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Torre del Greco celebra 118 anni di storia della Capitaneria di Porto
Il 18 agosto 2026 segna il 118° anniversario dell’istituzione ufficiale della Capitaneria di porto di Torre del Greco, un ente fondamentale per la gestione e la sicurezza delle attività marittime locali. Sebbene il Corpo delle Capitanerie di Porto abbia avuto origine con il Regio...
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Tenta di truffare coppia di anziani in Piemonte: arrestato 19enne napoletano
A Carmagnola una coppia di 63 e 68 anni ha evitato una truffa architettata da un 19enne che si spacciava per carabiniere. L’uomo ha contattato telefonicamente i coniugi sostenendo che la loro auto fosse coinvolta in furti, cercando così di generare allarme e ottenere...
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Cronaca
Scoperto a Napoli deposito di Pasta Garofalo rubata
I carabinieri della stazione di Marigliano, in provincia di Napoli, insieme a colleghi della tenenza di Scafati hanno trovato un enorme carico di pasta di provenienza furtiva tenuto nascosto in attesa di involarsi in un deposito in via Galileo Ferraris. Nel deposito sono stati trovati e sequestrati 174 quintali di pasta Garofalo, 84 quintali di pasta De Matteis, 4.200 bottiglie (da 0,5 litri l’una) di aceto balsamico Colavita. Nel deposito, della ditta Covit (società di riassetto commerciale e industriale) sono state bloccate e identificate 6 persone residenti tra il nolano e la zona stabiese, cinque delle quali già note alla forze dell’ordine. Trovati e sequestrati anche altri alimenti e oggettistica varia sui quali sono ancora in corso accertamenti.Per portar via tutti gli alimenti i carabinieri hanno dovuto usare ben 2 tir. I militari hanno accertato che era già cominciata la commercializzazione della pasta ad alcuni negozi della zona, che tenuto conto del ‘prezzo stracciato’ di acquisto, per liberarsene al più presto possibile l’avevano messa in vendita in ‘offerta speciale’: a 50 centesimi a pacco.
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Cronaca
Baby gang assalta bus dell’ Anm a Scampia
Un gruppo di ragazzini ha accerchiato e rotto due finestrini di un bus dell’Anm ieri sera nella zona di Scampia : preso di mira dalla baby gang, in via Monterosa, intorno alle 23, un mezzo della linea C67. I ragazzi hanno lanciato oggetti contro il bus rompendo i vetri laterali e anteriore. Il conducente del mezzo è stato vittima, dieci giorni, fa, di un altro atto vandalico simile. “Il personale è esasperato – afferma Cristiano Stochel del coordinamento Usb – calata la sera siamo terrorizzati nel transitare per via Monterosa. Questa emergenza sociale ha bisogno di misure speciali a tutela della sicurezza dell’esercizio e dell’incolumità dei lavoratori”.
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Cronaca
Due baby rapinatori arrestati dalla polizia a Napoli
La polizia a Napoli ha arrestato due 17enni per tentata rapina aggravata e lesioni personali. I due minori sono stati inoltre denunciati per porto di oggetti atti ad offendere e uno anche per guida senza patente. Il tentativo di rapina con pestaggio di cui sono protagonisti e’ avvenuto in via Genova verso le 23 di ieri. La vittima, un 52enne, stava parcheggiando la sua auto quando e’ stato avvicinato dai due giovani che lo hanno minacciato con uno sfollagente telescopico chiedendogli di consegnare il borsello. L’uomo si e’ rifiutato e i due hanno quindi iniziato a colpirlo. Le urla della vittima hanno fatto si’ che alcune persone si affacciassero ai balconi, cosi’ i ragazzi, dopo un ultimo colpo all’uomo, sono saliti in sella a uno scooter e si sono dati alla fuga. Pochi istanti dopo sono stati intercettati dai poliziotti in Via Parma, inseguiti, raggiunti e bloccati. Le numerose testimonianze hanno consentito l’arresto dei due minorenni. La vittima della tentata rapina e’ stato invece accompagnato al pronto soccorso della ospedale S. Giovanni Bosco.
