Ultime Notizie
Napoli, incendio nella notte in una concessionaria al Vomero: distrutti auto, furgone e scooter
Napoli – Notte di fuoco e paura nella zona collinare di Napoli. Intorno alle 2:30, un violento incendio è divampato all’interno del piazzale di una concessionaria di veicoli situata in via Gabriele Jannelli, arteria di collegamento tra il Vomero e la zona ospedaliera.
Le fiamme...
Cronaca Giudiziaria
Interrogatori in vista per i sospettati dell’attentato a Ranucci: nuove rivelazioni potrebbero cambiare le indagini
Richiesta di interrogatorio da parte degli indagati nell’attentato a Ranucci: un nuovo capitolo dell’inchiesta
La recente svolta nell’inchiesta sull’attentato a Ranucci ha portato i difensori di quattro sospettati a richiedere un confronto diretto con i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Fino a oggi,...
Succede anche
Cronaca
Napoli, cocaina nascosta nei barattoli di pomodoro: arrestato pregiudicato
Cocaina nei barattoli di pomodoro e bilancino di precisione, per preparare le dosi, in una confezione di merendine: era ai domiciliari perché indagato per rapina, ma nel frattempo spacciava cocaina, Gennaro Francescone, pregiudicato di 24 anni, arrestato nel corso di una perquisizione nella sua abitazione dagli agenti del commissariato di Polizia “Decumani” di Napoli. Gli agenti, rovistando nella dispensa, hanno notato alcuni barattoli di pomodori perfettamente sigillate ma di peso superiore a quello segnato sull’etichetta. Quando li hanno aperti hanno scoperto che contenevano cocaina. Trovati e sequestrati oltre 2300 euro che i poliziotti ritengono siano frutto della vendita della droga. Francescone é finito nel carcere napoletano di Poggioreale.
Cronaca
Duplice omicidio a Saviano, Gegè D’Atri cancellò un debito di gioco con le pallottole
Somma Vesuviana/Saviano. Sono stati uccisi per un debito di gioco di circa 20mila euro, Francesco Tafuro e Domenico Liguori, 33 e 32 anni, gestori di un centro scommesse di Somma Vesuviana, trovati crivellati di colpi in una zona isolata di Saviano, lo scorso 11 febbraio. Ieri i carabinieri hanno fermato, con l’accusa di duplice omicidio in concorso e violazione della legge sulle armi, tre persone, due delle quali ritenute vicine a un clan. Si tratta di Eugenio D’Atri, detto “Gegè”, 32 anni; Nicola Zucaro, 36 anni, e Domenico Altieri, 31 anni. Dalle indagini è emerso che i presunti killer e le due vittime si sarebbero dati appuntamento in via Olivella, dove poi è avvenuto il duplice delitto. Forse si è trattato di un tranello. Uno dei fermati aveva perso i soldi, in più tranche, a causa di una serie di puntate “scoperte” (ordinate senza consegnare soldi), andate male. Nelle prossime 48 ore è prevista l’udienza di convalida del decreto di fermo emesso dalla Dda di Napoli. Gli inquirenti sono arrivati all’identificazione dei presunti killer analizzando l’attività delle vittime. D’Atri avrebbe vinto, agli inizi di febbraio, una ‘bolletta’ di 15mila euro nell’agenzia di via San Sossio. Non pago della vincita avrebbe reinvestito quei soldi in ‘scoperte’, accumulando un debito verso i gestori di circa 20 mila euro. D’Atri avrebbe costretto i due giovani ad accettare e scommesse sfruttando i suoi legami con il clan camorristico Cuccaro, egemone nel quartiere di Barra e nei paesi del vesuviano. Il sommese D’Atri aveva anche postato su Facebook una sua vincita di 15mila euro, ma nel frattempo a fronte di quel colpo di fortuna aveva perso al gioco oltre il doppio. Una partita che non voleva perdere e, dunque, quando i due titolari gli avevano chiesto di saldare il conto, lui avrebbe organizzato il regolamento di conti con i suoi due complici.
