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Cronaca

Braccianti carbonizzati nel Cosentino: due immigrati arrestati per la strage

Amendolara, strage di braccianti: due arresti per l'omicidio plurimo Una drammatica svolta ha scosso la comunità di Amendolara, in provincia di Cosenza, dove quattro braccianti immigrati, originari di Pakistan e Afghanistan, sono rimasti tragicamente carbonizzati all'interno di un minivan in fiamme. L'episodio, avvenuto il 1°...

I pentiti: «Ecco come il clan della Vanella Grassi pagava i vitalizi ai boss in cella»

Nonostante l'isolamento e la rottura dei canali storici con i calabresi, la Nuova Vanella Grassi ha dimostrato una solidità economica sbalorditiva. Un'efficienza che poggia su una rigida struttura piramidale e su un sistema assistenziale impeccabile per i detenuti, concepito per scongiurare i rischi di...

Succede anche

Napoli, uomo si barrica nel negozio per evitare lo sfratto

Un uomo si è barricato nel suo negozio per evitare lo sfratto esecutivo, minacciando di togliersi la vita e chiedendo un incontro con i padri francescani, proprietari dell’immobile. “Non è una protesta, è un atto di disperazione”, spiega Fernando, il figlio di Giovanni Carretta, titolare di un negozio di abbigliamento maschile in corso Umberto. Fernando racconta la storia del papà e della sua famiglia che quel negozio lo gestisce da 60anni. “Abbiamo sempre pagato, siamo brava gente ma la crisi ha spezzato le gambe anche a noi – dice – Fernando – il costo dell’affitto poi è salito alle stelle: dai due milioni delle vecchie lire a seimila euro. Mio padre pagava non tutto ma una parte la pagava. Con questa crisi come si può pagare un fitto così tanto alto? Abbiamo cercato di spiegarlo ai francescani ma non hanno voluto sentire storie”. E così oggi è arrivato il giorno dello sfratto esecutivo. “Grazie a questo negozio vive una intera famiglia: mio padre, mia madre, mio fratello ed una mia sorella divorziata con due bimbi. E poi ci sono io che ho solo un lavoro part time da 700 euro al mese – racconta ancora Fernando – Ad oggi l’unico stipendio a disposizione di tutta la famiglia. Già il 23 dicembre scorso mio padre venne a casa e ci disse di non sentirsi più un uomo. Scomparve per ore e poi lo ritrovammo barricato nel negozio. Å disperato, vuole uccidersi. L’unica cosa che chiede è di incontrare i padri francescani per provare a trovare un accordo”.”Abbiamo già avuto modo di parlare oggi con la famiglia Carretta, con la quale ci incontreremo domani per individuare una soluzione condivisa”. Lo ha detto Pietro Russo, presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia della provincia di Napoli, commentando il gesto di Giovanni Carretta, titolare di un negozio di abbigliamento maschile in corso Umberto, che si è barricato nella bottega per evitare lo sfratto esecutivo, minacciando il suicidio. “Speriamo di riuscire a convincere i padri francescani, proprietari dell’immobile, a trovare una mediazione. Una soluzione – continua Russo – potrebbe essere quella di individuare nuove linee di credito per evitare un gesto estremo e la chiusura dell’ennesimo negozio storico per la nostra città. Sarebbe fondamentale promuovere l’espansione del credito agevolato tramite i consorzi fidi, i quali si sono dimostrati finora l’unico strumento efficace per dare respiro finanziario alle pmi”. L'articolo Napoli, uomo si barrica nel negozio per evitare lo sfratto sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Terzigno: chiederà lo sconto di pena, l’assassino di Enza Avino

