Cronaca Nera
Arrestato a Napoli il latitante Gennaro Russo, presunto capo della camorra: era ricercato da marzo
Arrestato a Casalnuovo Gennaro Russo, noto esponente del clan Contini: fine della latitanza
Casalnuovo di Napoli – È terminata la latitanza di Gennaro Russo, conosciuto con il soprannome di “o suricillo”, catturato dalla Squadra Mobile di Napoli in collaborazione con i Carabinieri del Comando Provinciale....
Cronaca Giudiziaria
Individuati i presunti esattori del pizzo del clan Giannelli a Bagnoli: dettagli sull’inchiesta
Estorsioni a Bagnoli: il racket del clan Giannelli soffoca le attività commerciali
Negli ultimi anni, Bagnoli e le zone circostanti come Agnano e Cavalleggeri hanno subito una pressione costante e opprimente da parte del clan Giannelli, che ha imposto un vero e proprio sistema di...
Succede anche
Cronaca
Napoli: due sparatorie nella notte a San Giovanni a Teduccio e alla Sanità
CronachedellaCampania.it
La tregua di camorra tra i clan del centro di Napoli e della periferia Est è durata poco. nella notte infatti due sparatorie, per il momento senza feriti, perché nessuno si è presentato negli ospedali cittadini, nei rioni San Giovanni a Teduccio e alla Sanità.La prima sparatoria è avvenuta in via Sorrento nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, una donna che abita in via Sorrento ha segnalato colpi d’arma da fuoco in strada. Quando la Polizia di Stato è giunta sul posto, ha trovato i fori di alcuni proiettili sulla parete esterna e sulla porta della sua abitazione. La Scientifica ha trovato a terra nove bossoli, otto calibro 9X21 e uno Luger. Sull’accaduto sono in corso accertamenti da parte del commissariato Ponticelli e dell’Upg della Questura. Anche dalla Sanità sono giunte segnalazioni in merito a spari di arma da fuoco in strada: la Polizia, in via Fontanelle, dove si verificò il 22 aprile scorso la famosa strage al circo Maria Santissima dell’arco in c..
Cronaca
Scafati, scoperta serra con piante di marijuana a Berardinetti: arrestati due di Sant’Antonio Abate
CronachedellaCampania.it
Nella serata di ieri, i Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore hanno scoperto una piantagione di marijuana in Scafati. In particolare, i militari della Sezione Operativa, hanno arrestato il 56enne Vincenzo Nastro ed il 44enne C. G., entrambi di Sant’Antonio Abate .I due avevano allestito, in un fondo agricolo in via Michelangelo Nappi nella zona di Berardinetti e di proprietà del 44enne, due serre per la coltivazione di marijuana. I militari avevano effettuato una serie di appostamenti in zona notando strani movimenti. Quando hanno fatto irruzione hanno rinvenuto nella serra 41 piante di cannabis indica alte circa 2 metri. Per entrambi sono scattate le manette per coltivazione di sostanze stupefacenti. Sono in attesa del rito direttismo.
Scafati, scoperta serra con piante di marijuana a Berardinetti: arrestati due di Sant’Antonio Abate
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Cronaca
Napoli: è caccia al complice del baby killer che uccise Pasquale Zito per gelosia. GUARDA IL VIDEO
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E’ caccia la complice del 16enne che nel febbraio scorso uccise il 22enne Pasquale Zito a Bagnoli. Gli investigatori che in tre mesi hanno risolto il caso assicurando alla giustizia il baby killer che sparò contro l’inerme Zito per motivi di gelosia stanno cercando di risalire anche al guidatore del motorino. E ora sperano che dopo la cattura il 16enne accusato di essere l’autore materiale dell’esecuzione di morte diano una mano agli investigatori e sveli il nome del suo complice. Le fasi dell’agguato che costò la vita a Pasquale Zito sono state riprese da un sistema di video sorveglianza che ha contribuito a fare luce sulla dinamica dell’accaduto. Nel video, piuttosto scuro, si intravede l’arrivo dell’auto a bordo della quale c’era la vittima che si ferma proprio in prossimità della telecamera. Poco dopo giunge anche uno scooter con due persone in sella. Dal mezzo, che si ferma qualche metro oltre l’automobile, scende un giovane, secondo gli investigatori il ..
