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Napoli, spari nel centro storico: domani chiusa via san Sebastiano
Napoli – A distanza di circa tre settimane dalla sparatoria che ha scosso il cuore del centro storico partenopeo, via San Sebastiano torna blindata. Il Comune di Napoli ha disposto il divieto di transito veicolare lungo l’intera arteria a partire dalle ore 07:00 di...
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Torre del Greco celebra 118 anni di storia della Capitaneria di Porto
Il 18 agosto 2026 segna il 118° anniversario dell’istituzione ufficiale della Capitaneria di porto di Torre del Greco, un ente fondamentale per la gestione e la sicurezza delle attività marittime locali. Sebbene il Corpo delle Capitanerie di Porto abbia avuto origine con il Regio...
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Cronaca
CALCIO MALATO: ecco tutti i nomi degli indagati. Ci sono anche Immobile, Lavezzi, De Laurentiis e Lotito
Ecco tutti i nomi degli indagati dalla Procura di Napoli per i reati di evasione fiscale e false fatturazioni. Quarantacinque i dirigenti di societa’ di calcio di serie A e B: Alessandro Moggi, Marco Sommella, Vincenzo Leonardi, Riccardo Calleri, Umberto Calaio’, Leonardo Rodriguez, Fernando Hidalgo, Aleandro Mazzoni, Edoardo Rossetto, Antonio Percassi, Luca Percassi, Claudio Garzelli, Giorgio Perinetti, Luigi Corioni, Gianluca Nani, Sergio Gasparin, Pietro Lo Monaco, Igor Campedelli, Maurizio Zamparini, Rino Foschi, Daniele Sebastiani, Andrea Della Valle, Oronzo Corvino, Alessandro Zarbano, Enrico Preziosi, Luciano Cafaro, Jean Claude Blanc, Alessio Secco, Claudio Lotito, Marco Moschini, Renato Cipollini, Aldo Spinelli, Adriano Galliani, Aurelio De Laurentiis, Tommaso Ghirardi, Pietro Leonardi, Pasquale Foti, Eduardo Garrone, Marino Umberto, Massimo Mezzaroma, Roberto Zanzi, Giovanni Lombardi Stronati, Francesco Zadotti, Sergio Cassingena, Massimo Masolo, Dario Cassingena. Sedici i calciatori: Gustavo German Denis, Quintero, Adrian Mutu, Ciro Immobile, Matteo Paro, Hernan Crespo, Pasquale Foggia, Antonio Nocerino, Marek Jankulovski, Cristian Chavez, Inacio David Fideleff, Ivan Ezequiel Lavezzi, Gabriel Paletta, Emanuele Calaio’, Cristian Molinaro, Rios Pavon, DiegoAlberto Milito.