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Cronaca
Cantone: “Nel calcio c’è poca trasparenza sulla contabilità”
“Che nel mondo del calcio ci siano meccanismi di scarsa trasparenza sulla contabilità non lo scopriamo ieri, ma vorrei capire bene cosa c’è: in tante altre occasioni si è evidenziato questo dato e poi non mi pare ci siano stati cambiamenti nel periodo successivo. Prima di esprimermi vorrei capire bene cosa c’è nell’indagine”. Lo ha detto il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, commentando l’inchiesta “Fuorigioco” della Procura di Napoli a margine della presentazione del nuovo indice di percezione della corruzione Trasparency international Italia.“Non credo mai che i giornalisti siano responsabili, i giornalisti fanno il loro dovere a rendere pubblici”, ha proseguito Cantone riferendosi alle parole del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, “però vorrei capire bene cosa c’è, ho sentito anche di cifre che non si capisce bene quanto siano realmente significative dal punto di vista dell’entità”.
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Cronaca
Alberto di Monaco a processo a Napoli
Anche se principe, Alberto II di Monaco dovrà comparire il prossimo 28 giugno nell’udienza della causa civile intentata dall’imprenditore Mario Loffredo, attivo nel settore del poker on line, per una presunta truffa che Loffredo sostiene di aver subito da dipendenti e amici di Alberto di Monaco con l’avallo del principe stesso. La decisione è del giudice del tribunale di Napoli Nord, Annamaria Buffardo, la quale ha citato per la terza volta Alberto di Monaco dopo aver interessato il Ministero della Giustizia italiano il quale ha stabilito che “non si ravvisano gli estremi per un eventuale intervento volto alla risoluzione della vicenda in via diplomatica”. Questo perché si tratta di una “questione di rilevanza processuale connessa all’interpretazione della normativa processuale e sovrannazionale vigente” e spetta al giudice di merito “ogni decisione in ordine alla legittimità o meno del rifiuto, da parte del convenuto di ricevere l’atto di citazione”. Alberto di Monaco aveva rifiutato la notifica per due volte appellandosi anche alla Costituzione del Principato di Monaco, secondo la quale “la figura del Principe è inviolabile”. Secondo Loffredo, persone vicine al principe si sarebbero impossessati illecitamente di un software innovativo di poker online (Texas Hold’Em) e del progetto di un torneo la cui finale mondiale si sarebbe dovuta svolgere proprio a Montecarlo mentre l’imprenditore avrebbe anche pagato milioni di euro su richiesta dei monegaschi. Tra queste persone, prosciolte dal giudice di Como dall’accusa di truffa, mentre la Procura è ricorsa in appello e si attende la fissazione del processo, anche Bernard Lambert, direttore generale fino al 2011 della Societè des Bains et des Mers (Sbm)) la cassaforte del Principato, proprietaria di gran parte dei casinò monegaschi. Oltre al risarcimento danni contro il principe e altri sette è stata presentata sempre al Tribunale di Napoli Nord, una richiesta di sequestro conservativo delle quote per 75 milioni di euro.
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Cronaca
Appalti Ministero difesa tre in manette
La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Caserta stanno eseguendo un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di tre persone – un imprenditore e due tenenti colonnello dell’Esercito Italiano – indagate per corruzione nell’ ambito degli appalti per le opere pubbliche. L’ attivita’ investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha fatto emergere un consolidato rapporto tra un imprenditore casertano e due ufficiali dell’ Esercito che si occupavano di gare d’ appalto per l’ affidamento di lavori commissionati dal Ministero della Difesa. Denaro e altre regalie, dunque, in cambio di appalti.In manette sono finiti un imprenditore casertano, F.C., e di due tenenti colonnello dell’Esercito italiano in servizio presso il X Reparto infrastrutture di Napoli del ministero della Difesa, A.C. e G.M., rispettivamente con mansioni di capo ufficio amministrazione e capo ufficio contratti. Attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche e grazie all’acquisizione di documentazione amministrativa e contabile, è stato appurato come numerose gare d’appalto fossero state assegnate ad imprese riconducibili all’imprenditore, dietro elargizione ai pubblici ufficiali di somme di denaro ed altre utilità. In particolare, secondo l’ipotesi investigativa, erano stati sborsati 44mila euro a beneficio del militare a capo dell’amministrazione del X Reparto, in relazione a due diverse gare di appalto aggiudicate in favore di imprese del suo gruppo, nonché un’ulteriore somma di 12mila euro in favore dei due ufficiali per l’assegnazione di ulteriori lavori.
