Ultime Notizie
Sorrento, finto perito del tribunale tenta di truffare due anziani: arrestato 22enne
Sorrento – La truffa è cominciata con una telefonata al numero fisso dell’abitazione di una donna che il prossimo anno compirà 99 anni. A rispondere è stato il figlio, 68 anni.
Dall’altra parte della cornetta, un uomo si è qualificato come maresciallo dei Carabinieri di...
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La Sea Watch 5 arrivata nella notte a Napoli con sei persone a bordo
Napoli – Si sono concluse senza intoppi nella notte le operazioni di sbarco e prima accoglienza per i sei migranti giunti al porto di Napoli a bordo della nave umanitaria Sea Watch 5. L’imbarcazione della ONG è attraccata intorno alle 20:00, dando il via...
Succede anche
Cronaca
Spacciatore a 15 anni preso a Scampia
Un giovane spacciatore di 15 anni è stao preso a Scampia. Il giovane a soli 15 anni già gestiva una piazza di spaccio a Scampia: un baby spacciatore è stato arrestato nel pomeriggio di ieri dalla Polizia di Napoli. Il ragazzino è stato bloccato durante un servizio di osservazione nel complesso edilizio Lotto H di via Labriola. Il giovane, infatti, così come accertato dagli agenti, aveva nascosto sul telaio del vano ascensore di un palazzo 26 dosi di “cocaina” e numerose “stecchette” di hashish, per 52 grammi. Quando arrivavano i clienti, entrava nel palazzo, di cui aveva le chiavi, e recuperava la droga da vendere. Gli agenti sono entrati in azione e hanno arrestato il 15enne proprio quando si è recato a prendere la sostanza stupefacente.
Cronaca
Caserta, Tommaso Zara arrestato per l’omicidio di Corvino
La Squadra Mobile di Caserta ha arrestato a Casal di Principe il 37enne Tommaso Zara, condannato con sentenza definitiva a 18 anni di reclusione per l’omicidio di Davide Corvino, avvenuto il 3 novembre del 1997. L’ordine di carcerazione è stato emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di NapoliI. Corvino, attualmente sottoposto alla sorveglianza speciale, ha precedenti per associazione per delinquere di stampo camorristico ed è stato in passato arrestato e condannato nell’ ambito dell’ operazione “Spartacus III”, scaturita dal sequestro dell’archivio informatico del contabile del clan dei Casalesi Vincenzo Schiavone.
Cronaca
Ritrovato il corpo senza vita di Vincenzo Amendola
Ritrovato dalla Polizia di Stato, nel quartiere San Giovanni a Teduccio, il cadavere di Vincenzo Amendola, il 18enne scomparso 12 giorni fa.
Gli agenti del Commissariato di Polizia San Giovanni-Barra e della Squadra Mobile, stamane, a seguito di un’articolata attività d’indagine, sono intervenuti in un terreno agricolo in Viale 2 giugno, ove era stato seppellito.
Cronaca
Blitz della polizia a Giugliano: sequestrate 40 auto di lusso
Giugliano. Circa quaranta autovetture – di cui moltissime di grande cilindrata – sono state sequestrate dalla polizia in un capannone industriale dismesso alla periferia di Giugliano. Il sequestro è avvenuto nell’ambito di una vasta operazione di controllo condotta dagli agenti del locale commissariato e che ha riguardato anche alcuni quartieri del centro cittadino. I poliziotti, coordinati dal primo dirigente Pasquale Trocino, ora stanno lavorando per accertare chi sono gli intestatari dei veicoli.