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Cronaca
CALCIO MALATO. Inchiesta partita dai contratti di Lavezzi e Chavez
L’inchiesta che ha portato ai provvedimenti di oggi nasce con la Guardia di Finanza che nel 2012 nelle sedi del Napoli e della Figc acquisisce i contratti di Ezequiel Lavezzi, ceduto dal Napoli al Psg, e del quasi sconosciuto attaccante argentino Cristian Chavez. Partendo da quella attività, nove mesi dopo, i finanzieri si sono presentati nelle sedi di 41 società di serie A e B per acquisire ulteriore documentazione. Gli investigatori parlarono di un “fenomeno generalizzato” nel calcio italiano, vale a dire la “progressiva ed esasperata” lievitazione degli oneri relativi agli ingaggi dei calciatori. E questo, era l’ipotesi investigativa, avrebbe fatto sì che nel tempo si determinasse una situazione di squilibrio gestionale sul piano economico-finanziario che potrebbe aver spinto le società a compiere una serie di illeciti fiscali. L’attenzione della procura e della Gdf si è concentrata su diversi aspetti della gestione dei club: dalla ricostruzione dei rapporti tra società, procuratori e calciatori alle modalità di trasferimento di questi ultimi; dall’esame dei contratti alle modalità d’inserimento nei bilanci dei giocatori; dalle operazioni di compravendita e rinnovo alla gestione dei diritti d’immagine e dei diritti televisivi; dall’attività’ di scouting ai compensi per i calciatori qualificati come ‘fringe benefit’
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Cronaca
Napoli sangue sulla Tangenziale
Al culmine di una lite scoppiata per un sorpasso, investe un altro automobilista schiacciandogli le gambe tra la sua auto e quella del malcapitato: è successo a NAPOLI, tra via Oreste Salomone e viale Maddalena, nei pressi dell’aeroporto di Capodichino. La vittima, che ha 35 anni, è finita nell’ospedale Cardarelli della città con una prognosi di 30 giorni per fratture a entrambe le gambe. L’aggressore, che di anni ne ha 32 anni, è stato bloccato e denunciato dalla Polizia Municipale per lesioni personali. La manovra del sorpasso, pomo della discordia, è avvenuta mentre i due percorrevano la Tangenziale di NAPOLI. Al termine di un breve inseguimento, colui che si sarebbe trasformato di lì a poco nell’aggressore, ha fermato l’auto dietro quella dell’altro automobilista e poi lo ha investito, schiacciandogli entrambe le gambe. Non contento, infine, è sceso dalla sua vettura e ha preso a calci il ferito, che era a terra.
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Cronaca
Aversa manette per due usurai
La Polizia di Stato ha arrestato ad Aversa (Caserta), su ordine del gip del tribunale di Napoli Nord, Antonietta Zebedeo, 33 anni, e Rosario Sfoco, di 43 anni, con l’accusa di usura aggravata dallo stato di bisogno di alcune delle trenta vittime accertate. Alcune persone, infatti, si sarebbero fatte prestare, a tassi molto elevati, anche piccole somme di denaro, soldi che venivano usati per esigenze primarie. Con i due indagati – finiti agli arresti domiciliari – risulta coinvolta anche una terza persona a cui è stato notificato un obbligo di dimora. A gestire il business illecito la 33enne, moglie di Giuseppe Russo, arrestato con altre persone nel luglio 2015 per spaccio di stupefacenti, facente parte di un gruppo criminale ritenuto vicino al clan camorristico Schiavone di Casal di Principe. Dalle indagini condotte dal Commissariato di Aversa e coordinate dalla Procura di Napoli Nord, è emerso che la donna, già prima dell’arresto del marito, avrebbe curato le attività usuraie, continuando a farlo anche dopo la cattura del coniuge; determinante per le indagini è stato il rinvenimento di un libro-mastro nell’abitazione della donna, cui si sono aggiunte le testimonianze delle vittime
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Cronaca
GF MAXI SEQUESTRO DI GASOLIO DI CONTRABBANDO