Cronaca
Napoli: il presunto killer di Vincenzo era sul luogo del delitto. Lunedì la convalida del fermo
Si terrà probabilmente lunedì prossimo l’udienza di convalida del decreto fermo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nei confronti di Gaetano Nunziato, 23 anni, accusato di avere ucciso con un paio di colpi di pistola al viso e poi sepolto Vincenzo Amendola, 18 anni, scomparso lo scorso 5 febbraio. La vittima è stata ritrovata ieri, sepolta, in un terreno del quartiere San Giovanni a Teduccio. Nunziato è accusato di omicidio aggravato dal metodo mafioso, detenzione di arma ed occultamento di cadavere. L’assassinio sarebbe avvenuto tra il 4 e il 5 febbraio, nel luogo dove poi è stato trovato il cadavere del giovane. Era sul luogo del delitto Gaetano Nunziato, il giovane di 23 anni accusato di avere ucciso con un paio di colpi di pistola al viso Vincenzo Amendola, 18 anni, scomparso lo scorso 5 febbraio e ritrovato ieri, sepolto, in un terreno del quartiere San Giovanni a Teduccio, La circostanza emerge dall’attività investigativa della Polizia di Stato che ieri ha sottoposto a fermo Nunziato con l’accusa di omicidio aggravato dal metodo mafioso, detenzione di arma ed occultamento di cadavere. L’assassinio sarebbe avvenuto tra il 4 e il 5 febbraio, nel luogo dove poi è stato trovato il cadavere del giovane. Il decreto di fermo, eseguito ieri, è stato emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea. Il 23enne – ritenuto vicino a un clan camorristico della zona – ha reso ieri delle dichiarazioni al magistrato di turno della Procura di Napoli che ora sono al vaglio all’autorità giudiziaria. In merito al movente non ci sono al momento certezze anche se le piste più battute dagli investigatori portano a un regolamento di conti scaturito da uno sgarro. Non si esclude anche la pista sentimentale. Le indagini si stanno ora concentrando sul passato sia di Nunziato che di Amendola e si sta cercando anche di scoprire se il killer abbia agito da solo o con l’aiuto di qualche complice.
Cronaca
Castellammare, arrestati padre e figlio per spaccio
Ancora degli arresti per droga a Castellammare . Sono stati sorpresi a spacciare droga in strada, nei pressi della loro abitazione nel rione Savorito a Castellammare di Stabia. Un uomo e suo figlio sono stati arrestati dai carabinieri della locale stazione perché ritenuti responsabili di cessioni di cocaina a vari acquirenti. Nel momento in cui i militari sono intervenuti per perquisire la casa, il padre ha aggredito verbalmente e fisicamente alcuni di loro ma è stato immobilizzato. Nell’abitazione sono stati rinvenuti e sequestrati 5 grammi di marijuana e 2 di cocaina. Gli arrestati sono in attesa di rito direttissimo.
Cronaca
Napoli: l’assassino di Vincenzo incastrato da una telefonata
Una fonte confidenziale avrebbe indicato alla polizia il luogo in cui era stato seppellito Vincenzo Amendola. Infatti i poliziotti del commissariato San Giovanni- Barra, con i vigili del fuoco, già la sera di giovedì avevano scavato nello stesso tratto del campo agricolo di San Giovanni a Teduccio, senza trovare nulla a causa dell’oscurità. Nel quartiere lo sapevano tutti, si sapeva perfino dove era stato sepolto il corpo di Vincenzo Amendola, il 18enne scomparso da casa il 5 febbraio scorso. “Vicino al laghetto” si sussurrava. La traccia era quella giusta e ieri mattina c’è stata la scoperta del cadavere. Il suo presunto assassino Gaetano Nunziato sarebbe stato incastrato da un contatto telefonico avuto poco prima della scomparsa. Il 23enne del “Bronx” è accustao di omicidio aggravato dal metodo mafioso, di porto e detenzione illegale di arma da fuoco ed occultamento di cadavere. Due le ipotesi al vaglio degli inquirenti per spiegare il crudele delitto: la relazione che Vincenzo Amendola avrebbe intrapreso con la donna di un affiliato al clan Formicola e che pur essendo stato avvisato, non avrebbe interrotto e la conoscenza di una vicenda specifica, anche di natura sentimentale, che riguarderebbe il gruppo di mala del “Bronx”; l’essersi vantato di sapere cose riservate, diventando una mina vagante negli ambienti del “Bronx” di San Giovanni a Teduccio. E per questo andava eliminato. Gaetano Nunziato, già prima di ieri, era conosciuto dagli investigatori che si occupano di criminalità nell’area orientale di Napoli. Mai denunciato per camorra, ha a carico due precedenti di polizia: uno per droga e l’altro per reati contro il patrimonio. Ma con l’omicidio di Vincenzo Amendola potrebbe aver compiuto il “grande salto”.