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Cronaca
Crollo in Galleria in sette a processo
Sono sette le persone, a conclusione delle indagini, rinviate a giudizio per il crollo in Galleria a Napoli che causò la morte del giovane Salvatore. Omicidio colposo, lesioni colpose e crollo colposo i reati di cui dovranno rispondere : Giovanni Spagnuolo, dirigente del Servizio sicurezza abitativa del Comune; Giuseppe Africano e Franco Annunziata, dipendenti dello stesso ufficio; Mariano Bruno e Marco Fresa, che si sono succeduti nella carica di amministratore del condominio di piazzetta Matilde Serao 7; Elio Notarbartolo, direttore dei lavori incaricato dall’assemblea del condominio; Salvatore Capuozzo, dirigente del Servizio di difesa idrogeologica del Comune. Era il 5 luglio del 2014 quando il quattordicenne Salvatore Giordano morì a seguito della caduta di calcinacci all’interno della Galleria Umberto. Fin da subito si parlò di cattiva manutenzione dell’edificio e della mancanza di interventi urgenti. Quel maledetto giorno il ragazzo stava passeggiando con alcuni coetanei in Galleria quando fu centrato in pieno da pesanti calcinacci. Secondo i magistrati gli indagati rimasero “inerti nonostante i numerosissimi eventi succedutisi negli anni con cadenza pressoché mensile”.
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Cronaca
Pregiudicato di Nocera rapisce il figlio di quattro mesi
“Ha strappato mio figlio dalle braccia di mia madre, poi l’ha colpita con schiaffi e pugni, ed è scappato portando via il bambino in calzamaglia”, è il racconto straziante di una giovane donna che si è vista sottrarre il figlio di quattro mesi. A rapirlo il padre – un noto pregiudicato nocerino – con il quale la donna ha avuta una relazione tormentata, tanto che nel corso dei mesi scorsi ha sporto numerose denunce per percosse e violenze nei suoi confronti. L’epilogo il 21 gennaio scorso, quando A. M. è andato a casa della mamma della compagna e, dopo l’ennesimo litigio per convincerla a ritornare da lui, le ha tolto il bambino. Lunedì, dopo aver tentato invano di rivedere il suo bambino, la donna – assistita dall’avvocato Anna Panariti – ha presentato una prima denuncia ai carabinieri per sottrazione di minore, stalking, percosse e maltrattamenti. Ieri mattina, il secondo esposto è stato depositato in Procura. È una settimana che l’ex compagno è sparito con il piccolo portato via in pigiama. “Come un pazzo ha stretto il piccolo e l’ha portato via – racconta la mamma disperata nella denuncia – sotto casa ad attenderlo c’era il padre in macchina”. La donna disperata ha cercato di dissuaderlo. La signora ha tentato di rincorrerlo poi è andata a casa dei genitori dell’ex compagno per cercare di riprendersi il bambino ma non li ha trovati. “Non mi permettono di vedere il bambino, non rispondono a telefono, mi impediscono ogni forma di contatto con il piccolo. È inconcepibile che si possa separare il figlioletto dalla propria madre e esercitare arbitrariamente i propri diritti che nessuno gli ha mai negato, malgrado ci siano i presupposti per farlo. Questa situazione mi sta creando dolore e sofferenza e sono dovuta ricorrere alle cure dei medici per il forte stato d’ansia”. La donna nella denuncia sporta delinea la personalità del suo ex compagno: “Ha numerosi precedenti penali ed è in cura al Sert per abuso di alcolici e droghe”. La giovane donna teme che il piccolo venga maltrattato, tenuto in condizioni non idonee, non ha neppure i suoi vestitini: “Chiamo ripetutamente il padre del mio ex compagno, ma non mi risponde a telefono”. La 24enne ha raccontato della tormentata convivenza con il padre del figlio: “Ho convissuto con lui alcuni mesi, era violento e quando cercavo di interrompere la relazione lui tornava in modo diverso, quindi ho deciso di dargli una seconda opportunità. Poi sono rimasta incinta. Durante la gravidanza mi schiaffeggiava, mi maltrattava, mi minacciava di strangolarmi. Mi ha picchiato fino al giorno prima che nascesse il bambino”. Dopo la nascita del piccolo, la giovane madre aveva trovato riparo a casa del papà a Vietri, concedendo al compagno di vedere il piccolo a patto che non urlasse e non la trattasse male. Ma così non è stato. “L’unica fissazione è che io torni con lui e il bambino è diventato un mezzo di ricatto. Mi dice “o mi dai il bambino o ti butto giù, ti accoltello a te e tua madre”. E io avevo paura di denunciarlo”.
