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Arrestato a Napoli il latitante Gennaro Russo, presunto capo della camorra: era ricercato da marzo

Arrestato a Casalnuovo Gennaro Russo, noto esponente del clan Contini: fine della latitanza Casalnuovo di Napoli – È terminata la latitanza di Gennaro Russo, conosciuto con il soprannome di “o suricillo”, catturato dalla Squadra Mobile di Napoli in collaborazione con i Carabinieri del Comando Provinciale....

Individuati i presunti esattori del pizzo del clan Giannelli a Bagnoli: dettagli sull’inchiesta

Estorsioni a Bagnoli: il racket del clan Giannelli soffoca le attività commerciali Negli ultimi anni, Bagnoli e le zone circostanti come Agnano e Cavalleggeri hanno subito una pressione costante e opprimente da parte del clan Giannelli, che ha imposto un vero e proprio sistema di...

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Stroncato un traffico di droga tra Napoli il Sud America

La Squadra Mobile di Napoli, il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e il Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, hanno eseguito in varie Regioni d’Italia e all’estero una vasta operazione nei confronti di una pericolosa organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di stupefacenti e al riciclaggio dei relativi proventi. In particolare, e’ stata data esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli nei confronti di 11 persone sospettate di gestire ingenti carichi di droga, acquistandoli direttamente dai cartelli sud americani. L’Autorita’ Giudiziaria ha anche disposto il sequestro di 3 societa’ di diritto estero situate in Spagna, nell’Isola di Man e nell’Emirato di Dubai nelle quali venivano reinvestiti parte dei proventi del narcotraffico, per un valore di oltre 10 milioni di euro. I destinatari degli 11 provvedimenti eseguiti nella maxioperazione contro il traffico internazionale di droga e il riciclaggio sono tutti in collegamento stretto con il clan Amato-Pagano, una delle cosche della camorra protagoniste delle faide che si sono succedute a nord di NAPOLI negli ultimi anni. L’organizzazione era in contatto con cartelli di narcos sudamericani dai quali importavano ingenti quantità di cocaina, oltre 2mila chilogrammi all’anno, che immettevano poi sul mercato: ad essi – è stato sottolineato dagli inquirenti – si rivolgevano altri clan della camorra per acquistare droga da spacciare. Uno degli esponenti del gruppo fu arrestato nel 2013 all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi dove fu trovato in possesso di 1330 chilogrammi di cocaina. Le forti somme di denaro occultate dal clan venivano riciclate anche all’estero attraverso società intestate a prestanome: in Spagna, dove avevano acquisito due complessi immobiliari nelle province di Madrid e Burgos, e negli Emirati Arabi Uniti, dove tuttora risiederebbe un latitante. I particolari dell’operazione sono stati illustrati in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il procuratore della Repubblica di NAPOLI, Giovanni Colangelo, il procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia, Filippo Beatrice, il questore di NAPOLI, Guido Marino, il capo della Squadra Mobile, Fausto Lamparelli, e il colonnello Giovanni Salerno, del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza. Il procuratore ha sottolineato che l’indagine ha evidenziato che il traffico di cocaina in Italia non rappresenta un monopolio della ‘ndrangheta, ma che anche la camorra gestisce tale attività avvalendosi di rapporti con i cartelli sudamericani anche grazie alla enorme disponibilità di denaro liquido. Colangelo ha sottolineato che “l’incremento di valore delle cifre investite nell’attività di spaccio è pari addirittura al 300 per 100 in una settimana”. Il capo della Squadra Mobile della Questura NAPOLI, Fausto Lamparelli, dal canto suo, ha evidenziato che numerosi clan si sono rivolti agli Amato-Pagano per l’acquisto di cocaina, una cosca che “trattava alla pari con i narcos sudamericani avendo fiumi di denaro da investire”. Un ruolo centrale sarebbe stato rivestito da uno dei destinatari dei provvedimenti notificati oggi, un commercialista genovese, Attilio Repetti. L'articolo Stroncato un traffico di droga tra Napoli il Sud America sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Pozzuoli, il sindaco Figliolia: “Mi auguro magistratura faccia presto chiarezza”