Terzigno. Chiederà lo sconto di pena, l’assassino di Enza Avino, uccisa il 14 settembre dello scorso anno a Terzigno. Nunzio Annunziata, il 37enne, per il quale la Procura di Nola aveva chiesto e ottenuto il giudizio immediato sarà processato dal Gup del Tribunale volano. Ieri mattina, i legali – Giovanni Tortora e Maddalena Nappo – hanno sollevato un’eccezione dinanzi ai giudici della Corte d’Assise di Napoli e il processo è ritornato nella fase delle indagini preliminari. Nullo il giudizio immediato. Il pm dovrà dunque riformulare l’avviso di conclusione delle indagini e la richiesta di rinvio a giudizio. Tempi strettissimi, anche in virtù del fatto che è fissato il 16 marzo prossimo – dinanzi alla Corte di Cassazione – il ricorso per l’annullamento dell’ordinanza cautelare a carico di Annunziata. Nel caso in cui l’istanza difensiva fosse accolta, il killer di Enza Avino tornerebbe libero, in attesa del processo. Nunzio Annunziata, ex militare, trucidò la donna per strada dopo che il loro rapporto era finito malamente. A carico dell’omicida c’erano già delle denunce per stalking, ma il 14 settembre scorso, Annunziata sparò contro la povera Enza uccidendola per strada. Poi scappò e fu arrestato il giorno seguente a Poggiomarino mentre tentava di nascondersi nei pressi di una scuola. L'articolo Terzigno: chiederà lo sconto di pena, l’assassino di Enza Avino sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Rapina ad autotrasportatore: 4 arresti dei carabinieri di Nola

I quattro autori di una rapina ad un autotrasportatore, portata a termine ad Arpino di Casoria il 9 novembre scorso sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Nola nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord. L’ordinanza costituisce l’esito di un’indagine avviata a seguito del ritrovamento a Saviano, nel Napoletano, all’interno di un capannone industriale in disuso, di un container carico di merce provento della rapina. Le indagini condotte dai carabinieri hanno consentito di individuare tutti i componenti del gruppo criminale, ripresi da un impianto di videosorveglianza installato lungo l’itinerario da percorrere per raggiungere il luogo di occultamento della refurtiva. A poche centinaia di metri era stata abbandonata la motrice del tir, obiettivo della rapina. Alcuni dei quattro sono autori materiali, altri hanno svolto compiti di natura logistica. L'articolo Rapina ad autotrasportatore: 4 arresti dei carabinieri di Nola sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Pianura chiede aiuto in commissariato

Una ragazza di quindici anni si è rifugiata all’interno del Commissariato di zona per chiedere aiuto. La ragazza dopo aver ricevuto percosse brutali in tutto il corpo da parte del fratello, ha chiesto aiuto al commissariato di polizia di Pianura dove ha trovato rifugio. “La minorenne ha raccontato agli uomini guidati dal vice questore Giuseppe Pastore di essere stata picchiata ripetutamente dal fratello che le ha sottratto il cellulare per evitare che lei potesse avvertire la polizia e l’ha poi inseguita per strada. Ma la ragazza è riuscita a darle la forza di raggiungere il commissariato di Polizia dove sono scattati immediatamente i soccorsi e le indagini. La minore è attualmente ricoverata all’ospedale San Paolo dovei sanitari stano effettuando i dovuti accertamenti per stabilire la gravità dei politraumi e del colpo ricevuto alla testa, dal momento che è stata colpita con una mazza di ferro anche sul capo” L'articolo Pianura chiede aiuto in commissariato sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Cinquantenne trovata morta in casa è giallo a Napoli

Saranno le indagini a stabilire le cause della morte di una donna di cinquant’anni di cui da giorni non si avevano notizie. Il cadavere è stato ritrovato all’interno di un’abitazione a Posillipo nel cuore della Napoli bene “Da alcuni giorni non si avevano sue notizie. Non rispondeva al telefono e non apriva la porta di casa” La donna è stata trovata morta a causa di una ferita di arma da fuoco. I primi ad accorrere in via Posillipo sono stati i vigili del fuoco che hanno sfondato la porta dell’appartamento, all’interno di un parco privato del quartiere, e successivamente sono intervenuti i mezzi di soccorso del 118, “che non hanno potuto far altro che constatare il decesso, la polizia ed il magistrato di turno. E’ stata anche ritrovata una pistola ad uso sportivo, presumibilmente potrebbe essere l’arma con la quale la donna avrebbe potuto togliersi la vita ma cosa sia successo all’interno della mura casalinghe è ancora da ricostruire ed al vaglio delle forze di polizia e del magistrato che stanno procedendo agli accertamenti”. L'articolo Cinquantenne trovata morta in casa è giallo a Napoli sembra essere il primo su Cronache della Campania.

