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Campi Flegrei: la Regione Campania sblocca 1 milione per sostegno alle famiglie sgomberate dopo il sisma
A seguito del sisma che ha colpito l’area dei Campi Flegrei il 31 luglio scorso, la Regione Campania ha preso una decisione concreta per sostenere le famiglie sfollate. Con un decreto emesso dalla Direzione generale della Protezione Civile lo scorso 17 agosto, è stato...
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Napoli, spari nel centro storico: domani chiusa via san Sebastiano
Napoli – A distanza di circa tre settimane dalla sparatoria che ha scosso il cuore del centro storico partenopeo, via San Sebastiano torna blindata. Il Comune di Napoli ha disposto il divieto di transito veicolare lungo l’intera arteria a partire dalle ore 07:00 di...
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Cronaca
Rubava il resto dei biglietti ferroviari dalle macchinette: denunciato
Manometteva le macchine self service per intascare danaro a spese dei viaggiatori, ma è stato individuato e denunciato. A scoprirlo gli agenti del comando dei carabinieri di Casoria che, su segnalazione del personale ferroviario di protezione aziendale, sono risaliti al colpevole. Il sistema adottato per entrare in possesso del resto erogato dalle emettitrici automatiche di biglietti era di ostruire l’apposita fessura per recuperare, quando il viaggiatore si allontanava pensando a un guasto della macchina, il danaro che la self service aveva invece emesso regolarmente. L’uomo, che ha portato a segno i suoi colpi a dicembre nelle stazioni di Aversa, Sant’Antimo, Frattamaggiore e Casoria, oltre ad aver di fatto frodato e derubato i viaggiatori, come sottolinea una nota, ha causato danni materiali e d’immagine a Trenitalia. L’uomo, denunciato all’autorità giudiziaria, è ora in attesa di giudizio.
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Cronaca
Arrestato scassinatore seriale di biglietterie automatiche di Trenitalia
Si era specializzato in colpi alle biglietterie automatiche di Trenitalia, manomettendole e intascando i soldi dei passeggeri. Un’abilità che, dal novembre scorso, gli ha consentito di mettere a segno ben 5 colpi in vari comuni del Napoletano: Frattamaggiore, Sant’Antimo, Sant’arpino e Casoria. L’autore dei furti è un 40enne di Castellammare di stabia, già noto alle Forze dell’Ordine, fermato e denunciato oggi dai carabinieri di Casoria. Dopo aver scassinato le biglietterie automatiche in due occasioni, l’uomo ha escogitato un sistema tale che gli consentisse di deviare il flusso di monete che la macchina eroga come resto così da intascare più facilmente il denaro in spiccioli privandone chi faceva regolarmente il biglietto. Molti passeggeri hanno segnalato il problema allo sportello di Trenitalia che ha inviato tecnici per la manutenzione. Di qui la scoperta del trucco: un bastone di legno, inserito all’interno dell’apparecchiatura e invisibile all’esterno, che deviava il flusso di monete. L’azienda ha sporto denuncia presso la stazione carabinieri di Frattamaggiore che hanno avviato le indagini e ricostruito la dinamica dei furti. Identificato, l’uomo è stato denunciato in stato di libertà per danneggiamento.
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Cronaca
Incendiata l’auto di un consigliere comunale di Casamarciano
Ignoti hanno incendiato, nella notte, l’auto di un consigliere comunale a Casamarciano all’interno del box situato sotto l’abitazione dell’esponente della maggioranza guidata dal sindaco Andrea Manzi. L’episodio, denunciato dal consigliere Giuseppe Castellano, eletto in una civica di centrosinistra, segue l’atto intimidatorio ai danni del sindaco, la cui vettura fu incendiata nei pressi della propria abitazione lo scorso ottobre, e la lettera minatoria ricevuta da un altro consigliere di maggioranza a novembre. Secondo quanto reso noto dagli stessi amministratori di maggioranza, il consigliere, i tre figli, tutti minori, e la moglie, sono stati costretti a lasciare l’abitazione scendendo da una scala poggiata al balcone situato al primo piano, in quanto le fiamme impedivano di poter raggiungere l’ingresso. L’auto di Castellano é andata completamente distrutta, mentre il box é rimasto danneggiato. Nei giorni scorsi un altro consigliere comunale di maggioranza aveva denunciato il tentato furto dell’auto, trovata danneggiata e forzata.