Nell’ambito della sistematica attività di contrasto al diffuso fenomeno del contrabbando di carburanti, il Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli ha sottoposto a sequestro oltre 63 mila litri di “olio lubrificante”, pronto per essere illecitamente miscelato e immesso in commercio come gasolio per autotrazione. In particolare, i militari della Guardia di Finanza hanno notato sul tratto autostradale RomaNapoli un autoarticolato con targa spagnola privo di insegne, stranamente “scortato” a breve distanza da una vettura con targa italiana. Gli atteggiamenti sospetti dei rispettivi conducenti portavano i militari a decidere di seguire i due mezzi fino ad una piazzola di sosta situata nella periferia a nord di Napoli. Le successive attività di appostamento hanno consentito di individuare, all’interno del citato piazzale, un’area adibita a deposito di numerosi container nella cui prossimità venivano parcheggiati i mezzi pedinati. Intervenuti sul posto, i militari hanno sottoposto a controllo l’autoarticolato nonché tutte le strutture presenti, rinvenendo nel vano di carico 26 “cubi” in plastica della capacità di 1000 litri cadauno contenenti “olio lubrificante” di contrabbando, così come confermato dagli esami speditivi eseguiti sul posto. Il carico illecito era scortato da documentazione fittizia attestante una destinazione della merce non veritiera nonché una diversa tipologia di prodotto trasportato. Le successive attività svolte nell’area di parcheggio consentivano di reperire ulteriori 9.000 litri di prodotto occultati all’interno di un secondo autoarticolato nonché tre serbatoi collegati a diversi dispositivi elettro-meccanici, assemblati allo scopo di creare un vero e proprio distributore di prodotto di “contrabbando”. L’ulteriore analisi della documentazione rinvenuta a bordo dell’autoarticolato permetteva di portare alla luce altre due aree di parcheggio sempre nella periferie partenopea nelle quali venivano trovati oltre 26.000 litri del medesimo prodotto energetico nonché 2.500 litri di olio lubrificante già suddiviso in confezioni pronte per essere immesse in vendita in totale evasione di imposta. Al termine delle attività i quattro responsabili identificati venivano deferiti a piede libero alla competente Autorità Giudiziaria, per le specifiche violazioni di carattere penale in materia di accise. Tutto il prodotto sequestrato, una volta miscelato attraverso specifiche e complesse operazioni, sarebbe stato clandestinamente immesso in commercio come carburante per autotrazione attraverso “l’impianto di distribuzione” abusivo scoperto ed avrebbe fruttato alla compagine contrabbandiera un guadagno illecito per oltre 200 mila euro, con la corrispondente evasione di tutti i relativi tributi dovuti all’Erario per 80 mila euro
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Cronaca
CALCIO MALATO: in corso l’operazione Fuorigioco
La Guardia di Finanza sta eseguendo un decreto di perquisizione e sequestro nei confronti di 64 persone tra cui massimi dirigenti, calciatori e procuratori di squadre di calcio di serie A e B. L’ipotesi di reato è evasione fiscale e false fatturazioni. L’inchiesta è condotta dai pm della procura di Napoli Danilo De Simone, Stefano Capuano e Vincenzo Ranieri, coordinati dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli. Tra le decine di indagati nell’indagine della procura di Napoli, che ha portato al sequestro di beni per circa 12 milioni, ci sarebbero l’Ad del Milan Adriano Galliani, il numero uno della società partenopea Aurelio De Laurentiis, il presidente della Lazio Claudio Lotito, l’ex presidente e Ad della Juventus Jean Claude Blanc. Tra i calciatori, indagati anche il Pocho Lavezzi e l’ex Giocatore Crespo. Coinvolti, infine, diversi procuratori, tra cui Alessandro Moggi. La Guardia di Finanza si è presentata a Casa Milan alle 8.30 e sta acquisendo documenti.
EVASIONE FISCALE – L’esistenza di un radicato sistema finalizzato ad evadere le imposte, posto in essere da 35 società calcistiche di serie A e B nonchè da oltre un centinaio di persone fisiche, tra calciatori e loro procuratori emerge, secondo il procuratore aggiunto di Napoli, Vincenzo Piscitelli dall’operazione ‘Fuorigioco’. In particolare, il meccanismo fraudolento architettato per sottrarre materia imponibile alle casse dello Stato italiano è stato adottato nel contesto delle operazioni commerciali sulla compravendita di calciatori. L’inchiesta era partita nel 2012 ipotizzando delle presunte violazioni fiscali commesse sia dalle società sia dai procuratori e dai calciatori nell’ambito di operazioni di acquisto e cessione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori stessi.