*Flash News* Evasi da Rebibbia. E’ caccia all’uomo

Intorno alle 18.30 di oggi pomeriggio, i due malviventi, di nazionalità romena, hanno segato le sbarre di una finestra del magazzino dove si trovavano come “lavoranti”. Scavalcato il muro di recinsione, hanno poi guadagnato la libertà. Secondo i primi rilievi ed alcune testimonianze i due si sono diretti sulla via Tirburtina. Chiunque li avvisti è pregato di contattare immediatamente le forze dell’ordine. Si consiglia di non cercare di bloccarli, sono pericolosi e senza scrupoli. Uno dei due stava scontando una condanna per omicidio. L'articolo *Flash News* Evasi da Rebibbia. E’ caccia all’uomo sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Piano di Sorrento, ha perseguitato la ex per sei mesi: arrestato

Ha perseguitato per mesi la ex che alla fine si è rivolta alle autorità e lo ha denunciato. E’ accaduto a Piano di Sorrento, in provincia di Napoli. Tutto è iniziato lo scorso agosto quando la donna ha deciso di lasciarlo e tornare nell’abitazione dei genitori insieme alla figlia avuta con l’uomo, di soli 3 anni. Ma la scelta scatena nell’ex un profondo rancore verso la donna e la sua famiglia, che vengono quotidianamente minacciati e insultati, sia di persona che con sms.La donna non ha tregua: una notte il suo ex entra in casa attraverso una finestra aperta, lei chiude a chiave nella stanza da letto ma lui con un calcio apre la porta e con tono minaccioso la minaccia e la incolpa dell’interruzione della storia. Poi torna alla carica, bussa ripetutamente al citofono, avvicina la madre, si presenta ancora sotto casa fino a tarda sera davanti all’abitazione inviando sms, e facendo squillare di continuo il telefono. Successivamente entra nel negozio dove la donna lavora con la scusa di voler acquistare capi di abbigliamento ma resosi conto della poca disponibilità al dialogo comincia di nuovo con atteggiamenti minacciosi e violenti, strattonando e minacciando la ex. Alla persecuzione hanno posto fine i carabinieri della stazione di Piano di Sorrento, che hanno arrestato il 24enne, un muratore di Sorrento. Il giovane è stato arrestato per atti persecutori ai danni dalla sua ex ed è stato sottoposto ai domiciliari. L'articolo Piano di Sorrento, ha perseguitato la ex per sei mesi: arrestato sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Fortuna Loffredo svolta nell’inchiesta?