Cronaca
Villaricca: arrestato il boss Domenico Ferrara e 5 affiliati. Taroccò il televoto per favorire la figlia dalla Clerici
Un blitz con oltre 150 carabinieri del Comando provinciale di Napoli è scattato nella tarda serata di ieri contro il clan di camorra “Ferrara” di Villaricca. I militari hanno circondato la roccaforte del clan e arrestato il boss, Domenico Ferrara, e due suoi luogotenenti, Vittorio Amato e Rocco Ruocco. In manette anche altre quattro persone.Icarabinieri del Comando provinciale di Napoli – si apprende dagli stessi investigatori – stanno eseguendo un decreto di fermo per estorsione aggravato dal metodo mafioso. Il provvedimento è stato emesso dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e riguarda i vertici del clan “Ferrara”. L’operazione si è concentrata in particolare intorno alla roccaforte del clan che è una sorta di casa-bunker e si trova nel parco “Mondo nuovo” di Villaricca. Domenico Ferrara, conosciuto come “Mimì ‘o muccuso”, è considerato elemento di spicco delle organizzazioni camorristiche. Il suo nome era venuto alla ribalta nel 2013 con l’accusa di aver “taroccato” il televoto della trasmissione “Ti lascio una canzone” di Antonella Clerici distribuendo più di 300 telefonini per favorire la figlia Vania.
Cronaca
Bloccata dalla polizia la baby gang che terrorizzava Ischia: 9 denunciati
Per giorni una gang di almeno 9 ragazzini, tutti minorenni, ha seminato il panico tra gli adolescenti dell’isola d’Ischia compiendo non solo atti di bullismo ma quella che è stata definita “vera e propria violenza ingiustificata”, per giunta utilizzando “armi improprie come catene e caschi”. A porre fine alle azioni violente sono stati gli agenti del Commissariato dell’isola verde che hanno identificato e denunciato nove minorenni alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni. Le indagini, scattate dopo una serie di episodi verificatisi a partire da sabato scorso, hanno permesso di ricostruire il modus operandi della banda che sceglieva le proprie vittime in base a caratteristiche fisiche e/o caratteriali nella convinzione che non avrebbero osato reagire a provocazioni e violenze. In alcuni case episodi di intimidazione compiuti per strada erano stati protratti anche nelle scuole frequentate dalle vittime.
Cronaca
Scafati, clan Matrone: in 29 verso il processo. Ci sono anche imprenditori e un ex vigile urbano
Estorsioni, usura e droga: verso il processo il gotha del clan Matrone. Un predominio che va dalla fine degli anni ’90 al 2012 quello che vede indagate 27 persone, tra le quali noti pregiudicati, ma anche insospettabili imprenditori e i familiari di Franchino ’a belva, in un’inchiesta della Dda, coordinata dal sostituto Montemurro. Concluse le indagini si va verso il processo. Sotto accusa il vertice del clan capeggiato da Franchino Matrone, affiancato dal figlio Antonio detto Michele, con accanto Vincenzo Nappo ’o nonno, Vincenzo Arcamone, Ferdinando Cirillo, Vincenzo Starita, Vincenzo Staffetta, Nicola Percuoco e Raffaele Vitiello. Questi i fedelissimi che avrebbero retto l’organizzazione criminale estesa nei territori di Scafati e San Marzano, finalizzata alla gestione del mercato dei videopoker, in contrapposizione ai clan Ridosso e Sorrentino. Inoltre, ognuno con ruoli diversi, avrebbero agevolato la fuga e la latitanza di Franchino Matrone. In proventi della attività illecite venivano reinvestite in imprese, apparentemente pulite, e quindi la cosca si serviva di Angelo Amitrano, per il settore della vendita di autovetture e Vincenzo Arcamone per gli investimenti di tipo finanziario. Tra le accuse figurano episodi di usura, per migliaia di euro, i cui proventi andavano ai familiari di Matrone che in questo modo garantivano il sostentamento per la latitanza del boss. Gli episodi contestati dalla Procura antimafia