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Cronaca
Il boss pentito: “Così evitai l’incendio del camper di Aliberti”
Consigliere dei “guaglioni” a Scafati, oltre che per gli affari criminali anche per le vicende politiche: Pasquale Loreto era il punto di riferimento del figlio Alfonsino e dei suoi amici Luigi e Gennaro Ridosso. Da lui, in località protetta, andavano spesso i Ridosso, finanche Romolo, il capo del clan. E Pasquale Loreto, oltre a dare consigli criminali “dispensava” anche strategie politiche. Il figlio e i suoi amici facevano riferimento a lui. Nel 2008 Pasquale Loreto viveva in Toscana e Alfonso con i Ridosso andavano spesso da lui, tanto da riferirgli molti particolari della vita sociale e politica della città d’origine. E i consigli di Loreto erano sempre ascoltati. Quell’anno si votava per le amministrative, anche i clan erano in fermento e ognuno aveva i suoi riferimenti politici. “Durante le votazioni del sindaco di Scafati, – racconta Loreto in un verbale del 2011 – loro appoggiavano ed erano molto amici, ci ho parlato anch’io qualche volta al telefono, Lupo: un commerciante di Scafati che sta in politica; loro appoggiavano questo Lupo. Lello Lupo si chiama ed ha una ditta di prodotti ortofrutticoli e che poi non è salito per una manciata di voti mentre durante questa campagna elettorale, il fratello del sindaco attuale, per la campagna elettorale, viaggiava in auto con un membro della famiglia di Francesco Sorrentino, “’o campagnuolo”». Tra i Sorrentino e i Ridosso, in quel momento non correva buon sangue, c’erano stati dei contrasti interni e allora i Ridosso e Alfonsino Loreto avevano pensato bene che la contesa politica – Lupo e Aliberti erano in schieramenti contrapposti – potesse essere un pretesto per affermare il proprio predominio. “I ragazzi vennero da me, comunque mi venivano a trovare anche casualmente, veniva anche Gennaro (Ridosso) e passavano anche per dire cose non illecite. Un giorno – racconta Loreto -, mio figlio con Gennaro mi vennero a trovare e mi dissero che volevano incendiare, durante la campagna elettorale, il camper che il sindaco di Scafati aveva allestito per la propaganda elettorale; mi sembra era con la scritta Pdl vicino e loro avevano deciso di incendiarlo”. Ma Loreto capì che un episodio del genere sarebbe stato disastroso, avrebbe attirato l’attenzione delle forze dell’ordine e ogni sforzo per controllare il territorio sarebbe andato perso. Consigliò ai ragazzi di desistere: “Dissi di no e dissi di ascoltarmi perché, gli dissi: nel momento in cui si incendia il camper del candidato sindaco, succede la rivoluzione con una miriade di carabinieri e, quindi, era una cosa non fattibile”. I Ridosso desistettero. Aliberti fu eletto per la prima volta sindaco di Scafati. Raffaele Lupo in quegli anni era consigliere provinciale con il centrodestra, travolto poi da un’indagine per false fatturazioni con la Scafatese calcio ha lasciato anni la politica. Ma in quegli anni Pasquale Loreto, collaboratore di giustizia dal 1994, era inserito a pieno titolo nel contesto criminale scafatese.
Rosaria Federico
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Cronaca
Cosentino trattato come un boss
Per un anno intero, 23 ore su 24, sono rimasto chiuso in una cella, senza aver possibilità di andare in biblioteca o in palestra, con un’ora di aria al giorno, trattato come i boss di camorra, che anzi hanno avuto un trattamento migliore del mio”. Ripercorre la sua lunga detenzione – oltre 2 anni e mezzo di carcerazione preventiva con un intervallo di cinque mesi – l’ex sottosegretario del Pdl Nicola Cosentino al processo in cui è imputato al tribunale di Santa Maria Capua Vetere; lo fa durante il controesame dei suoi avvocati Agostino De Caro e Stefano Montone. “Mi costituì al carcere di Secondigliano (Napoli) nel marzo 2013, quando si insediò il nuovo Parlamento e decaddi dalla carica di deputato perdendo l’immunità; avrei potuto fuggire, come hanno fatto, peraltro sbagliando, numerosi parlamentari, penso a Matacena; e avrei potuto anche candidarmi con altri partiti, tra cui i Radicali che mi chiesero di farlo, ma non accettai perché il mio partito era Forza Italia e volevo difendermi nel processo”.