Cronaca
Spari alla Sanità: qualcuno è sfuggito all’agguato. Ecco l’audio dell’intercettazione tra Esposito e Genidoni a Milano
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La “Stesa” di venerdì sera in via Fontanelle alla Sanità non ha fatto morti questa volta e probabilmente neanche feriti, visto che non sono state trovate tracce ematiche. Ma si è trattato solo di una dimostrazione di forza del gruppo del “barbudos” (l’alleanza Esposito-Genidoni-Spina-Mallo) contro i Vastarella già colpiti a morte con la strage del circolo Maria santissima dell’arco del 22 aprile scorso. la stessa strada della sparatoria dell’altra sera. Due auto parcheggiate sono state centrate dai proiettili: una Fiat 500 e una Renault Scenic. I colpi hanno infranto un finestrino della prima macchina, nel cui abitacolo è stata trovata un’ogiva. I proiettili hanno invece forato lo sportello della Scenic, dove dentro all’abitacolo la polizia scientifica ha trovato un’ogiva. Le auto sono di proprietà di due incensurati completamente estranei alla malavita organizzata anche dal punto di vista di eventuali parentele. I proiettili sono stati esplosi ad altezza d’..
Cronaca
Napoli: spari contro l’abitazione di un pregiudicato a Bagnoli
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Colpi di pistola sono stati esplosi nella notte contro un’abitazione nel quartiere di Bagnoli, a Napoli. Una donna ha riferito alla Polizia, di aver visto entrare nel cortile alcune persone con il volto coperto da caschi, urlare parole indistinte e successivamente ha sentito i colpi di pistola esplosi contro una abitazione vicino. Gli uomini del commissariato di Bagnoli e della Scientifica hanno rinvenuto quattro ogive davanti alla casa di un pregiudicato per ricettazione: l’appartamento però in questo momento è vuoto.
Napoli: spari contro l’abitazione di un pregiudicato a Bagnoli
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Cronaca
Napoli: non trova posto nell’albergo e minaccia i dipendenti con un coltello. Arrestato
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Notte di terrore in uno degli hotel a cinque stelle del lungomare di NAPOLI: un uomo, dopo che gli era stato detto che tutte le camere dell’albergo erano occupate, ha preso un grosso coltello da cucina e ha iniziato a minacciare il personale. Prima di essere bloccato con non poche difficoltà dagli uomini della Polizia- L’intervento degli agenti della sezione Volanti dell’ufficio Prevenzione generale, poco dopo la mezzanotte, ha così scongiurato una tragedia all’interno di uno degli hotel sul lungomare di via Partenope. A seguito della segnalazione giunta alla centrale operativa circa un uomo che stava minacciando il personale dell’albergo, i poliziotti sono giunti sul posto scorgendo nella hall un uomo che brandiva un grosso coltello per il pane, della lunghezza di 30 centimetri. L’uomo, identificato per G.M. di 49anni, poco prima, era giunto in albergo chiedendo di una camera e, al diniego del personale addetto alla portineria, aveva iniziato ad inveire e min..
Cronaca
Minacciato il complice del baby killer di Pasquale Zito. Si cerca anche chi gli ha fornito la pistola
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E’stato minacciato il complice del baby killer di Bagnoli che ha ucciso per gelosia il 4 febbraio scorso il 22enne Pasquale Zito. Si tratterebbe di un ragazzo della stessa età del 16enne arrestato ieri ma non ancora identificato. C’è un’intercettazione telefonica in cui una persona vicina al baby killer D.I. parlando con una seconda persona dice “Quello non deve parlare, hai capito? Vedi tu come glielo devi dire”. Si sentivano braccati quelli vicini al ragazzo che era stato fermato e sottoposto alle Stube, risultato positivo, la sera stessa dell’omicidio. Avevano capito che la polizia era sulle loro tracce e temevano che il conducente del motorino, come si vede nel video diffuso dalla polizia, potesse parlare. Il ragazzo è imparentato con il boss Alessandro Giannelli e gli investigatori hanno dovuto lavorare in questi tre mesi in un contesto omertoso e difficile.Anche se la famiglia del ragazzo è fuori dalle logiche criminali in cui è caduto il ragazzo essend..
Cronaca
Omicidio a Calvizzano: uomo ucciso dentro al bar
CronachedellaCampania.it
Un uomo è stato ucciso in un bar di Calvizzano, in provincia di Napoli. L’omicidio è avvenuto in via Pietro Nenni. Sul fatto indagano i carabinieri. L’uomo si chiama Ferdinando Pecchia, ha 39 anni ed è padre di tre figli. Pecchia faceva l’idraulico ed era incensurato. Stava giocando ad una slot machine Ferdinando Pecchia. Secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri, una persona è entrata all’interno del locale ed ha sparato contro Pecchia almeno quattro colpi di arma da fuoco. L’uomo è morto all’ istante. E’ verosimile che al momento dell’agguato ci potessero essere anche altre persone all’interno del bar. La modalità è quella di un agguato ma la vittima, Ferdinando Pecchia, quarantenne, al momento risulta incensurato. E’ per questo che gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi: eventuali collegamenti con la criminalità organizzata ma anche fatti relativi alla vita privata. Probabilmente al momento dell’agguato erano presenti nel bar, dove Pecchia stava ..