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Cronaca
Tenta di salire su un aereo per Londra con documenti falsi insieme ad un giovane albanese: arrestata 50enne
Gli agenti della Polizia di Frontiera dell’Aeroporto di Capodichino di Napoli, nell’ambito di verifiche tese a contrastare l’immigrazione irregolare, hanno arrestato nei giorni scorsi nell’aeroporto partenopeo, una italiana, Rosaria Veneruso, 50 anni, di Torre del Greco, con l’accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e possesso di documenti falsi validi per l’espatrio, in concorso con il cittadino albanese Esuel Katolina, di 19 anni. La donna ha tentato di imbarcarsi sul volo Napoli-Londra, fingendosi madre del ragazzo per il quale ha mostrato agli agenti una carta d’identità contraffatta, risultata effettivamente rilasciata al figlio minorenne. I due arresti, frutto delle attività di prevenzione e repressione dei fenomeni migratori irregolari, anche verso Paesi europei, intensificati dopo i redenti attentati terroristici, si aggiungono ad altri due provvedimenti restrittivi presi, nei giorni successivi, nei confronti dei cittadini albanesi Fatjion Toshi, 40 anni, e Adelo Lici, 22 anni, entrambi bloccati mentre erano in partenza per Londra e risultati in possesso di documenti falsi validi per l’espatrio. Per Rosaria Veneruso è stato disposto l’obbligo di firma bisettimanale nel commissariato di Torre del Greco mentre il giovane di 19 anni è stato condannato a 10 mesi di reclusione (pena sospesa). I due albanesi sono in attesa di essere giudicati.
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Cronaca
Marchi contraffatti, sequestro della Finanza nella zona industriale di Caserta
“Boss”, “Prada” e “Dolce & Gabbana”: sono solo alcuni dei marchi contraffatti, rinvenuti dai militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Aversa nell’ambito di un’operazione volta a smascherare il commercio illecito di prodotti falsi. Le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro oltre 80 mila confezioni da 50 ml di profumi contraffatti, riportanti i marchi delle note “griffe”, privi della prescritta autorizzazione del loro utilizzo, il cui valore commerciale ammonta a circa un milione di euro. L’attività di servizio è scaturita da un controllo finalizzato al riscontro della regolarita’ della merce posta in vendita da una societa’ ubicata nella zona industriale di Carinaro, in provincia di Caserta, avente per oggetto dell’attivita’ il commercio all’ingrosso di saponi e detersivi. Nel corso delle ispezioni dei locali dell’impresa, i Finanzieri hanno constatato la presenza di un ingente quantitativo di colli, muniti di cartellino descrittivo, contenenti profumi riportanti, sotto l’indicazione delle note marche, la dicitura “marchio e/o nome altrui usato in funzione descrittiva per l’individuazione della fragranza” ovvero “pubblicita’ comparativa”.Benche’ sia chiaro che non sono originali, recenti sentenze della Cassazione equiparano questi prodotti a quelli “taroccati”. Cio’ al fine di evitare di generare confusione sui mercati in ordine all’utilizzo dei marchi, alle denominazioni commerciali ed all’effettiva origine dei prodotti. In merito alla vicenda e’ stata informata la Procura della Repubblica di Napoli Nord, poiche’ sono state ravvisate, a carico del rappresentante legale dell’attivita’ commerciale dove i prodotti contraffatti sono stati rinvenuti, le ipotesi di reato di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi evendita di prodotti industriali con segni mendaci. La contraffazione ed il commercio di prodotti insicuri danneggiano il mercato, sottraggono opportunita’ e lavoro alle imprese che rispettano le regole, mettendo, tra l’altro, in pericolo la salute dei consumatori.Nel 2015 sono stati effettuati 144 interventi, nel corso dei quali sono stati denunciati 97 responsabili e sottoposti a sequestro circa un milione di prodotti contraffatti. I numerosi risultati di servizio conseguiti nello specifico settore testimoniano quanto sia sempre alta l’attenzione del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta nel programmare mirati interventi per la repressione delle violazioni delle leggi, non solo finanziarie, a tutela dei consumatori e degli onesti commercianti.
