Napoli. Droga e armi nel quartiere Sanità: sequestro dei poliziotti. Un fucile canne mozze, tipo lupara, marca Acier Cockerill con la matricola punzonata e perfettamente funzionante, completo di 13 cartucce, oltre a 63 cartucce di vario calibro ed un panetto di hashish, è il bilancio di un sequestro eseguito ieri, dagli agenti del Commissariato di Polizia “San Carlo Arena” a Napoli. I poliziotti, nell’ambito dei controlli di prevenzione e controllo del territorio, in vico dei Cangi, nel quartiere Sanità, hanno rinvenuto l’arma, le 76 cartucce e la droga all’interno di una busta in cellophane, abilmente occultata in un foro praticato in una parete di tufo. Saranno gli esami tecnico-balistici della Polizia Scientifica ad accertare eventuali impronte sull’arma, oltre a verificare se la stessa sia stata usata recentemente.
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Napoli. “Anni di pesante aggressione politica e mediatica, per nulla. Anni di un calvario che avrebbe fatto scoppiare il cuore a chiunque. Abbiamo retto per le profonde motivazioni ideali e morali, e per l’assoluta serenità di coscienza”. Così il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, commenta la sentenza di assoluzione nei suoi confronti emessa oggi dalla Corte di Appello di Salerno nel processo sul termovalorizzatore di Salerno in cui era accusato di abuso in atti di ufficio e peculato.
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Torre del Greco. I carabinieri della Compagnia di Torre del Greco hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di un appartamento e di due box auto per un valore complessivo di circa 600 mila euro nei confronti di un pregiudicato Mario Ascione, 27 anni, attualmente detenuto, ritenuto un esponente del clan Ascione-Papale attivo ad Ercolano. Il provvedimento è stato emesso dall’ufficio misure prevenzione del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea.
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Casoria. Si sono impossessati delle offerte in un convento di Casoria, vicino Napoli, ma sono stati identificati e bloccati dai carabinieri. Tre i minori denunciati, due dei quali erano componenti del branco che, nell’agosto scorso, aggredì un capotreno e danneggiò un convoglio ferroviario. Il 15enne e i due 14enni sono ritenuti responsabili di furto aggravato in concorso. Una pattuglia del Nucleo radiomobile di Casoria è intervenuta presso il convento “Casa natale san Ludovico da Casoria delle suore francescane elisabettine bigie”, sorprendendo i tre all’interno del deposito attrezzi situato nel cortile del cenobio. Ispezionando l’area, i militari hanno notato che era stato messo a soqquadro l’ambulatorio solidale dove le persone meno abbienti ricorrono per le consulenze sanitarie. Anche grazie alla visione delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza, è stato possibile ricostruire che i minori avevano svuotato le cassette delle offerte e rubato anche un pc dai locali della comunità religiosa. Due dei tre denunciati, la scorsa estate, furono segnalati all’autorità giudiziaria, insieme ad altri otto minori, perché ritenuti responsabili di lesioni personali e danneggiamento aggravato in concorso. In quella circostanza, presso la stazione delle Fs di Casoria, il branco aggredì a bastonate il capotreno del convoglio regionale Napoli-Caserta e danneggiò il treno, rompendo i vetri e svuotando gli estintori. I militari riuscirono a individuare i presunti responsabili grazie alle testimonianze e alle telecamere installate nella stazione.
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“Il fatto non sussiste”, cosi’ i giudici assolvono Vincenzo De Luca nel processo d’appello per la nomina di un project manager nell’ambito di un progetto per il termovalorizzatore a Salerno. L’accusa a suo carico era di abuso d’ufficio e peculato. La procura generale aveva chiesto la condanna a 11 mesi di reclusione. In primo grado il presidente della Regione Campania era stato condannato a un anno. La pena, poi sospesa, aveva determinato nei confronti di De Luca la sospensione dall’incarico di presidente della Giunta regionale per effetto della Legge Severino. La sentenza e’ giunta dopo due ore di camera di consiglio. Assolti anche gli altri due imputati, il dirigente del settore lavori pubblici del Comune di Salerno, Domenico Barletta e Alberto Di Lorenzo, capo staf di De Luca quando era sindaco di Salernno. Per tutti gli imputati la Corte ha stabilito la revoca delle pene accessorie.
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