“Mi auguro che l’opera della Magistratura e degli investigatori chiarisca al più presto i fatti oggetto della contestazione. Ciò perchè possa proseguire con serenità il lavoro che questa amministrazione sta realizzando con assoluta determinazione nell’interesse della collettività”. Così il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, commenta l’ inchiesta sul Comune del litorale flegreo. “L’indagine – aggiunge il sindaco – troverà il pieno sostegno del sottoscritto che è in prima linea affinché sia garantito che le attività del Comune siano scevre da ogni forma di eventuali illiceità e connivenze e siano svolte con il massimo della regolarità e trasparenza”. L'articolo Pozzuoli, il sindaco Figliolia: “Mi auguro magistratura faccia presto chiarezza” sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Appalti ai clan: concluse in serata le perquisizioni al comune di Pozzuoli

Si sono concluse solo in tarda serata dopo oltre 10 ore le perquisizioni dei carabinieri negli uffici del Comune di Pozzuoli. I controlli dei militari sono stati condotti su disposizione della Dda di Napoli dal procuratore aggiunto Filippo Beatrice e coordinati dai pm Gloria Sanseverino e Giusi Loreto. Perquisiti gli uffici del sindaco, dell’ufficio tecnico, dei Lavori Pubblici, della Ragioneria e della Nettezza Urbana. I carabinieri si sono recati anche al comando di Polizia Municipale per acquisire informazioni. Prelevato materiale cartaceo ed informatico. Due al momento gli indagati un dirigente ed un funzionario della sezione tecnica e lavori pubblici, Luigi Salzano, 62 anni e Giuseppe Gaudino, 58 anni. Le pratiche finite nel mirino sono i lavori “Più Europa, progetti Grandi laghi”, la realizzazione del mercato ortofrutticolo ed ittico al dettaglio ed una serie di procedure seguite per le gare di appalto a partire dal 2010. Indagati anche diversi titolari di imprese che hanno eseguito o stanno eseguendo i progetti. Le perquisizioni oltre che in Comune, dove sono stati impiegati almeno 30 militari, sono state effettuate anche nelle abitazioni degli indagati. Agli indagati sono contestati i reati di turbativa d’asta, falso ideologico aggravati dal metodo mafioso con l’ ulteriore aggravante dell’art. 7. Nell’ambito dell’inchiesta è stata perquisita anche l’abitazione di un altro dirigente del comune, Carmine Cossiga, che però, al momento, non risulta indagato. L'articolo Appalti ai clan: concluse in serata le perquisizioni al comune di Pozzuoli sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Giugliano: ricompensa di 30mila euro a chi aiuta a trovare la statua di Santa Lucia

Trentamila euro di ricompensa a chi aiuterà a ritrovare le opere d’arte rubate nel comune di Giugliano. La cifra, come anticipa all’Ansa il sindaco Antonio Poziello, sarà stanziata dall’amministrazione comunale. La decisione è stata presa dal primo cittadino dopo che la scorsa notte, dalla collegiata dell’Annunziata, è stata trafugata la statua di santa Lucia. Non è il primo furto di opere d’arte che si verifica in città, ma questo episodio ha particolarmente scosso la comunità perché il santuario dell’Annunziata ospita anche l’antichissima statua della Madonna della Pace, patrona della città di Giugliano. “Ho preso questa decisione – spiega il sindaco – perché è doveroso dare un contributo al ritrovamento delle opere trafugate. Spero che anche i cittadini facciano la loro parte”. L'articolo Giugliano: ricompensa di 30mila euro a chi aiuta a trovare la statua di Santa Lucia sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Discarica abusiva sequestrata dalla polizia a Giugliano

Una vasta area dove negli ultimi anni erano stati sversati abusivamente rifiuti di ogni tipo è stata sequestrata dagli agenti del commissariato di polizia in via Domiziana, alla periferia di Giugliano. L’area sottoposta a sequestro è di circa un chilometro quadrato ed è di proprietà di un ente pubblico. Nell’ultimo anno gli agenti del locale commissariato di polizia, diretti dal primo dirigente Pasquale Trocino, hanno sequestrato una decina di aree dove sono stati abbandonati rifiuti di ogni tipo. Dopo i sequestri sono state avviate le procedure per la rimozione dei rifiuti. L'articolo Discarica abusiva sequestrata dalla polizia a Giugliano sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Scoperto a Napoli deposito di Pasta Garofalo rubata