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Cronaca
Droga:spaccia anfetamine, pusher cinese preso a Terzigno
Un cinese di 53 anni è stato arrestato dai carabinieri a Terzigno che lo hannon sorpreso mentre vendeva un grammo di anfetamina. In casa dell’extracomunitario i militari hanno scoperto altri altri 3,6 grammi di quello stupefacente, divisi in dosi, oltre a due bilancini di precisione e vario materiale per il confezionamento delle dosi. Il cinese è finito ai domiciliari, in attesa di essere giudicato con il rito direttissimo.
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Cronaca
Boscoreale: sequestrato dalla Finanza sito di stoccaggio abusivo di rifiuti speciali
Nel quadro dell’intensificazione dei servizi di prevenzione generale e controllo economico del territorio con particolare attenzione al fenomeno dell’abbandono incontrollato e dello smaltimento dei rifiuti mediante accensione di roghi, finanzieri del comando provinciale della guardia di finanza di Napoli hanno scoperto e contestualmente sequestrato, nel comune di Boscoreale (Na), una vasta area, circa 1.000 metri quadrati, utilizzata per la discarica e la gestione abusiva di rifiuti speciali non pericolosi. In particolare, i finanzieri del gruppo di Torre Annunziata hanno individuato un sito di stoccaggio abusivo ove erano presenti circa 50 tonnellate di rifiuti speciali tra cui vecchi elettrodomestici, pneumatici, rifiuti sartoriali, detriti provenienti dalla demolizione di edifici, tappeti di asfalto nonche’ un escavatore e una pala meccanica. La presenza dei due mezzi meccanici per il movimento terra lascerebbe pensare che il responsabile stesse cercando di occultare i rifiuti sotterrandoli, operazione scongiurata dall’immediato intervento dei militari delle fiamme gialle oplontine. Al termine del servizio, il responsabile dell’illecita attivita’, un cittadino di scafati di 54 anni, e’ stato denunciato alla procura della repubblica presso il tribunale di torre annunziata, per la gestione di rifiuti non autorizzata, mentre l’intera area adibita a discarica abusiva e’ stata sottoposta a sequestro. Il servizio odierno rientra nell’ambito dell’attivita’ info- investigativa svolta dalle fiamme gialle sul territorio a seguito dell’emergenza dei roghi dei rifiuti tossici in campania e del gravissimo impatto ambientale che questi hanno sull’intera collettivita’.
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Cronaca
Falsa dottoressa curava i cinesi: sequestrato ambulatorio a Terzigno
Terzigno (Napoli). I Carabinieri della Stazione di Terzigno insieme a colleghi del Nas, hanno scoperto un ambulatorio medico clandestino gestito da una donna 38enne di cinese, allestito in pessime condizioni igienico sanitarie in una abitazione privata. I militari hanno trovato medicinali (italiani e cinesi), lettini di fortuna, attrezzature mediche di ogni sorta lasciate sul pavimento, tra cui apparecchi per elettrocardiogramma, per la pressione, per la somministrazione di flebo, nonché attrezzi chirurgici, centinaia di farmaci, materiale medico vario e molto altro. La donna e’ stata denunciata per esercizio abusivo della professione medica, gestione di ambulatorio medico senza autorizzazione sanitaria, immissione sul territorio nazionale di farmaci senza autorizzazione. Al momento dell’irruzione i carabinieri hanno trovato una giovane donna ‘ricoverata’ su una sdraio, alla quale stavano somministrando una flebo con un antibiotico. In quell’area e’ fortissima l’attività di contrasto dell’Arma agli opifici clandestini gestiti spesso da extracomunitari cinesi. Proseguono le indagini per far luce su eventuali complici, soprattutto nell’approvvigionamento di farmaci italiani (somministrabili solo su prescrizione medica) e cinesi contrabbandati.
