Cronaca Nera
Arrestato a Napoli il latitante Gennaro Russo, presunto capo della camorra: era ricercato da marzo
Arrestato a Casalnuovo Gennaro Russo, noto esponente del clan Contini: fine della latitanza
Casalnuovo di Napoli – È terminata la latitanza di Gennaro Russo, conosciuto con il soprannome di “o suricillo”, catturato dalla Squadra Mobile di Napoli in collaborazione con i Carabinieri del Comando Provinciale....
Cronaca Giudiziaria
Individuati i presunti esattori del pizzo del clan Giannelli a Bagnoli: dettagli sull’inchiesta
Estorsioni a Bagnoli: il racket del clan Giannelli soffoca le attività commerciali
Negli ultimi anni, Bagnoli e le zone circostanti come Agnano e Cavalleggeri hanno subito una pressione costante e opprimente da parte del clan Giannelli, che ha imposto un vero e proprio sistema di...
Succede anche
Cronaca
Cosentino trattato come un boss
Per un anno intero, 23 ore su 24, sono rimasto chiuso in una cella, senza aver possibilità di andare in biblioteca o in palestra, con un’ora di aria al giorno, trattato come i boss di camorra, che anzi hanno avuto un trattamento migliore del mio”. Ripercorre la sua lunga detenzione – oltre 2 anni e mezzo di carcerazione preventiva con un intervallo di cinque mesi – l’ex sottosegretario del Pdl Nicola Cosentino al processo in cui è imputato al tribunale di Santa Maria Capua Vetere; lo fa durante il controesame dei suoi avvocati Agostino De Caro e Stefano Montone. “Mi costituì al carcere di Secondigliano (Napoli) nel marzo 2013, quando si insediò il nuovo Parlamento e decaddi dalla carica di deputato perdendo l’immunità; avrei potuto fuggire, come hanno fatto, peraltro sbagliando, numerosi parlamentari, penso a Matacena; e avrei potuto anche candidarmi con altri partiti, tra cui i Radicali che mi chiesero di farlo, ma non accettai perché il mio partito era Forza Italia e volevo difendermi nel processo”.
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Cronaca
Francesco Schettino finisce al Pronto Soccorso
Nottata al pronto soccorso di Sorrento (Napoli) per Francesco Schettino, a causa di un lieve disturbo fisico, per il quale è stato curato in ospedale: l’indisposizione lo ha costretto a rinunciare ad essere stamani a Grosseto a udienze di altri processi, sempre relativi al naufragio della Costa Concordia (32 morti), dove è imputato per reati contravvenzionali. Stamani il suo difensore, avvocato Donato Laino, ha presentato al giudice un certificato medico. I procedimenti ancora aperti a Grosseto sono due. In un processo la procura accusa Schettino di aver violato la normativa (l. 271) su salute e sicurezza dei marittimi a bordo delle navi mercantili – nel caso specifico la nave Concordia -, in particolare riguardo al rispetto di norme relative alla preparazione per la gestione delle emergenze. In un altro processo Schettino è imputato di deturpamento dell’ambiente dell’isola del Giglio poiché il relitto della Concordia rimase a lungo sui fondali dopo il naufragio del 13 gennaio 2012. In questo erano coimputati anche i collaboratori di plancia di Schettino sulla Costa Concordia, gli ufficiali Ciro Ambrosio e Silvia Coronica, e il timoniere Jacob Rusli Bin. Ma i tre hanno oblato e sono usciti dal processo. Tuttavia, rimanendo Schettino unico imputato, il giudice monocratico Gian Marco De Vincenzi potrebbe riunire i due procedimenti in un unico processo. Finora i due processi stanno andando avanti di pari passo, e anche le udienze vengono fissate lo stesso giorno davanti allo stesso giudice. Prossima doppia udienza, a Grosseto, il 7 marzo.