Cronaca
Omicidio Amendola, fermato un amico
Un amico della vittima è stato fermato dalla Polizia in relazione al ritrovamento del corpo del 18 enne Vincenzo Amendola, il cui cadavere è stato trovato questa mattina nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, in un terreno agricolo. Il fermato da Polizia e Carabinieri in relazione all’ omicidio di Vincenzo Amendola è Gaetano Nunziato, 23 anni, denunciato in passato per reati contro il patrimonio e droga. Nunziato era amico di Vincenzo Amendola, scomparso senza lasciare traccia il 5 febbraio trovato stamattina sotterrato in una zona di campagna del quartiere San Giovanni a Teduccio, a Napoli. Il 23enne è ritenuto responsabile dell’omicidio aggravato dal metodo mafioso dell’ amico nonché di porto e detenzione illegale di arma da fuoco e dell’occultamento del cadavere di Amendola. Decisivo, per il riconoscimento, un tatuaggio sull’avambraccio destro che raffigura una carpa giapponese con la scritta “Elena”. La sua andatura era claudicante a causa di un incidente avuto in passato.
Cronaca
Caivano, donna nascondeva 15 chili di droga sotto la vasca da bagno
Caivano. Nascondeva 15 chilogrammi di hashish in un vano segreto a cui si poteva accedere facendo scorrere in avanti la vasca da bagno montana su dei binari: una donna di 40 anni, Luisa Caiazzo, è stata arrestata dai carabinieri nella sua abitazione di Caivano, protetta, tra l’altro, da tre videocamere grazie alle quale si poteva tenere sotto controllo la zona. Å accusata di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio. Durante la perquisizione domiciliare, i militari hanno scoperto il nascondiglio: trovati e sequestrati 15 chilogrammi di hashish, suddivisi 2200 dosi e in 75 panetti del peso di 100 grammi l’uno. Nel vano è stato trovato anche materiale per il confezionamento delle dosi e una pistola finta. Luisa Caiazzo è finita in cella, nel carcere di Pozzuoli.
Cronaca
Pozzuoli: rapinatore seriale “tradito” dalle sigarette
Il vizio del fumo si è rivelato fatale per un rapinatore, identificato dai carabinieri di Pozzuoli , grazie all’esame del Dna eseguito sulle tracce biologiche trovate su alcuni mozziconi sigaretta lasciati in un minimarket e negli uffici comunali della città flegrea dove ha messo a segno una rapina e un furto. I militari del nucleo operativo e radiomobile di Pozzuoli hanno eseguito oggi un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli su richiesta della Procura di Napoli nei confronti di Umberto Reazione, 28 anni, già in cella per altri reati. Le tracce sono state trovate in un casco e su un mozzicone di sigaretta lasciati in un minimarket di Pozzuoli dove, il 17 settembre del 2014, l’uomo ha messo a segno un colpo armato di pistola. In quell’occasione il bandito costrinse la cassiera a consegnare 200 euro e quando il titolare del negozio intervenne per difendere la sua dipendente, il rapinatore gli lanciò addosso il suo casco. Dalle comparazioni eseguite dai Ris di Roma, è poi emerso anche il suo coinvolgimento in un furto avvenuto il 19 settembre dello stesso anno, negli uffici del Comune di Pozzuoli, durante il quale vennero portati via 7 personal computer, 8 monitor e vario materiale informatico. Anche in questo caso a tradirlo è stato un mozzicone di sigaretta.