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Cronaca
Francesco Schettino finisce al Pronto Soccorso
Nottata al pronto soccorso di Sorrento (Napoli) per Francesco Schettino, a causa di un lieve disturbo fisico, per il quale è stato curato in ospedale: l’indisposizione lo ha costretto a rinunciare ad essere stamani a Grosseto a udienze di altri processi, sempre relativi al naufragio della Costa Concordia (32 morti), dove è imputato per reati contravvenzionali. Stamani il suo difensore, avvocato Donato Laino, ha presentato al giudice un certificato medico. I procedimenti ancora aperti a Grosseto sono due. In un processo la procura accusa Schettino di aver violato la normativa (l. 271) su salute e sicurezza dei marittimi a bordo delle navi mercantili – nel caso specifico la nave Concordia -, in particolare riguardo al rispetto di norme relative alla preparazione per la gestione delle emergenze. In un altro processo Schettino è imputato di deturpamento dell’ambiente dell’isola del Giglio poiché il relitto della Concordia rimase a lungo sui fondali dopo il naufragio del 13 gennaio 2012. In questo erano coimputati anche i collaboratori di plancia di Schettino sulla Costa Concordia, gli ufficiali Ciro Ambrosio e Silvia Coronica, e il timoniere Jacob Rusli Bin. Ma i tre hanno oblato e sono usciti dal processo. Tuttavia, rimanendo Schettino unico imputato, il giudice monocratico Gian Marco De Vincenzi potrebbe riunire i due procedimenti in un unico processo. Finora i due processi stanno andando avanti di pari passo, e anche le udienze vengono fissate lo stesso giorno davanti allo stesso giudice. Prossima doppia udienza, a Grosseto, il 7 marzo.
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Cronaca
Avellino, video hard: estorsione ad una donna, 39enne in manette
Avellino. Adesca una donna sul web, la filma e poi le chiede soldi per non diffondere il video hard: arrestato per estorsione un 39enne di Avellino. L’ha conosciuta sul web e dopo averla incontrata e aver consumato con lei un rapporto sessuale, l’ha filmata e minacciata di diffondere il video chiedendole denaro. La donna prima si è spaventata, ma poi si è rivolta ai carabinieri che hanno individuato e arrestato l’uomo per estorsione un 39enne di Aiello del Sabato, in provincia di Avellino. Il ricattatore è stato bloccato dai militari della Stazione di Atripalda ai quali si era rivolta la vittima raccontando che i due si erano conosciuti circa un mese prima su un social network: la donna aveva accettato la richiesta di amicizia ed avevano cominciato a frequentarsi virtualmente sul web, piacendosi a vicenda. Dopo qualche giorno si erano incontrati ad Atripalda nei pressi di un centro commerciale. Poi il rapporto sessuale presso l’abitazione della donna e le riprese con lo smartphone all’insaputa della signora. Dopo pochi giorni la seconda parte del suo piano diabolico: adducendo problemi economici, l’uomo aveva contattato la donna chiedendole qualche centinaia di euro. Al diniego ricevuto sono iniziati svariati messaggi minacciando di rendere pubblica la loro storia extraconiugale, diffondendo il video anche su Internet. Dopo l’angoscia iniziale, la donna ha collaborato con i carabinieri fingendo di cedere alla richiesta di quell’uomo, già noto alle forze dell’ordine. All’appuntamento per la consegna della busta con i soldi, però, si sono recati anche i militari che hanno assistito alla scena: il 39enne si è, infatti, impossessato del denaro che la donna aveva lasciato sotto il tappeto della porta d’ingresso di un esercizio commerciale. A quel punto l’uomo è stato bloccato. In casa è stato anche recuperato il cellulare con il quale aveva ripreso l’incontro sessuale e inviato i messaggi minatori.
