Cronaca
Droga:spaccia anfetamine, pusher cinese preso a Terzigno
Un cinese di 53 anni è stato arrestato dai carabinieri a Terzigno che lo hannon sorpreso mentre vendeva un grammo di anfetamina. In casa dell’extracomunitario i militari hanno scoperto altri altri 3,6 grammi di quello stupefacente, divisi in dosi, oltre a due bilancini di precisione e vario materiale per il confezionamento delle dosi. Il cinese è finito ai domiciliari, in attesa di essere giudicato con il rito direttissimo.
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Boscoreale: sequestrato dalla Finanza sito di stoccaggio abusivo di rifiuti speciali
Nel quadro dell’intensificazione dei servizi di prevenzione generale e controllo economico del territorio con particolare attenzione al fenomeno dell’abbandono incontrollato e dello smaltimento dei rifiuti mediante accensione di roghi, finanzieri del comando provinciale della guardia di finanza di Napoli hanno scoperto e contestualmente sequestrato, nel comune di Boscoreale (Na), una vasta area, circa 1.000 metri quadrati, utilizzata per la discarica e la gestione abusiva di rifiuti speciali non pericolosi. In particolare, i finanzieri del gruppo di Torre Annunziata hanno individuato un sito di stoccaggio abusivo ove erano presenti circa 50 tonnellate di rifiuti speciali tra cui vecchi elettrodomestici, pneumatici, rifiuti sartoriali, detriti provenienti dalla demolizione di edifici, tappeti di asfalto nonche’ un escavatore e una pala meccanica. La presenza dei due mezzi meccanici per il movimento terra lascerebbe pensare che il responsabile stesse cercando di occultare i rifiuti sotterrandoli, operazione scongiurata dall’immediato intervento dei militari delle fiamme gialle oplontine. Al termine del servizio, il responsabile dell’illecita attivita’, un cittadino di scafati di 54 anni, e’ stato denunciato alla procura della repubblica presso il tribunale di torre annunziata, per la gestione di rifiuti non autorizzata, mentre l’intera area adibita a discarica abusiva e’ stata sottoposta a sequestro. Il servizio odierno rientra nell’ambito dell’attivita’ info- investigativa svolta dalle fiamme gialle sul territorio a seguito dell’emergenza dei roghi dei rifiuti tossici in campania e del gravissimo impatto ambientale che questi hanno sull’intera collettivita’.
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I carabinieri sequetrano arsenale al clan Lo Russo
I Carabinieri della Compagnia Napoli Vomero, in collaborazione con i colleghi delle CIO (Compagnie di Intervento Operativo) di Napoli e Bari, nel quartiere Scampia di Napoli, hanno fatto un intervento a massa con perquisizioni di interi edifici. In via Janfolla, roccaforte del clan camorristico ‘Lo Russo’, attivo nell’area Nord di Napoli (in particolare nei quartieri di Miano, Marianella Piscinola e Chiaiano) nel vano ascensore di uno stabile hanno trovato un vero e proprio arsenale pronto all’uso a disposizione dei soldati del clan. Armi perfettamente efficienti e munizioni, in particolare:1 kalashnikov; 1 fucile a pompa; 3 fucili berretta a canne mozze; 1 fucile sovrapposto; 1 pistola colt 45; 1 pistola colt mk4; 2 revolver cal. 38; 2 pistole semiautomatiche; 3 giubbotti antiproiettile; 2 caschi integrali neri; 600 colpi di vario calibro; passamontagna e altro materiale ancora. Un deposito di armi in piena regola con giubbotti antiproiettile, caschi neri, pistole e fucili pronti ad armare un commando per letali azioni di fuoco degne di uno scenario di guerra. Contemporaneamente a Fuorigrotta i Carabinieri della Compagnia di Bagnoli, nel corso di perquisizioni domiciliari in appartamenti situati in via Rossettini, in una abitazione hanno scovato un borsone con all’interno un fucile sovrapposto a canne mozze (risultato rubato a Crispano nel 2005), due pistole marca bruni modello 92, una granata a mano del tipo ‘ananas’. Per detenzione dell’arsenale sono finiti in manette Giovanni Marino, 19enne, gia’ noto, Manuel Marino, 18enne, gia’ noto (fratello di Giovanni), Tiziana De Falco, 41enne, gia’ nota, madre di Giovanni e Manuel. Sia l’arsenale sequestrato a Scampia che quello di Fuorigrotta e’ stato inviato al RIS di Roma per i necessari accertamenti balistici finalizzati a verificare se le armi siano state utilizzate in recenti raid sanguinari camorristici per i contrasti tra clan nelle rispettive aree dei rinvenimenti.
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Cusano Mutri: si era prostituita ma aveva denunciato stupro
Aveva fatto arrestare cinque giovani accusandoli di averla violentata ripetutamente ma dopo dieci mesi di indagini i carabinieri hanno scoperto la verità: i rapporti c’erano stati, ma erano a pagamento. Così alla donna, una estetista di 36 anni, e al suo ‘compare’, è stato notificata un’ordinanza di obbligo di dimora emessa dalla Procura della Repubblica di Benevento coordinata da Giovanni Conzo. A notificarla, oggi, sono stati i militari dell’Arma. I fatti risalgono al 9 aprile dello scorso anno, quando cinque giovani vennero arrestati per il presunto stupro che, in base alla denunciante, era avvenuto in un’abitazione di Cusano Mutri, in provincia di Benevento.
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Vendeva polizze false sfruttando il nome di Raciti: denunciato 37enne torrese
Torre del Greco. La polizia Postale di Napoli ha denunciato un 37enne di Torre del Greco, specializzato nella vendita di false polizze assicurative sul territorio campano. Per mettere in atto la sua attivita’ utilizzava, senza scrupolo, utenze mail e telefoniche intestate fittiziamente a terzi, tra le quali gli investigatori hanno scoperto anche una intestata al defunto Ispettore Capo della Polizia di Stato Filippo Raciti, scomparso tragicamente nel febbraio del 2007 in occasione dell’incontro di calcio Catania-Palermo, vittima di un assalto alle Forze dell’Ordine organizzato da un gruppo di ultras etnei nei pressi dello stadio. Alle sue vittime, il truffatore campano si presentava ben vestito e di bell’aspetto, per rendersi quanto piu’ affidabile, affermando di operare per conto di note Compagnie assicuratrici. L’uomo era solito incontrare gli ignari clienti presso bar e locali pubblici della citta’ e dell’hinterland napoletano, e dopo una convincente conversazione, li induceva a stipulare contratti assicurativi, in realta’ inesistenti, fornendo loro un contatto telefonico intestato al defunto Ispettore Raciti, per il prosieguo delle trattative. I clienti, una volta siglati i falsi contratti di assicurazione, si accorgevano della truffa solo allorquando, consultati i portali web del Ministero dei Trasporti, si rendevano conto che il loro veicolo era sprovvisto di copertura assicurativa.
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