Vicini alla svolta è l’indiscrezione che circola sulla tragica morte della piccola Fortuna Loffredo la bambina di 6 anni, volata giù da un balcone del parco Verde di Caivano, in provincia di Napoli. Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Mattino “i magistrati incaricati di indagare sul caso di Fortuna sono tornati nel terzo isolato delle case del parco Verde, effettuando un sopralluogo accurato nei piani alti. Quelli da cui Fortuna è caduta – o è stata buttata giù – la mattina del 24 giugno 2014, morendo dopo mezz’ora di agonia nel pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore”. Il sopralluogo effettuato inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Claudia Maoni, dettato forse dal fatto che Doriana , l’amica della piccola Fortuna si legge sul Mattino “potrebbe aver iniziato a raccontare e a ricostruire quei tragici quindici minuti della mattina del 24 giugno del 2014. Alle 11.45 Fortuna, appena tornata dal centro che la segue per una lieve disabilità, dice alla mamma, Domenica Guardato, che va a giocare a casa di Doriana, un piano più su, all’ottavo. Porta con sé un pupazzetto. Le due bambine, dichiarano alcuni coetanei, vengono viste a casa di Doriana, sedute sul divano a guardare la tv, ma la mamma dell’amica di Fortuna dichiarerà poi che le aveva mandate via, perché stava lavando i pavimenti. Le amichette escono. Dieci minuti dopo, scaraventata nel vuoto, Fortuna finisce sul selciato del cortile lato nord dell’edificio, senza una scarpetta. Morirà senza riprendere conoscenza trenta minuti dopo, nel pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore”. L'articolo Fortuna Loffredo svolta nell’inchiesta? sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Strage al bar Sayonara di Ponticelli, la Cassasione conferma: “Fine pena mai” per 11 imputati

Si sono dovuti attendere ben 27 anni per arrivare alla sentenza definitiva da parte della Cassazione per il processo per la famosa strage del 1989 a Ponticelli all’interno del bar Sayonara dove furono massacrate sei persone, quattro delle quali vittime innocenti e numerosi feriti tra cui una bambina. “Fine pena mai” per undici imputati: Ciro Sarno, Antonio e Giuseppe Sarno, Giovanni, Ciro e Gennaro Aprea, Vincenzo Acanfora, Luigi Piscopo, Gaetano Caprio, Roberto Schisa, Pacifico Esposito. I pentiti sono Ciro, Giuseppe, Vincenzo, Pasquale e Luciano Sarno. Sedici anni per Giuseppe Esposito. La Suprema Corte ha anche inviato gli atti nuovamente in Corte d’Appello per i pentiti i cui reati erano stati ritenuti prescritti in secondo grado.La strage dell’11 novembre del 1989 fu decisa dal clan Sarno per vendicare la morte di uno dei propri affiliati (Vincenzo Duraccio) ammazzato nel corso della faida con la cosca degli Andreotti per il controllo degli affari criminali nel famoso “Triangolo della morte” di Napoli ovvero Barra-Ponticelli- San Giovanni a Teduccio. A fare luce su quella mattanza sono stati proprio i mandanti, ovvero i fratelli Vincenzo e Ciro Sarno, i due boss pentiti e passati dalla parte dello Stato. “Non volevo che venissero coinvolte persone innocenti. È una strage che ancora mi pesa – aveva raccontato al pm Ciro Sarno – Anche in ragione del fatto che, sebbene sia stato il mandante dell’azione, di certo non volevo gli esiti che poi si sono avuti”. L’obiettivo principale dell’agguato, infatti, era Antonio Borrelli, un fedelissimo di Andrea Andreotti detto o’ cappotto che, mentre “’o sindaco” era detenuto, aveva risposto male al fratello Giuseppe “’o mussillo”. “Prima che i killer partissero – raccontò Ciro Sarno – venni chiamato da parte da mio cugino Pacifico Esposito, che era preoccupato per il fatto di aver notato che quelli di Barra erano tutti drogati e quindi poco lucidi per un’azione del genere. Gli dissi di non preoccuparsi e diedi il via all’azione. Le prime notizie che mi giunsero, portatemi da mio cugino Esposito Giuseppe, erano drammatiche per due ordini di ragioni, sia perché mi diceva che non era stato ucciso nessuno degli uomini dell’Andreotti sia perché mi aggiungeva erano state uccise persone innocenti. Solo successivamente si apprese che invece, era rimasto a terra, oltre a quattro vittime innocenti, anche Borrelli Antonio, ed era stato colpito Vincenzo Meo, che morì dopo qualche giorno in ospedale”. Le vittime designate erano due uomini di Andreotti: Antonio Borrelli e Vincenzo Meo, che furono finiti con il classico colpo di grazia alla testa. Le quattro vittime innocenti invece sono Gaetano De Cicco, Domenico Guarracino, Salvatore Benaglia e Gaetano Di Nocera i cui parenti dopo 27 anni hanno avuto giustizia. L'articolo Strage al bar Sayonara di Ponticelli, la Cassasione conferma: “Fine pena mai” per 11 imputati sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Quarantatre arresti per spaccio