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Cronaca
Omicidio Nuvoletta, il boss Zagaria condannato all’ergastolo
Napoli/Caserta. La quarta Corte d’Assise di Napoli ha condannato all’ergastolo il boss dei Casalesi, Michele Zagaria, come richiesto dal pm Alessandro D’Alessio nel corso di una lunga requisitoria, per l’omicidio di Ciro Nuvoletta, uicciso il 12 giugno del 1984. Quel giorno un commando di sicari con il volto coperto da passamontagna arrivo’ davanti a una villa-bunker a Marano, in localita’ Poggio Vallesana, armato di pistole e lupara. Appena fuori da tre automobili, fecero fuoco. Lungo il viale della villa c’era Nuvoletta, 38 anni, sposato e con quattro figli. Fu ferito prima a un braccio, poi inseguito e finito. Il clamoroso agguato segno’ l’inizio dell’asecesa dei cartelli di Caserta, che da quel momento divennero autonomi rispetto alle cosche dei cosiddetti ‘napoletani’. Ciro era il fratello di Lorenzo, che per decenni e’ stato uno dei boss più’ importanti e ricchi d’Italia, alleato fedele di Salvatore Riina all’epoca delle stragi di mafia. Alla base della sentenza anche le dichiarazioni del pentito Antonio Iovine, l’ex capoclan soprannominato ”o ninno’ che ha intrapreso la via della collaborazione con lo Stato. “C’ero anche io nel commando che assali’ Poggio Vallesana, io con Michele Zagaria, eravamo nella stessa automobile. Quello fu per me il battesimo di sangue”, disse in aula Iovine.
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Cronaca
Concussione sessuale, assolto l’ex sindaco di Castel Volturno Francesco Nuzzo
Caserta. Il gip di Santa Maria Capua Vetere Gabriella Casella ha scagionato dall’accusa di concussione sessuale l’ex sindaco di Castel Volturno (Caserta), Francesco Nuzzo, magistrato in pensione che ha svolto buona parte della sua attività professionale a Cremona, città dove abita. La richiesta di archiviazione, su cui si è pronunciata il magistrato, era stata presentata dal pubblico ministero Carlo Fucci il 9 maggio 2012. Il procedimento a carico di Nuzzo, difeso dall’avvocato Giuseppe Stellato, nacque dall’inchiesta della Dda di Napoli che nel novembre 2010 indagò Nuzzo per concorso esterno in associazione camorristica, in relazione a presunti legami con il clan dei Casalesi avuti mentre era sindaco; dall’accusa Nuzzo fu però assolto mentre è stato condannato nel settembre 2014 ad un anno di carcere con pena sospesa, per il reato di abuso di ufficio e falso, ma senza l’aggravante mafiosa, che pure era stata contestata inizialmente dalla procura antimafia. Altre ipotesi di reato comune, tra cui la concussione sessuale, furono stralciate e gli atti inviati al tribunale di Santa Maria Capua Vetere; tale accusa si basava su una conversazione tra Nuzzo e il suo autista captata in auto, in cui si parlava genericamente di prestazione sessuali, ma il pm Fucci quasi immediatamente non ha ritenuto rilevanti gli elementi raccolti chiedendo l’archiviazione. (fonte ansa)
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Cronaca Giudiziaria
Embrioni al San Paolo, quattro coppie cercano chiarezza: possibili verifiche penali e ispezioni
La vicenda partita da un sospetto scambio di embrione al San Paolo ha spinto quattro coppie a chiedere informazioni ufficiali sul destino dei loro embrioni crioconservati. Le autorità sanitarie valutano verifiche tecniche; la magistratura potrà aprire accertamenti.