Cronaca
Calvizzano: Si indaga sulla vita privata di Pecchia. Il ricordo del figlio su facebook
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Si indaga sulla vita privata di Ferdinando Pellecchia per dare una spiegazione e un movente a un omicidio dalla tipica esecuzione camorristica ma che che ha lasciato tutti attoniti a Calvizzano dove la vittima, un artigiano incensurato era molto conosciuto. Un matrimonio finito con la moglie dalla quale ha avuto tre figli, un lavoro con una propria ditta e soprattutto tanta famiglia e lavoro. Questo era Ferdinando ucciso come un boss alle 20 di ieri sera da un killer solitario entrato con il volto coperto da un casco integrale nel bar Rumba di via Pietro Nenni. Quattro colpi tutti andati a segno verso Ferdinando che stav giocando alle slot machine e poi la fuga all’esterno in sella ad un motorino con alla guida un complice all’esterno che lo attendeva. Dovranno essere le immagini della video sorveglianza del bar a dare un impulso alle indagini dei carabinieri della compagnia di Giugliano. Dal casco e dall’abbigliamento del killer si spera di ricavarne qualcos..
Cronaca
Pagani, pusher incalliti violano i domiciliari per spacciare: in manette Alfonso Pepe e Carmine Fortino
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Nonostante fossero agli arresti domiciliari per droga i Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore li hanno sorpresi più volte in violazione delle prescrizioni e dopo aver segnalato la cosa alla Procura di Nocera stamane è arrivata la misura cautelare e i due sono stati arrestati e portati nel carcere di Fuorni. Si tratta di Alfonso Pepe di 37anni e d el 23enne Carmine Fortino, entrambi paganesi.
Pagani, pusher incalliti violano i domiciliari per spacciare: in manette Alfonso Pepe e Carmine Fortino
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Cronaca
Due piste per l’omicidio dell’idraulico incensurato: una relazione “sbagliata” con una 20enne e la frequentazione degli “Scissionisti”
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Relazioni pericolose. Si sintetizza così lo scenario dietro il quale si cela il movente del delitto dell’idraulico incensurato Ferdinando Pecchia, ucciso come un boss domenica sera dentro a un bar di Calvizzano mentre giocava alle slot machine. Due piste che si intrecciano l’uno con l’atra seguite dai carabinieri della compagni a di Giugliano e coordinati dalla Dda di Napoli. L’omicidio Pecchia potrebbe essere maturato in un contesto di guerra di camorra dell’Area Nord di Napoli nonostante la vittima fosse incensurata. Secondo le indiscrezioni raccolte in paese dagli investigatori Pecchia, (che era separato dalla moglie dalla quale aveva avuto tre figli) aveva una relazione con una ventenne imparentata con personaggi di spicco dei clan della vicina Marano. E non è tutto perché i alcune informative l’uomo risulta segnalato in compagnia di persone legate al clan degli Amato-Pagano. Persone probabilmente conosciute al bar o per motivi di lavoro. Addirittura il ra..
Cronaca
Torre del Greco, “Ti sto facendo un piacere, non un’estorsione”: preso uomo dei Falanga
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“Ti sto facendo un piacere, non un’estorsione”: con queste parole un uomo di 44 anni, fermato dagli agenti del commissariato Torre del Greco guidati dal primo dirigente Davide Della Cioppa, si è rivolto a un negoziante della città, che più volte si era rifiutato di pagare il pizzo. L’uomo, soprannominato “bora bora”, è ritenuto dagli inquirenti affiliato al clan Falanga ed è accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso; ha tentato in più occasioni di farsi consegnare il denaro dal commerciante e le sue visite alla vittima sono state anche accompagnate da minacce e aggressioni fisiche. Di fronte alla resistenza del negoziante, il 44enne, che si è presentato come emissario di una persona “delle palazzine” (le cosiddette palazzine di San Antonio di Torre del Greco, ritenute roccaforte del clan Falanga, ndr) è diventato anche più aggressivo: “adesso mi sono scocciato, smetto di fare il muratore e faccio il malavitoso, ti faccio saltare il negozio”. ..
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Afragola, ex affiliato rivela: «Ero l’incaricato delle violenze per i debitori, guadagnavo 2.500 euro a settimana»
Scoperte scioccanti sulla camorra di Afragola: il racconto di un collaboratore di giustizia
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