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Cronaca
Avellino, video hard: estorsione ad una donna, 39enne in manette
Avellino. Adesca una donna sul web, la filma e poi le chiede soldi per non diffondere il video hard: arrestato per estorsione un 39enne di Avellino. L’ha conosciuta sul web e dopo averla incontrata e aver consumato con lei un rapporto sessuale, l’ha filmata e minacciata di diffondere il video chiedendole denaro. La donna prima si è spaventata, ma poi si è rivolta ai carabinieri che hanno individuato e arrestato l’uomo per estorsione un 39enne di Aiello del Sabato, in provincia di Avellino. Il ricattatore è stato bloccato dai militari della Stazione di Atripalda ai quali si era rivolta la vittima raccontando che i due si erano conosciuti circa un mese prima su un social network: la donna aveva accettato la richiesta di amicizia ed avevano cominciato a frequentarsi virtualmente sul web, piacendosi a vicenda. Dopo qualche giorno si erano incontrati ad Atripalda nei pressi di un centro commerciale. Poi il rapporto sessuale presso l’abitazione della donna e le riprese con lo smartphone all’insaputa della signora. Dopo pochi giorni la seconda parte del suo piano diabolico: adducendo problemi economici, l’uomo aveva contattato la donna chiedendole qualche centinaia di euro. Al diniego ricevuto sono iniziati svariati messaggi minacciando di rendere pubblica la loro storia extraconiugale, diffondendo il video anche su Internet. Dopo l’angoscia iniziale, la donna ha collaborato con i carabinieri fingendo di cedere alla richiesta di quell’uomo, già noto alle forze dell’ordine. All’appuntamento per la consegna della busta con i soldi, però, si sono recati anche i militari che hanno assistito alla scena: il 39enne si è, infatti, impossessato del denaro che la donna aveva lasciato sotto il tappeto della porta d’ingresso di un esercizio commerciale. A quel punto l’uomo è stato bloccato. In casa è stato anche recuperato il cellulare con il quale aveva ripreso l’incontro sessuale e inviato i messaggi minatori.
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Cronaca
Omicidio Nuvoletta, il boss Zagaria condannato all’ergastolo
Napoli/Caserta. La quarta Corte d’Assise di Napoli ha condannato all’ergastolo il boss dei Casalesi, Michele Zagaria, come richiesto dal pm Alessandro D’Alessio nel corso di una lunga requisitoria, per l’omicidio di Ciro Nuvoletta, uicciso il 12 giugno del 1984. Quel giorno un commando di sicari con il volto coperto da passamontagna arrivo’ davanti a una villa-bunker a Marano, in localita’ Poggio Vallesana, armato di pistole e lupara. Appena fuori da tre automobili, fecero fuoco. Lungo il viale della villa c’era Nuvoletta, 38 anni, sposato e con quattro figli. Fu ferito prima a un braccio, poi inseguito e finito. Il clamoroso agguato segno’ l’inizio dell’asecesa dei cartelli di Caserta, che da quel momento divennero autonomi rispetto alle cosche dei cosiddetti ‘napoletani’. Ciro era il fratello di Lorenzo, che per decenni e’ stato uno dei boss più’ importanti e ricchi d’Italia, alleato fedele di Salvatore Riina all’epoca delle stragi di mafia. Alla base della sentenza anche le dichiarazioni del pentito Antonio Iovine, l’ex capoclan soprannominato ”o ninno’ che ha intrapreso la via della collaborazione con lo Stato. “C’ero anche io nel commando che assali’ Poggio Vallesana, io con Michele Zagaria, eravamo nella stessa automobile. Quello fu per me il battesimo di sangue”, disse in aula Iovine.
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Cronaca
Concussione sessuale, assolto l’ex sindaco di Castel Volturno Francesco Nuzzo
Caserta. Il gip di Santa Maria Capua Vetere Gabriella Casella ha scagionato dall’accusa di concussione sessuale l’ex sindaco di Castel Volturno (Caserta), Francesco Nuzzo, magistrato in pensione che ha svolto buona parte della sua attività professionale a Cremona, città dove abita. La richiesta di archiviazione, su cui si è pronunciata il magistrato, era stata presentata dal pubblico ministero Carlo Fucci il 9 maggio 2012. Il procedimento a carico di Nuzzo, difeso dall’avvocato Giuseppe Stellato, nacque dall’inchiesta della Dda di Napoli che nel novembre 2010 indagò Nuzzo per concorso esterno in associazione camorristica, in relazione a presunti legami con il clan dei Casalesi avuti mentre era sindaco; dall’accusa Nuzzo fu però assolto mentre è stato condannato nel settembre 2014 ad un anno di carcere con pena sospesa, per il reato di abuso di ufficio e falso, ma senza l’aggravante mafiosa, che pure era stata contestata inizialmente dalla procura antimafia. Altre ipotesi di reato comune, tra cui la concussione sessuale, furono stralciate e gli atti inviati al tribunale di Santa Maria Capua Vetere; tale accusa si basava su una conversazione tra Nuzzo e il suo autista captata in auto, in cui si parlava genericamente di prestazione sessuali, ma il pm Fucci quasi immediatamente non ha ritenuto rilevanti gli elementi raccolti chiedendo l’archiviazione. (fonte ansa)
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Cronaca
Rubava il resto dei biglietti ferroviari dalle macchinette: denunciato
Manometteva le macchine self service per intascare danaro a spese dei viaggiatori, ma è stato individuato e denunciato. A scoprirlo gli agenti del comando dei carabinieri di Casoria che, su segnalazione del personale ferroviario di protezione aziendale, sono risaliti al colpevole. Il sistema adottato per entrare in possesso del resto erogato dalle emettitrici automatiche di biglietti era di ostruire l’apposita fessura per recuperare, quando il viaggiatore si allontanava pensando a un guasto della macchina, il danaro che la self service aveva invece emesso regolarmente. L’uomo, che ha portato a segno i suoi colpi a dicembre nelle stazioni di Aversa, Sant’Antimo, Frattamaggiore e Casoria, oltre ad aver di fatto frodato e derubato i viaggiatori, come sottolinea una nota, ha causato danni materiali e d’immagine a Trenitalia. L’uomo, denunciato all’autorità giudiziaria, è ora in attesa di giudizio.