ai 27 indagati, vanno dal 2001 al 2012, epoca in cui è stato arrestato ad Acerno, il capo. Al figlio Michele la Dda contesta anche di aver falsificato i documenti utilizzati dal padre. La patente di guida e una tessera sanitaria di un tal Vincenzo Ferrara, vennero riprodotte per essere utilizzate da Franchino Matrone. Tra gli indagati anche i due uomini che ne coprirono la latitanza spendendo il suo nome. Tra gli episodi contestati anche alcune estorsioni ad imprenditori edili e per imprenditori edili. In un’occasione gli esponenti del clan avrebbero proceduto al recupero di un’ingente somma di danaro per conto del costruttore Luigi Giugliano, che voleva, da un macellaio i soldi per la realizzazione di una costruzione abusiva. Per questo episodio è finito nei guai anche il cugino dell’imprenditore edile, allora maresciallo dei vigili, Ferdinando Raiola. L’avviso di conclusione delle indagini è stato inviato a Raffaele Alfano, 62 anni; Angelo Amitrano, 51 anni; Vincenzo Arcamone, 75 anni; Maio Cerbone, 59 anni; Ferdinando Cirillo, 56 anni, di Pompei; Luca Coppola, 58 anni; Giuseppe D’Aniello, 67 anni; Anna D’Isidoro, moglie di Franchino Matrone, 59 anni; Generoso Di Lauro, 57 anni; Luigi Giugliano, di Boscoreale; Biagio Iaquinandi, 59 anni di S. Marzano; Alfonso Matrone, 50 anni, di Boscoreale; Francesco Matrone, 69 anni; Pasquale Matrone, 45 anni; Vincenzo Muollo, 70 anni; Vincenzo Nappo, 68 anni; Domenico Pagano, 55 anni, di Boscoreale; Pietro Palomba, 46 anni ; Nicola Percuoco, 60 anni, di Boscoreale; Ferdinando Raiola, 64 anni; Francesco Paolo Spagnuolo, 59 anni; Vincenzo Staffetta, 52 anni; Vincenzo Starita, 52 anni; Saverio Tammaro, 55 anni; Raffaele Vitiello, 55 anni. (r. f.)
Cronaca
Sorrento, “dichiarazioni mendaci”: indagati 20 politici tra nuovi ed ex assessori e consiglieri comunali
E’ bufera al comune di Sorrento per l’idagine che ha colpito 20 persone tra assessori in carica, alcuni ex e poi consilgieri comunali ed ex. Sono indagati per dichiarazioni mendaci per aver mentito sull’assenza di cause di incompatibilità con la carica di consigliere comunale. I venti coinvolti sono destinatari di un avvivo di conlcusione indagine firmato dalla Procura di Torre Annunziata. Si tratta di Massimo Coppola, Mario Gargiulo e Maria Teresa De Angelis, oggi in giunta col sindaco Giuseppe Cuomo. I consiglieri invece sono Emiliostefano Marzuillo, Federico Cuomo, Salvatore Di Leva, Mariano Gargiulo e Rachele Palomba. L’inchiesta riguarda anche altre 12 persone che in passato hanno fatto parte del Consiglio e della giunta comunale: l’ex vicesindaco Giuseppe Stinga, l’ex assessore Federico Gargiulo, l’ex presidente del Consiglio comunale Mario Acampora e gli ex consiglieri Antonino Maresca, Gianluigi De Martino, Rosario Fiorentino, Umberto Gargiulo, Antonino Acampora, Emilio Moretti, Francesco Saverio Russo, Steven Scarpato e Antonino Spartano. Tutti avrebbero dichiarato di non avere liti pendenti con il Comune nelle certificazioni di compatibilità 2014 e 2015 a dispetto di multe stradali non pagate o oggetto di ricorso e di cartelle esattoriali insolute. I fatti si riferiscono al biennio 2014-2015. A “incastrarli” sono state le verifiche eseguite dalla polizia municipale sulle autocertificazioni di compatibilità, sulle contravvenzioni elevate dagli stessi vigili urbani, sulle cartelle esattoriali e sui ricorsi presentati dagli stessi indagati all’autorità giudiziaria. Documenti dai quali risulterebbe la condizione di incompatibilità con la carica in cui i venti politici si sarebbero trovati all’atto dell’insediamento.Il sindaco di Sorrento , Giuseppe Cuomo si è affrettato a spiegare: “La vicenda non toccherà in alcun modo la normale attività amministrativa dal momento che tutti i consiglieri e gli assessori in carica hanno rimosso da tempo le cause di incompatibilità”.
