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Sangineto, pestaggio mortale all’esterno di una discoteca: individuati i responsabili, due fratelli di 22 e 24 anni in custodia.
Sangineto, due fratelli arrestati per l’omicidio di un buttafuori:...
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Cava-Sant’Egidio: denuncia l’amico per violenza ed estorsione
Cava/Sant’Egidio del Monte Albino. Una serata particolare, tra sesso e alcol, al centro di un’indagine della Procura di Nocera Inferiore. Protagonisti due uomini: un 22enne di Sant’Egidio del Monte Albino e un 36enne di Cava de Tirreni. Il primo indagato per violenza sessuale e estorsione, il secondo presunta vittima. Una denuncia che in pochi giorni ha portato il pm Roberto Lenza a chiedere una perizia tecnica su un telefono cellulare: quello con il quale è stato girato un video hot nel quale sarebbero impresse le immagini dell’amplesso amoroso tra i due, e usato come arma di ricatto. Una storia iniziata mesi fa e che all’inizio di febbraio ha avuto uno strano epilogo. La contesa sulla cancellazione del video ‘incriminato’, avvenuta durante un incontro a Cava, si è conclusa con l’aggressione da parte di sette persone ai danni del 22enne santegidiese. Botte da orbi per il ragazzo accusato di chiedere soldi per evitare la divulgazione delle immagini. Sesso, alcool, e incontri segreti tra i due -il cavese guardia giurata, l’altro con l’aspirazione di diventarlo – tutti racchiusi in un fascicolo d’inchiesta ora al vaglio della Procura nocerina. Con il ruolo di vittima e carnefice che si ribalta più volte, secondo le versioni offerte dai due protagonisti. A chiarire cosa sia accaduto durante e dopo quell’incontro segreto sarà il perito della Procura che dovrà estrapolare il video dell’incontro dal cellulare e descrivere le immagini, questo per verificare se vi siano state costrizioni nel rapporto sessuale tra i due e se vi fossero altre persone presenti in quella serata particolare. Poi, in base agli elementi che saranno acquisiti nel corso delle indagini, bisognerà accertare se la ‘prova’ dell’incontro sia servita come arma di ricatto e se il 22enne abbia preso dei soldi per evitare la divulgazione della registrazione.
Secondigliano: la polizia rimuove le barriere degli spacciatori
Numerose barriere collocate per proteggere l’ attività degli spacciatori di droga sono state rimosse dalla Polizia in via Limitone Arzano nelle cosiddette Case Celesti del quartiere Secondigliano. Gli agenti del Commissariato Secondigliano sono intervenuti con i poliziotti del Reparto Prevenzione Crimine Campania, del Reparto Mobile e con il supporto tecnico dei Vigili del Fuoco. Una squadra di dipendenti dell’ Asìa si è infine occupata di smaltire 14 porte blindate, che sono state rimosse, Nel corso dell’ operazione sono state effettuate tre perquisizioni domiciliari.
Torre Annunziata, morte Aldo Gionta: domani l’autopsia a Castellammare
Sarà effettuata con molta probabilità nel primo pomeriggio di domani l’autopsia sul corpo di Aldo Gionta cugino omonimo del boss poeta di Torre Annunziata e nipote del capoclan Valentino, morto il 12 febbraio scorso nella sala operatoria dell’ospedale “Sant’Anna” di Boscotrecase mentre era in sala operatoria per essere sottoposto ad un intervento chirurgico per una frattura di tibia e perone. L’esame autoptico sarà effettuato dal dottor Massimo Esposito, specialista nell’Istituto di Medicina legale dell’Università Federico II presso il Secondo Policlinico di Napoli nella sala mortuaria del cimitero di Castellammare. Esposito è il perito dell’accusa ed lo stesso che eseguì un supplemento d’indagine sulla morte in corsia della giovane mamma Tommasina De Laurentiis. Sono tre i medici indagati (un ortopedico, un anestesista ed un cardiologo): si tratta di G.S., G.B. e L.G., presenti nella sala operatoria al momento della morte del 47enne,. I parenti di Aldo Gionta hanno presentato una denuncia in tribunale lo scorso 16 febbraio. A sporgerla è stata la moglie del nipote del “super-boss”. Il legale di famiglia, l’avvocato Giovanni Tortora, ha nominato un proprio consulente di parte, che domani assisterà all’autopsia sulla salma: è il dottor Piermario Olivieri, specialista in medicina legale di Torre del Greco.
Paranza dei bimbi: finisce a Napoli la latitanza di Vincenzo Amirante
Napoli. Finisce la latitanza di Amirante, ricercato per il blitz ‘la paranza dei bimbi’. In manette è finito il 50enne Vincenzo Amirante, latitante dallo scorso 9 giugno. L’uomo è stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile partenopea, in vico Soprammuro nella zona di Forcella. Amirante era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal giudice delle indagini preliminari di Napoli, a conclusione di un’attività d’indagine coordinata dalla locale Dda. Un provvedimento che ha riguardato 64 persone ritenute appartenenti al cartello camorristico Giuliano-Sibillo-Brunetti-Amirante, noto come “la paranza dei bimbi” ed egemone nella zona di Forcella e della Maddalena, nel centro della città. Il gruppo criminale si è reso protagonista di un acceso contrasto con il clan camorristico dei Mazzarella per il controllo dei traffici illeciti legati allo spaccio di sostanze stupefacenti e alle estorsioni. Le indagini svolte dalla polizia hanno permesso di monitorare l’ascesa del potente gruppo camorristico e lo scontro, sfociato anche in alcuni omicidi, prima con i Mazzarella e poi con i Buonerba. Amirante è indagato per associazione a delinquere di tipo mafioso ed estorsione.
Scoperta raffineria di cocaina a San Giuseppe Vesuviano: 5 arresti del clan Gallo-Limelli-Vangone
La Guardia di Finanza di Napoli ha scoperto una raffineria di cocaina in un appartamento di San Giuseppe Vesuviano gestita dal clan Gallo/Limelli/Vangone. Sono stati sequestrati oltre 7 chilogrammi di cocaina ed arrestati in flagranza 5 persone. la droga sequestrata avrebbe avuto sul mercato un valore di oltre 3 milioni di euro e sarebbe servita per il confezionamento di oltre 100 mila dosi.
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