Rosaria Federico
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Cronaca
Nola insegnante sospeso
La polizia di Nola ha eseguito un’ordinanza interdittiva dall’esercizio delle funzioni, per la durata di sei mesi, nei confronti di R.C. di 60 anni, insegnante nell’Istituto comprensivo di scuola materna ‘D’Arienzo Prisco’ di Tufino. Il provvedimento richiesto dalla Procura della Repubblica di Nola, e’ motivato dai ‘gravi maltrattamenti di minori, attuate all’interno dell’istituto scolastico’. Alcuni genitori degli alunni che frequentavano l’asilo avevano riferito uno stato di profondo malessere psicologico dei propri figli, evidenziatosi con mutismi anomali tutte le volte che si faceva riferimento alla vita scolastica, stati di panico immotivati, improvvise ed anomali incontinenze, insonnie notturne. Le forze dell’ordine hanno registrato alcune giornate ‘didattiche’ della maestra, e servizi di osservazione e di ascolto, che hanno consentito di registrare ‘la sua incredibile condotta educativa’: insulti, volgarita’ nel linguaggio – e’ scritto ancora nel testo del Procuratore Paolo Mancuso – strattoni, mortificazioni, urla, offese ed indifferenza totale ai lunghi pianti provocati, vere proprie percosse nei confronti delle piccole vittime causate da quelle che la Caccavale riteneva mancanze nei suoi confronti per i ritardi nell’esecuzione dei suoi ordini”.
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Cronaca
De Luca avviso di garanzia
Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha ricevuto un avviso di garanzia per falso in atto pubblico. I fatti contestati al governatore risalgono al periodo in cui era sindaco di Salerno e riguardano il progetto dei lavori di piazza della Libertà, di fronte al lungomare salernitano, e la relativa variante che richiese la deviazione di un corso d’acqua.
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Cronaca
Pescheria scarichi illegali
Pugno duro dell’Amministrazione Comunale di Sorrento contro gli scarichi fuorilegge. E’ di ieri la notizia di controlli sul territorio che hanno portato all’individuazione di una pescheria che scaricava le Acque di lavorazione dei prodotti ittici nella rete pluviale e non nella fogna. A stanare lo scarico fuorilegge sono stati Asl Napoli 3-Sud, coadiuvati da personale dell’ufficio Tecnico comunale e da quello della Gori.
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Cronaca
Inchiesta Fuorigioco: ecco tutti i trasferimenti nel mirino della Procura
Ecco l’elenco dei trasferimenti di calciatori finiti al centro dell’indagine della procura di Napoli e per i quali si ipotizzano presunte evasioni fiscali nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari. –
Guglielmo Stendardo, dalla Lazio all’Atalanta (indagati il procuratore Alessandro Moggi e i dirigenti dell’Atalanta Antonio e Luca Percassi). –
Matteo Paro dal Genoa al Bari (indagati Alessandro Moggi, Claudio Garzelli e Giorgio Perinetti dirigenti del Bari). Per il trasferimento dello stesso Paro dalla Juve al Genoa sono indagati Moggi, il presidente del Genoa Enrico Preziosi e lo stesso calciatore. Invece, per la cessione di Paro dal Genoa al Vicenza sono indagati Moggi, Preziosi e l’ad dei grifoni Alessandro Zarbano, e i dirigenti veneti Sergio Cassingena, Massimo Masolo e Dario Cassingena. –
Michele Arcari dall’Aurora Pro Patria al Brescia (indagati Alessandro Moggi, e i dirigenti del Brescia Luigi Corioni e Gianluca Nani) –
Nicola Legrottaglie dalla Juventus al Milan (indagati i procuratori Vincenzo Leonardi e Moggi, i dirigenti dell’epoca della Juve Jean Claude Blanc e Alessio Secco, l’ad del Milan Adriano Galliani. Per il successivo trasferimento dal Milan al Catania sono indagati Aleassandro Moggi e i dirigenti del Catania Sergio Gasparin e Pietro Lomonaco. –
Erion Bogdani dal Chievo al Cesena (indagati i procuratori Alessandro Moggi e Marco Sommella e l’ex presidente del Cesena Igor Campedelli). –
Fabio Liverani dalla Fiorentina al Palermo (indagati Alessandro Moggi, e i dirigenti rosanero Maurizio Zamparini e Rino Foschi). –
Antonio Nocerino dalla Juventus al Palermo (indagati Moggi e i dirigenti del Palermo Zamparini e Foschi) e poi dal Palermo al Milan (per questo trasferimento sono indagati Moggi e Adriano Galliani). Lo stesso Nocerino figura tra gli indagati. –