Cronaca
Casalnuovo: spari contro la casa di un pregiudicato
Spari contro l’abitazione di un pregiudicato. Le fibrillazioni tra le cosche che si contendono diversi territori nel Napoletano arrivano anche a Casalnuovo. Ieri sera intorno alle 21.30 un raid ha visto l’esplosione di proiettili in direzione dei balconi dell’appartamento in corso Umberto di Antonio Barone, 43enne con precedenti, ritenuto dagli inquirenti vicino al clan Veneruso. Sull’accaduto indagano i carabinieri di Castello di Cisterna.
Cronaca
Mondragone: la Finanza sequestra beni per 200mila euro a Mario Di Meo, legato al clan La Torre
Nella mattinata del 17 febbraio 21016, il Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli e il Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli hanno dato esecuzione alla misura di prevenzione patrimoniale su beni mobili ed immobili, nonché su conti correnti bancari per un valore complessivo di oltre 200 mila euro, emessa dal Tribunale di Santa Maria C.V. – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della locale Procura della Repubblica, che ha integrato una precedente analoga proposta della DIA di Roma, nei confronti di DI MEO Mario. La misura è stata disposta, essendo stata accertata la consistente sproporzione fra la capacità reddituale del DI MEO e dei componenti il proprio nucleo familiare con le effettive disponibilità finanziarie e patrimoniali. Le indagini patrimoniali condotte dalla DIA dal GICO della Guardia di Finanza di Napoli e coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere si inquadrano nel contesto investigativo di più ampio respiro finalizzato all’azione di contrasto all’accumulazione di capitali illeciti di soggetti contigui ali’ associazione camorristica denominata “Clan La Torre”, operante nel comune di Mondragone, nei territori limitrofi e nel basso Lazio, colpito nel maggio del 2003 da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli. Il provvedimento di sequestro ha riguardato, in specie, un terreno, un’azienda operante nel commercio al dettaglio e all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli, una quota societaria, 5 autovetture e 7 conti correnti bancari.
Cronaca
Scoperto falso cieco di Nocera Inferiore assunto alla Regione Emilia Romagna. Sequestrati beni per 300mila euro
Cieco assoluto, iscritto all’albo professionale dei centralinisti non vedenti e come tale assunto a Piacenza in un ufficio della Regione Emilia Romagna. In realta’, come dimostrano indagini del nucleo di polizia tributaria di Piacenza e della Guardia di Finanza di Nocera Inferiore, un truffatore. R.C., 49enne della cittadina del Salernitano, aveva ottenuto con l’inganno certificazioni mediche come cieco parziale, portatore di handicap e poi cieco assoluto, truffando l’Inps dal 2001 per oltre 70mila euro, e poi la Regione per oltre 235mila euro tra indennita’ e stipendi ed emolumenti. La procura di Nocera Inferiore gli ha notificato un avviso di conclusione indagini e sequestrato beni per equivalente tra conti correnti e immobili per oltre 300mila euro.
Cronaca
Ercolano: viola allontanamento e maltratta di nuovo moglie, arrestato
Ha prima violato la misura di allontanamento dalla casa familiare e poi ha di nuovo maltrattato la moglie. Così un 37enne, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dai carabinieri. L’episodio è avvenuto ad Ercolano. L’uomo, violando gli obblighi imposti dal provvedimento, era rientrato da tempo nell’abitazione familiare con il tacito consenso della giovane moglie. Ma, nel corso di una ennesima lite scoppiata per futili motivi, lui l’ha strattonata sottraendole il telefonino. I carabinieri, richiamati da vicini, sono intervenuti nell’abitazione e hanno arrestato il 37enne che successivamente è stato condotto nella casa circondariale di Poggioreale.
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