Cronaca
LA POLIZIA ARRESTA 3 PERSONE E SEQUESTRA DUE PANI DI HASHISH
A seguito degli ultimi arresti, da parte degli agenti del Commissariato di P.S. “Acerra”, procedono incessantemente le indagini volte al contrasto dello spaccio di droga.
Nella serata di ieri, gli agenti hanno sorpreso ed arrestato, in Via Crispi in Acerra (NA), Andrea ANDRETTA di 30 anni, Salvatore Mario AVVENTURATO, di 31 anni e Cuono LOMBARDI, pregiudicato di 54anni, perché tutti responsabili, in concorso tra loro, di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
I poliziotti, abilmente, sono riusciti ad avvicinare i tre uomini, senza che questi si accorgessero della loro presenza, mentre erano fermi in strada.
Nello specifico il 54enne, era seduto dal lato passeggero di un’autovettura Suzuki Swift, alla cui guida vi era il 30enne, mentre il 31enne s’intratteneva a parlare con loro dalla strada, appoggiato al finestrino del passeggero.
Inutile il tentativo del conducente di occultare un involucro, lanciandolo sul sedile posteriore dell’auto, recuperato dai poliziotti, al cui interno erano custoditi 2 panetti di hashish di circa 200 grammi.
I tre sono stati arrestati e, stamane, giudicati con rito per direttissima, è stato convalidato il loro arresto nell’attesa del processo che si terrà il prossimo mese di aprile.
Così come disposto dall’A.G., i tre sono stati sottoposti all’obbligo di Presentazione alla P.G., quotidiano, presso il Commissariato di P.S. Acerra sino al mese di aprile.
L’autovettura è stata sequestrata.
Cronaca
Lanciano sassi contro i treni per ripicca, quattro minorenni fermati dalla Polizia di Stato
Ieri 18 febbraio gli Agenti del Settore Operativo Polfer di Napoli C.le, hanno fermato 4minorenni che nella Stazione di Frattamaggiore – Grumo hanno lanciato sassi contro untreno Regionale. Tutto è iniziato quando personale di Protezione Aziendale delle FS, haimpedito ai ragazzi di salire a bordo treno poiché non in possesso del biglietto ferroviario.I minori dopo aver inveito e minacciato pesantemente i ferrovieri, non paghi del lorocomportamento, hanno raccolto dei sassi dalla massicciata dei binari, per poi lanciarlicontro il convoglio già in movimento alla volta di Napoli, procurando un forte stato dipanico e agitazione tra i viaggiatori, nonché danni ad alcuni finestrini del treno. Gli Agentidi Polizia, acquisita la notizia hanno iniziato una attenta attività di indagine, monitorandogli arrivi in Stazione di altri treni provenienti da Frattamaggiore, difatti, all’arrivo a Napolidel successivo treno Regionale, hanno subito individuato i 4 giovani riconosciuti daiferrovieri minacciati. Per i quattro ragazzi, tutti affidati ai rispettivi genitori, scattava ladenuncia a piede libero per danneggiamento aggravato e minacce ad incaricato dipubblico servizio, con relativa segnalazione alla Procura dei Minorenni di Napoli
Cronaca
LA POLIZIA ARRESTA UN BABY-PUSHER CHE GESTIVA UNA PIAZZA DI SPACCIO A SCAMPIA
Ha solo 15 anni ma già gestiva una “piazza di spaccio” nel quartiere Scampia.
Il baby-pusher è stato arrestato, nel pomeriggio di ieri, dagli agenti del Commissariato di Polizia “Scampia” al termine di un servizio di osservazione presso il lotto H di Via Labriola.