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Cronaca
Ex pentito del clan Sarno ucciso in un agguato a Ponticelli
Napoli. Ex collaboratore di giustizia ucciso in un agguato alla periferia orientale di Napoli. Si tratta del trentaquattrenne Davide Montefusco, con piccoli precedenti penali, alcuni anni fa ritenuto vicino al clan Sarno, uno dei primi pentiti di questa organizzazione criminale attiva nel quartiere Ponticelli. L’omicidio e’ avvenuto nel pomeriggio in viale Margherita. Secondo una prima ricostruzione fatta dalla polizia, l’uomo era alla guida della sua auto quando e’ stato affiancato dai sicari, in sella ad uno scooter, che gli hanno sparato contro numerosi colpi di arma da fuoco. Per l’ex collaboratore di giustizia non c’e’ stato scampo.
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Cronaca
Cusano Mutri: si era prostituita ma aveva denunciato stupro
Aveva fatto arrestare cinque giovani accusandoli di averla violentata ripetutamente ma dopo dieci mesi di indagini i carabinieri hanno scoperto la verità: i rapporti c’erano stati, ma erano a pagamento. Così alla donna, una estetista di 36 anni, e al suo ‘compare’, è stato notificata un’ordinanza di obbligo di dimora emessa dalla Procura della Repubblica di Benevento coordinata da Giovanni Conzo. A notificarla, oggi, sono stati i militari dell’Arma. I fatti risalgono al 9 aprile dello scorso anno, quando cinque giovani vennero arrestati per il presunto stupro che, in base alla denunciante, era avvenuto in un’abitazione di Cusano Mutri, in provincia di Benevento.
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Cronaca
Vendeva polizze false sfruttando il nome di Raciti: denunciato 37enne torrese
Torre del Greco. La polizia Postale di Napoli ha denunciato un 37enne di Torre del Greco, specializzato nella vendita di false polizze assicurative sul territorio campano. Per mettere in atto la sua attivita’ utilizzava, senza scrupolo, utenze mail e telefoniche intestate fittiziamente a terzi, tra le quali gli investigatori hanno scoperto anche una intestata al defunto Ispettore Capo della Polizia di Stato Filippo Raciti, scomparso tragicamente nel febbraio del 2007 in occasione dell’incontro di calcio Catania-Palermo, vittima di un assalto alle Forze dell’Ordine organizzato da un gruppo di ultras etnei nei pressi dello stadio. Alle sue vittime, il truffatore campano si presentava ben vestito e di bell’aspetto, per rendersi quanto piu’ affidabile, affermando di operare per conto di note Compagnie assicuratrici. L’uomo era solito incontrare gli ignari clienti presso bar e locali pubblici della citta’ e dell’hinterland napoletano, e dopo una convincente conversazione, li induceva a stipulare contratti assicurativi, in realta’ inesistenti, fornendo loro un contatto telefonico intestato al defunto Ispettore Raciti, per il prosieguo delle trattative. I clienti, una volta siglati i falsi contratti di assicurazione, si accorgevano della truffa solo allorquando, consultati i portali web del Ministero dei Trasporti, si rendevano conto che il loro veicolo era sprovvisto di copertura assicurativa.