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Cronaca
Arrestato scassinatore seriale di biglietterie automatiche di Trenitalia
Si era specializzato in colpi alle biglietterie automatiche di Trenitalia, manomettendole e intascando i soldi dei passeggeri. Un’abilità che, dal novembre scorso, gli ha consentito di mettere a segno ben 5 colpi in vari comuni del Napoletano: Frattamaggiore, Sant’Antimo, Sant’arpino e Casoria. L’autore dei furti è un 40enne di Castellammare di stabia, già noto alle Forze dell’Ordine, fermato e denunciato oggi dai carabinieri di Casoria. Dopo aver scassinato le biglietterie automatiche in due occasioni, l’uomo ha escogitato un sistema tale che gli consentisse di deviare il flusso di monete che la macchina eroga come resto così da intascare più facilmente il denaro in spiccioli privandone chi faceva regolarmente il biglietto. Molti passeggeri hanno segnalato il problema allo sportello di Trenitalia che ha inviato tecnici per la manutenzione. Di qui la scoperta del trucco: un bastone di legno, inserito all’interno dell’apparecchiatura e invisibile all’esterno, che deviava il flusso di monete. L’azienda ha sporto denuncia presso la stazione carabinieri di Frattamaggiore che hanno avviato le indagini e ricostruito la dinamica dei furti. Identificato, l’uomo è stato denunciato in stato di libertà per danneggiamento.
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Cronaca
Incendiata l’auto di un consigliere comunale di Casamarciano
Ignoti hanno incendiato, nella notte, l’auto di un consigliere comunale a Casamarciano all’interno del box situato sotto l’abitazione dell’esponente della maggioranza guidata dal sindaco Andrea Manzi. L’episodio, denunciato dal consigliere Giuseppe Castellano, eletto in una civica di centrosinistra, segue l’atto intimidatorio ai danni del sindaco, la cui vettura fu incendiata nei pressi della propria abitazione lo scorso ottobre, e la lettera minatoria ricevuta da un altro consigliere di maggioranza a novembre. Secondo quanto reso noto dagli stessi amministratori di maggioranza, il consigliere, i tre figli, tutti minori, e la moglie, sono stati costretti a lasciare l’abitazione scendendo da una scala poggiata al balcone situato al primo piano, in quanto le fiamme impedivano di poter raggiungere l’ingresso. L’auto di Castellano é andata completamente distrutta, mentre il box é rimasto danneggiato. Nei giorni scorsi un altro consigliere comunale di maggioranza aveva denunciato il tentato furto dell’auto, trovata danneggiata e forzata.
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Cronaca
Tenta di salire su un aereo per Londra con documenti falsi insieme ad un giovane albanese: arrestata 50enne
Gli agenti della Polizia di Frontiera dell’Aeroporto di Capodichino di Napoli, nell’ambito di verifiche tese a contrastare l’immigrazione irregolare, hanno arrestato nei giorni scorsi nell’aeroporto partenopeo, una italiana, Rosaria Veneruso, 50 anni, di Torre del Greco, con l’accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e possesso di documenti falsi validi per l’espatrio, in concorso con il cittadino albanese Esuel Katolina, di 19 anni. La donna ha tentato di imbarcarsi sul volo Napoli-Londra, fingendosi madre del ragazzo per il quale ha mostrato agli agenti una carta d’identità contraffatta, risultata effettivamente rilasciata al figlio minorenne. I due arresti, frutto delle attività di prevenzione e repressione dei fenomeni migratori irregolari, anche verso Paesi europei, intensificati dopo i redenti attentati terroristici, si aggiungono ad altri due provvedimenti restrittivi presi, nei giorni successivi, nei confronti dei cittadini albanesi Fatjion Toshi, 40 anni, e Adelo Lici, 22 anni, entrambi bloccati mentre erano in partenza per Londra e risultati in possesso di documenti falsi validi per l’espatrio. Per Rosaria Veneruso è stato disposto l’obbligo di firma bisettimanale nel commissariato di Torre del Greco mentre il giovane di 19 anni è stato condannato a 10 mesi di reclusione (pena sospesa). I due albanesi sono in attesa di essere giudicati.
