di droga venuto alla luce partiva dalla provincia di NapoliI, in particolare da Caivano, e, attraverso dei corrieri, giungeva a destinazione. Le sostanze stupefacenti venivano occultate su persone o in veicoli utilizzando minori per eludere i controlli.
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“Ci vuole l’esercito per far star zitte le pistole” a Napoli, dove gli omicidi sono in aumento, nonostante nel 2015 il dato, nel resto d’Italia, abbia segnato il minimo storico. Lo ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano intervistato da Maria Latella a Skytg24. “A Napoli abbiamo ottenuto successi straordinari nel contrasto alla camorra – ha ricordato – . Ci sono intere generazioni di clan in carcere, boss al carcere duro, ma c’è un dato mi lascia assolutamente insoddisfatto: i reati sono in calo ovunque, ma a Napoli gli omicidi aumentano. Dobbiamo zittire le pistole – ha proseguito – . L’ho detto anche a Renzi che adesso a Napoli ci vuole l’esercito. Abbiamo il contingente Strade sicure – ha precisato – ma occorre una norma per mandare più soldati a Napoli. Ovviamente la città non va militarizzata, ma vanno diminuiti gli omicidi, e vanno liberate forze dell’ ordine da mettere in strada”. “Non sono d’accordo con chi sostiene che tanto si ammazzano tra di loro – ha concluso – :noi non possiamo fregarcene e dobbiamo far star zitte le pistole”.Intanto in città e in provincia ormai è emergenza camorra: tre omicidi in 26 ore. Killer diversi, stesse dinamiche criminali: giovedì notte al rione Don Guanella (omicidio di Giuseppe Calise, 24 anni) e a Bagnoli (ucciso Pasquale Zito, 21 anni); la notte tra venerdì e sabato a Marigliano, nel rione 219, praticamente una enclave di Napoli nella provincia: qui è stato massacrato Francesco Esposito, 33 anni. L’uomo stava citofonando alla moglie quando i killer lo hanno freddato. Secondo fonti della questura, dall’inizio del 2016, sono dieci gli omicidi consumati nell’area metropolitana, senza contare le decine rappresaglie armate («stese» a colpi di pistola e kalashnikov) consumate ovunque ci sia da definire equilibri nella spartizione dei proventi di droga e racket. A Napoli e provincia ci sono 110 clan in azione, che possono contare su 5mila affiliati, (senza badare ai minori e agli under 14 non imputabili), in una guerra di posizione che si gioca per la conquista di una piccola o grande piazza di spaccio.
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