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Cronaca
Scacco al clan Commisso di Gioia Tauro: scoperti i rapporti con gli Aquino-Annunziata
Reggio Calabria. Legami tra a ndrangheta calabrese e i clan della Provincia di Napoli: vasta operazione della Polizia di Stato in Calabria. I poliziotti della Squadra mobile di Reggio Calabria e del Servizio Centrale Operativo coordinati dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria hanno eseguito 14 arresti e perquisizioni nei confronti di soggetti ritenuti legati a cosche della ‘ndrangheta. 14 sono gli arresti e decine le perquisizioni nell’entroterra reggino, fra Gioiosa Ionica, Rosarno, Siderno. Per tutti l’accusa è di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, con ramificazioni accertate in Costa d’Avorio, Belgio e Venezuela. L’operazione, denominata Apegreen, ha permesso di ricostruire il ruolo della cosca Commisso di Siderno nel settore del narco-traffico internazionale. Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi figurano, oltre al boss detenuto Giuseppe Commisso, 69enne, i suoi attuali broker di riferimento ed altri personaggi legati alla potente cosca Pesce di Rosarno e alla cosca Ursino di Gioiosa Ionica. Scoperti gli approvvigionamenti dei Commisso agli Aquino-Annunziata di Boscoreale, in provincia di Napoli. Arrestato anche un poliziotto in servizio nel Porto di Gioia Tauro che si occupava dei rapporti con la cosca boschese. Un flusso ininterrotto di cocaina dal Venezuela verso la Calabria in sinergia con la cosca dei Pesce di Rosarno, particolarmente influente sul porto di Gioia Tauro, porta d’ingresso della droga. A gestirlo la cosca dei Commisso, operativa sulla costa opposta della Calabria, quella ionica, ma con diramazioni in tutta Italia, Belgio, Costa d’Avorio e Venezuela. A scoprirlo sono stati gli investigatori della squadra mobile di Reggio Calabria e dello Sco di Roma, coordinati dalla Dda reggina, che hanno arrestato 14 persone – sei ai domiciliari – tra i quali il boss indiscusso della cosca, Giuseppe Commisso, detto “u mastro”, 69 anni, già detenuto al carcere duro dopo l’arresto del 2010 nell’operazione Crimine, ma anche un agente di polizia in servizio nel porto di Gioia Tauro. L’operazione, secondo il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho ed il suo aggiunto Nicola Gratteri, ha avuto il merito di dimostrare che anche i Commisso trafficavano cocaina, sfatando così quella che Gratteri ha definito “la leggenda secondo la quale i Commisso non si sarebbero sporcati le mani con la droga” ottenendo, per questo, “un apprezzamento da parte di una certa borghesia ionica”. “Mi chiedo ora come si relazionerà in futuro questa borghesia nei confronti della famiglia mafiosa”, è stato il commento del magistrato. A dare il via all’inchiesta della Dda reggina, le intercettazioni ambientali eseguite all’interno della lavanderia Apegreen – da qui il nome dell’operazione – di Siderno, base operativa di Commisso. Cimici che hanno fornito un inarrestabile flusso di notizie che, fin dal 2010, a detta degli investigatori, hanno ridisegnato la storia della ‘ndrangheta portando alla luce le innovazioni criminali determinate soprattutto dall’avvento del traffico di sostanze stupefacenti con l’America. Tra i suoi collaboratori c’era anche il sovrintendente della polizia Gian Luca Castagna. Era lui, infatti, secondo l’accusa, che forniva alla cosca le informazioni sulle movimentazioni dei container nel porto di Gioia Tauro consentendo di eludere i controlli. Ma non solo. Il poliziotto avrebbe anche partecipato direttamente a consegne di droga agli acquirenti, tra i quali Francesco Fattoruso, esponente del clan camorristico Aquino-Annunziata di Boscoreale, trovato cadavere il 26 marzo 2014 nella sua auto distrutta dalle fiamme. E da lui avrebbe ricevuto anche il pagamento in contanti dello stupefacente, tanto che, intercettato durante uno dei viaggi di ritorno, si lamentava che alcune banconote puzzavano di muffa.
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