I carabinieri della stazione di Marigliano, in provincia di Napoli, insieme a colleghi della tenenza di Scafati hanno trovato un enorme carico di pasta di provenienza furtiva tenuto nascosto in attesa di involarsi in un deposito in via Galileo Ferraris. Nel deposito sono stati trovati e sequestrati 174 quintali di pasta Garofalo, 84 quintali di pasta De Matteis, 4.200 bottiglie (da 0,5 litri l’una) di aceto balsamico Colavita. Nel deposito, della ditta Covit (società di riassetto commerciale e industriale) sono state bloccate e identificate 6 persone residenti tra il nolano e la zona stabiese, cinque delle quali già note alla forze dell’ordine. Trovati e sequestrati anche altri alimenti e oggettistica varia sui quali sono ancora in corso accertamenti.Per portar via tutti gli alimenti i carabinieri hanno dovuto usare ben 2 tir. I militari hanno accertato che era già cominciata la commercializzazione della pasta ad alcuni negozi della zona, che tenuto conto del ‘prezzo stracciato’ di acquisto, per liberarsene al più presto possibile l’avevano messa in vendita in ‘offerta speciale’: a 50 centesimi a pacco. L'articolo Scoperto a Napoli deposito di Pasta Garofalo rubata sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Baby gang assalta bus dell’ Anm a Scampia

Un gruppo di ragazzini ha accerchiato e rotto due finestrini di un bus dell’Anm ieri sera nella zona di Scampia : preso di mira dalla baby gang, in via Monterosa, intorno alle 23, un mezzo della linea C67. I ragazzi hanno lanciato oggetti contro il bus rompendo i vetri laterali e anteriore. Il conducente del mezzo è stato vittima, dieci giorni, fa, di un altro atto vandalico simile. “Il personale è esasperato – afferma Cristiano Stochel del coordinamento Usb – calata la sera siamo terrorizzati nel transitare per via Monterosa. Questa emergenza sociale ha bisogno di misure speciali a tutela della sicurezza dell’esercizio e dell’incolumità dei lavoratori”. L'articolo Baby gang assalta bus dell’ Anm a Scampia sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Due baby rapinatori arrestati dalla polizia a Napoli

La polizia a Napoli ha arrestato due 17enni per tentata rapina aggravata e lesioni personali. I due minori sono stati inoltre denunciati per porto di oggetti atti ad offendere e uno anche per guida senza patente. Il tentativo di rapina con pestaggio di cui sono protagonisti e’ avvenuto in via Genova verso le 23 di ieri. La vittima, un 52enne, stava parcheggiando la sua auto quando e’ stato avvicinato dai due giovani che lo hanno minacciato con uno sfollagente telescopico chiedendogli di consegnare il borsello. L’uomo si e’ rifiutato e i due hanno quindi iniziato a colpirlo. Le urla della vittima hanno fatto si’ che alcune persone si affacciassero ai balconi, cosi’ i ragazzi, dopo un ultimo colpo all’uomo, sono saliti in sella a uno scooter e si sono dati alla fuga. Pochi istanti dopo sono stati intercettati dai poliziotti in Via Parma, inseguiti, raggiunti e bloccati. Le numerose testimonianze hanno consentito l’arresto dei due minorenni. La vittima della tentata rapina e’ stato invece accompagnato al pronto soccorso della ospedale S. Giovanni Bosco. L'articolo Due baby rapinatori arrestati dalla polizia a Napoli sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Cantone: “Nel calcio c’è poca trasparenza sulla contabilità”

“Che nel mondo del calcio ci siano meccanismi di scarsa trasparenza sulla contabilità non lo scopriamo ieri, ma vorrei capire bene cosa c’è: in tante altre occasioni si è evidenziato questo dato e poi non mi pare ci siano stati cambiamenti nel periodo successivo. Prima di esprimermi vorrei capire bene cosa c’è nell’indagine”. Lo ha detto il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, commentando l’inchiesta “Fuorigioco” della Procura di Napoli a margine della presentazione del nuovo indice di percezione della corruzione Trasparency international Italia.“Non credo mai che i giornalisti siano responsabili, i giornalisti fanno il loro dovere a rendere pubblici”, ha proseguito Cantone riferendosi alle parole del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, “però vorrei capire bene cosa c’è, ho sentito anche di cifre che non si capisce bene quanto siano realmente significative dal punto di vista dell’entità”. L'articolo Cantone: “Nel calcio c’è poca trasparenza sulla contabilità” sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Alberto di Monaco a processo a Napoli