E’ di 43 arresti, quasi tutti spacciatori di sostanze stupefacenti, e 100 denunce il bilancio dei controlli effettuati dai carabinieri tra il capoluogo e l’area a nord del capoluogo. Il bilancio delle varie operazioni contempla anche il ritrovamento di alcune armi, qualche chilo di cocaina, marijuana e kobret, e il sequestro di migliaia di euro provento di attività illecita. Tra le persone fermate anche un 65enne che rubava energia elettrica per poi rivenderla a esercizi commerciali e privati. I controlli hanno riguardato i rioni “Forcella”, Sanità”, “San Lorenzo”, e l’area a nord del capoluogo – “San Pietro a Patierno”, “Secondigliano” nonché le aree di Giugliano e Casoria. Circa 200 i militari impegnati nei vari servizi di controllo. Tra le curiosità il caso di un 65 enne di Cardito , Alberto Arabiano, il quale aveva realizzato un sistema di fornitura di energia elettrica collegando una serie di allacci abusivi alla cabina pubblica. A beneficiarne erano quattro abitazioni e due locali commerciali che pagavano regolarmente la bolletta ogni bimestre non al fornitore di energia ma allo stesso Arabiano che aveva messo in piedi il raggiro. L'articolo Quarantatre arresti per spaccio sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Salerno: arrestata dalla polizia la banda di giorgiani “arrampicatori” che svaligiva le case

Arrestati all’alba dalla Polizia i presunti componenti di una banda di georgiani ritenuti responsabili di una decina furti in appartamenti nel Salernitano e nel Sannio. Gli agenti della sezione antirapine della Squadra Mobile di Salerno hanno bloccato nel quartiere Sanità, a Napoli, tre cittadini della Georgia di 30, 34 e 38 anni, tutti risultati irregolari. Un quarto connazionale di 43 anni è sfuggito alla cattura rifugiandosi in Francia. Il gruppo è accusato di aver messo a segno una serie di furti tra il primo marzo e il 10 aprile dello scorso anno a Salerno e a Benevento, prendendo di mira soprattutto abitazioni. I quattro sono stati individuati – si apprende dagli investigatori – mentre effettuavano dei sopralluoghi ad alcuni esercizi commerciali.. La polizia e’ sulle tracce anche di un quarto georgiano latitante in Francia. Sono 7 i furti in case e negozi contestati (4 a Salerno, 3 nel beneventano); due invece i tentativi di furto a Cava dei Tirreni e ad una gioielleria del Corso Vittorio Emanuele di Salerno. La banda era abituata ad arrampicarsi sulle grondaie di palazzi per svaligiare le abitazioni prese di mira dopo una serie di sopralluoghi. L'articolo Salerno: arrestata dalla polizia la banda di giorgiani “arrampicatori” che svaligiva le case sembra essere il primo su Cronache della Campania.

ESCLUSIVA. Aldo Gionta muore nella sala operatoria dell’ospedale di Boscotrecase

E’ morto stamattina nell’ospedale di Boscotrecase Aldo Gionta, cugino omonimo del boss di Torre Annunziata. L’uomo si era ricoverato per un’operazione chirurgica a causa di una frattura alla tibia e al perone. In sala operatoria subito dopo l’anestesia sono sorte complicazioni. Aldo Gionta è andato in arresto cardiaco ed è morto. Sul posto polizia e carabinieri e tantissimi familiari e fedelissimi del clan. Si temoni disordini. L'articolo ESCLUSIVA. Aldo Gionta muore nella sala operatoria dell’ospedale di Boscotrecase sembra essere il primo su Cronache della Campania.

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