Juan Fernando Quintero – dall’Atletico Nacional al Pescara (indagati Alessandro Moggi, il presidente del Pescara Daniele Sebastiani e lo stesso Quintero). –
Adrian Mutu – dalla Juve alla Fiorentina (indagati il patron della Fiorentina Andrea della Valle, il ds Pantaleo Corvino e lo stesso Mutu). –
Ciro Immobile – dalla Juve al Genoa (Alessandro Moggi, l’ad del Genoa Alessandro Zarbano e lo stesso Immobile). –
Giuseppe Sculli dalla Juventus al Genoa (indagati Moggi e i dirigenti del Genoa Enrico Preziosi e Alessandro Zarbano). Per il passaggio dello stesso Sculli dalla Lazio al Genoa sono indagati Alessandro Moggi, il presidente della Lazio Claudio Lotito e il dirigente della società romana Marco Moschini). –
Ferdinando Sforzini dall’Udinese al Grosseto (indagati Moggi e Luciano Cafaro amministratore unico del Grosseto). –
Pasquale Foggia dalla Lazio alla Sampdoria (indagati Moggi, i dirigenti della Lazio Claudio Lotito e Marco Moschini, i dirigenti doriani Eduardo Garrone e Umberto Marino e lo stesso Foggia). –
Massimo Oddo dal Milan al Lecce (indagati i procuratori Moggi e Sommella, l’ex ad del Lecce Renato Cipollini e Adriano Galliani). – Francesco Tavano dal Valencia al Livorno (indagati Moggi e Aldo Spinelli, presidente del Livorno). –
Emanuele Calaio’ dal Siena al Napoli (indagati il procuratore Riccardo Calleri, il patron del Napoli Aurelio de Laurentiis, Alessandro Moggi, l’ex patron del Siena Massimo Mezzaroma, l’ex dg Roberto Zanzi e lo stesso calciatore). –
Morgan De Sanctis dal Siviglia al Napoli (indagato il procuratore Federico Pastorello) – Dorian Pabon dall’Atletico Nacional al Parma (indagati il procuratore Calleri e lo stesso calciatore) –
Nicolas Amodio, dal Napoli al Portogruaro (indagato il procuratore Umberto Calaio’) – Domenico Danti dal Siena alla Reggina (indagati Moggi e il presidente della Reggina Lillo Foti). Per il trasferimento dal Vicenza alla Ternana sono indagati Moggi e il dirigente della squadra umbra Francesco Zadotti. –
Cristian Molinaro, dalla Juve al Siena (indagati Moggi, Giovanni Lombardi Stronati ex presidente del Siena e Molinaro). –
Hernan Crespo dal Chelsea all’Inter (indagati il procuratore Fernando Hidalgo e lo stesso calciatore oggi allenatore del Modena). –
Diego Milito, dal Genoa all’Inter (indagati il procuratore Fernando Hidalgo e lo stesso calciatore). –
Cristian Chavez, dal Deportes Talca al Napoli (indagati gli agenti Alejandro Mazzoni e Edoardo Rossetto e lo stesso Chavez). – Ignacio Fideleff dal Newell’s Old Boys al Napoli (indagati i procuratori Leonardo Rodriguez e lo stesso calciatore). –
Ezequiel Lavezzi dal San Lorenzo al Napoli (indagati i procuratori Luis Rossetto, Alejandro Mazzoni e lo stesso Lavezzi). Per il passaggio dal Napoli al Paris Saint Germain è indagato Alessandro Moggi. –
German Denis, dall’Udinese all’Atalanta (indagati il procuratore Leonardo Rodriguez e lo stesso calciatore)
Nel mirino degli inquirenti anche una serie di rinnovi contrattuali. Per l’adeguamento del contratto dell’ex calciatore del Milan Marek Jankulovski sono indagati Alessandro Moggi, l’ad rossonero Adriano Galliani e lo stesso Jankulovski. Per quello del difensore Gabriel Paletta col Parma sono indagati Moggi, i dirigenti del Parma Tommaso Ghirardi e il dg Pietro Leonardi nonche’ lo stesso Paletta.
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Cronaca Giudiziaria
Embrioni al San Paolo, quattro coppie cercano chiarezza: possibili verifiche penali e ispezioni
La vicenda partita da un sospetto scambio di embrione al San Paolo ha spinto quattro coppie a chiedere informazioni ufficiali sul destino dei loro embrioni crioconservati. Le autorità sanitarie valutano verifiche tecniche; la magistratura potrà aprire accertamenti.
Cronaca Nera
Arsenale nel box a Casavatore: gli indizi puntano all’area di Secondigliano
Un fruttivendolo incensurato è stato arrestato dopo il ritrovamento di armi e circa due chili di stupefacente nel box a Casavatore. Le analisi balistiche ora proveranno se quelle armi siano state usate in episodi criminali a Secondigliano.