Anche se principe, Alberto II di Monaco dovrà comparire il prossimo 28 giugno nell’udienza della causa civile intentata dall’imprenditore Mario Loffredo, attivo nel settore del poker on line, per una presunta truffa che Loffredo sostiene di aver subito da dipendenti e amici di Alberto di Monaco con l’avallo del principe stesso. La decisione è del giudice del tribunale di Napoli Nord, Annamaria Buffardo, la quale ha citato per la terza volta Alberto di Monaco dopo aver interessato il Ministero della Giustizia italiano il quale ha stabilito che “non si ravvisano gli estremi per un eventuale intervento volto alla risoluzione della vicenda in via diplomatica”. Questo perché si tratta di una “questione di rilevanza processuale connessa all’interpretazione della normativa processuale e sovrannazionale vigente” e spetta al giudice di merito “ogni decisione in ordine alla legittimità o meno del rifiuto, da parte del convenuto di ricevere l’atto di citazione”. Alberto di Monaco aveva rifiutato la notifica per due volte appellandosi anche alla Costituzione del Principato di Monaco, secondo la quale “la figura del Principe è inviolabile”. Secondo Loffredo, persone vicine al principe si sarebbero impossessati illecitamente di un software innovativo di poker online (Texas Hold’Em) e del progetto di un torneo la cui finale mondiale si sarebbe dovuta svolgere proprio a Montecarlo mentre l’imprenditore avrebbe anche pagato milioni di euro su richiesta dei monegaschi. Tra queste persone, prosciolte dal giudice di Como dall’accusa di truffa, mentre la Procura è ricorsa in appello e si attende la fissazione del processo, anche Bernard Lambert, direttore generale fino al 2011 della Societè des Bains et des Mers (Sbm)) la cassaforte del Principato, proprietaria di gran parte dei casinò monegaschi. Oltre al risarcimento danni contro il principe e altri sette è stata presentata sempre al Tribunale di Napoli Nord, una richiesta di sequestro conservativo delle quote per 75 milioni di euro. L'articolo Alberto di Monaco a processo a Napoli sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Appalti Ministero difesa tre in manette

La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Caserta stanno eseguendo un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di tre persone – un imprenditore e due tenenti colonnello dell’Esercito Italiano – indagate per corruzione nell’ ambito degli appalti per le opere pubbliche. L’ attivita’ investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha fatto emergere un consolidato rapporto tra un imprenditore casertano e due ufficiali dell’ Esercito che si occupavano di gare d’ appalto per l’ affidamento di lavori commissionati dal Ministero della Difesa. Denaro e altre regalie, dunque, in cambio di appalti.In manette sono finiti un imprenditore casertano, F.C., e di due tenenti colonnello dell’Esercito italiano in servizio presso il X Reparto infrastrutture di Napoli del ministero della Difesa, A.C. e G.M., rispettivamente con mansioni di capo ufficio amministrazione e capo ufficio contratti. Attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche e grazie all’acquisizione di documentazione amministrativa e contabile, è stato appurato come numerose gare d’appalto fossero state assegnate ad imprese riconducibili all’imprenditore, dietro elargizione ai pubblici ufficiali di somme di denaro ed altre utilità. In particolare, secondo l’ipotesi investigativa, erano stati sborsati 44mila euro a beneficio del militare a capo dell’amministrazione del X Reparto, in relazione a due diverse gare di appalto aggiudicate in favore di imprese del suo gruppo, nonché un’ulteriore somma di 12mila euro in favore dei due ufficiali per l’assegnazione di ulteriori lavori. L'articolo Appalti Ministero difesa tre in manette sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Crollo in Galleria in sette a processo

Sono sette le persone, a conclusione delle indagini, rinviate a giudizio per il crollo in Galleria a Napoli che causò la morte del giovane Salvatore. Omicidio colposo, lesioni colpose e crollo colposo i reati di cui dovranno rispondere : Giovanni Spagnuolo, dirigente del Servizio sicurezza abitativa del Comune; Giuseppe Africano e Franco Annunziata, dipendenti dello stesso ufficio; Mariano Bruno e Marco Fresa, che si sono succeduti nella carica di amministratore del condominio di piazzetta Matilde Serao 7; Elio Notarbartolo, direttore dei lavori incaricato dall’assemblea del condominio; Salvatore Capuozzo, dirigente del Servizio di difesa idrogeologica del Comune. Era il 5 luglio del 2014 quando il quattordicenne Salvatore Giordano morì a seguito della caduta di calcinacci all’interno della Galleria Umberto. Fin da subito si parlò di cattiva manutenzione dell’edificio e della mancanza di interventi urgenti. Quel maledetto giorno il ragazzo stava passeggiando con alcuni coetanei in Galleria quando fu centrato in pieno da pesanti calcinacci. Secondo i magistrati gli indagati rimasero “inerti nonostante i numerosissimi eventi succedutisi negli anni con cadenza pressoché mensile”. L'articolo Crollo in Galleria in sette a processo sembra essere il primo su Cronache della Campania.

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