I poliziotti, nel corso del servizio di appostamento, hanno avuto modo di ricostruire il modus operandi del giovane che, munito di chiavi di un portone, accedeva all’interno dello stabile ad ogni richiesta da parte degli acquirenti.
Il giovane, infatti, così come hanno accertato gli agenti, aveva nascosto sul telaio del vano ascensore 26 dosi di “cocaina”, nonché numerose stecchette di hashish pari a 52grammi.
Gli agenti, approfittando dell’entrata di un condomino nello stabile, hanno fatto irruzione nell’isolato 6 del lotto H, arrestando il 15enne e conducendolo al centro di Prima Accoglienza dei Colli Aminei.
Cronaca
Arrestati i presunti killer di Francesco e Domenico
Sono stati fermati i presunti killer di Francesco Tafuro e Domenico Liguori i due giovani, titolari di un centro scommesse, che la scorsa settimana furono freddati con 13 colpi di pistola mentre erano fermi a via Olivella, strada periferica e isolata della periferia di Saviano. I carabinieri della Compagnia di Nola – che lavorano alacremente al caso e che, se i fermi saranno confermati, hanno risolto il caso in meno di una settimana – stanno interrogando in questo momento le persone sospettate di essere gli autori del duplice delitto. Continuano comunque le perquisizioni in tutta la zona. Sembra che i presunti assassini di Francesco Tafuro e Domenico Liguori siano stati catturati all’alba. A confermarlo uno dei fratelli delle vittime, che su Facebook ha postato una frase eloquente e chiarissima: «Adesso dovete marcire in galera». Le voci degli arresti circolavano già da diverse ore ed anche le forze dell’ordine al momento non smentiscono facendo però intendere di avere chiuso il cerchio sul duplice delitto. Un omicidio commesso in area non particolarmente frequentata. I killer sorpresero le vittime mentre viaggiavano in auto. Uno dei due corpi fu ritrovato all’interno della vettura, mentre l’altro poco distante. Nessun legame con la criminalità organizzata, sebbene Liguori fosse già noto alle forze dell’ordine per gioco d’azzardo, se non un credito che i due ragazzi avrebbero vantato da una persona molto pericolosa, al punto da farli uccidere a colpi di arma da fuoco: una valanga di “piombo” che ha spezzato la vita di Francesco Tafuro, 33enne di Saviano, e Domenico Liguori, 32enne di Somma Vesuviana e titolari di un centro scommesse proprio nella città vesuviana. La loro agenzia è fu posta sotto sequestro: gli investigatori spulciarono ogni carta e ogni dettaglio all’interno dell’esercizio commerciale di via San Sossio per risalire al movente del duplice omicidio. Un po’ di luce fu trovata a riguardo dei progetti futuri dei due soci ed amici, che avevano intenzione di aprire una seconda sede a Cercola. Qui avrebbero potuto conoscere l’uomo che li ha condannati a morte, un giocatore incallito che avrebbe accumulato un grosso debito e che ha deciso di saldarlo con l’omicidio dei due poveri ragazzi. Una pista seguita con interesse da chi indaga. Insomma, i giovani potrebbero essere stati fatti giustiziare da un boss per motivi di soldi, denaro che sarebbe spettato alle due vittime. Amici da tempo, e soci in affari da un paio di anni da quando hanno aperto insieme quel centro scommesse che, forse, è alla base del tragico, comune destino. Francesco Tafuro e Domenico Liguori, quasi coetanei, un anno di differenza. Sgomento ed incredulità nelle due comunità in cui i ragazzi massacrati nella notte di mercoledì hanno vissuto. Appena 24 ore prima, nel giorno in cui a Saviano migliaia di persone si radunano intorno ai carri di uno dei Carnevali più famosi d’Italia, Francesco faceva festa insieme con gli amici. Ballava divertito. Addosso un costume colorato ed in faccia un sorriso sereno. Se avesse avuto qualche preoccupazione magari non sarebbe stato così tranquillo.Ed invece il giorno dopo è successo quel che è successo e nessuno, a Saviano, riesce ancora a farsene una ragione
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