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Cronaca
Marchi contraffatti, sequestro della Finanza nella zona industriale di Caserta
“Boss”, “Prada” e “Dolce & Gabbana”: sono solo alcuni dei marchi contraffatti, rinvenuti dai militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Aversa nell’ambito di un’operazione volta a smascherare il commercio illecito di prodotti falsi. Le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro oltre 80 mila confezioni da 50 ml di profumi contraffatti, riportanti i marchi delle note “griffe”, privi della prescritta autorizzazione del loro utilizzo, il cui valore commerciale ammonta a circa un milione di euro. L’attività di servizio è scaturita da un controllo finalizzato al riscontro della regolarita’ della merce posta in vendita da una societa’ ubicata nella zona industriale di Carinaro, in provincia di Caserta, avente per oggetto dell’attivita’ il commercio all’ingrosso di saponi e detersivi. Nel corso delle ispezioni dei locali dell’impresa, i Finanzieri hanno constatato la presenza di un ingente quantitativo di colli, muniti di cartellino descrittivo, contenenti profumi riportanti, sotto l’indicazione delle note marche, la dicitura “marchio e/o nome altrui usato in funzione descrittiva per l’individuazione della fragranza” ovvero “pubblicita’ comparativa”.Benche’ sia chiaro che non sono originali, recenti sentenze della Cassazione equiparano questi prodotti a quelli “taroccati”. Cio’ al fine di evitare di generare confusione sui mercati in ordine all’utilizzo dei marchi, alle denominazioni commerciali ed all’effettiva origine dei prodotti. In merito alla vicenda e’ stata informata la Procura della Repubblica di Napoli Nord, poiche’ sono state ravvisate, a carico del rappresentante legale dell’attivita’ commerciale dove i prodotti contraffatti sono stati rinvenuti, le ipotesi di reato di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi evendita di prodotti industriali con segni mendaci. La contraffazione ed il commercio di prodotti insicuri danneggiano il mercato, sottraggono opportunita’ e lavoro alle imprese che rispettano le regole, mettendo, tra l’altro, in pericolo la salute dei consumatori.Nel 2015 sono stati effettuati 144 interventi, nel corso dei quali sono stati denunciati 97 responsabili e sottoposti a sequestro circa un milione di prodotti contraffatti. I numerosi risultati di servizio conseguiti nello specifico settore testimoniano quanto sia sempre alta l’attenzione del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta nel programmare mirati interventi per la repressione delle violazioni delle leggi, non solo finanziarie, a tutela dei consumatori e degli onesti commercianti.
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Cronaca
Falsa dottoressa curava i cinesi: sequestrato ambulatorio a Terzigno
Terzigno (Napoli). I Carabinieri della Stazione di Terzigno insieme a colleghi del Nas, hanno scoperto un ambulatorio medico clandestino gestito da una donna 38enne di cinese, allestito in pessime condizioni igienico sanitarie in una abitazione privata. I militari hanno trovato medicinali (italiani e cinesi), lettini di fortuna, attrezzature mediche di ogni sorta lasciate sul pavimento, tra cui apparecchi per elettrocardiogramma, per la pressione, per la somministrazione di flebo, nonché attrezzi chirurgici, centinaia di farmaci, materiale medico vario e molto altro. La donna e’ stata denunciata per esercizio abusivo della professione medica, gestione di ambulatorio medico senza autorizzazione sanitaria, immissione sul territorio nazionale di farmaci senza autorizzazione. Al momento dell’irruzione i carabinieri hanno trovato una giovane donna ‘ricoverata’ su una sdraio, alla quale stavano somministrando una flebo con un antibiotico. In quell’area e’ fortissima l’attività di contrasto dell’Arma agli opifici clandestini gestiti spesso da extracomunitari cinesi. Proseguono le indagini per far luce su eventuali complici, soprattutto nell’approvvigionamento di farmaci italiani (somministrabili solo su prescrizione medica) e cinesi contrabbandati.
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Cronaca
Ex pentito del clan Sarno ucciso in un agguato a Ponticelli
Napoli. Ex collaboratore di giustizia ucciso in un agguato alla periferia orientale di Napoli. Si tratta del trentaquattrenne Davide Montefusco, con piccoli precedenti penali, alcuni anni fa ritenuto vicino al clan Sarno, uno dei primi pentiti di questa organizzazione criminale attiva nel quartiere Ponticelli. L’omicidio e’ avvenuto nel pomeriggio in viale Margherita. Secondo una prima ricostruzione fatta dalla polizia, l’uomo era alla guida della sua auto quando e’ stato affiancato dai sicari, in sella ad uno scooter, che gli hanno sparato contro numerosi colpi di arma da fuoco. Per l’ex collaboratore di giustizia non c’e’ stato scampo.
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