Concorso in turbativa d’asta, con l’aggravante del metodo mafioso. E’ questo il reato per un 44enne, mariglianese, avvocato presso il Foro di Nola, da oggi ai domiciliari, dopo l’esecuzione dell’ ordinanza di custodia cautelare dei militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Castello di Cisterna, provvedimento emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. L’attivita’ investigativa, sviluppata tra giugno 2015 e febbraio 2016, ha consentito di dimostrare che tutti gli indagati si sarebbero adoperati, con compiti distinti, per rientrare in possesso di un immobile oggetto di un’asta pubblica a seguito del fallimento della societa’ proprietaria. In particolare, il 44enne di oggi, ricoprendo un ruolo di “intermediario” tra i complici e la vittima, avrebbe reiteratamente tentato di corrompere quest’ultima, la quale, essendo interessata all’immobile in questione, sarebbe stata destinataria di numerose proposte in denaro, finalizzate a convincerla a non presentare alcuna propost..
Torre Annunziata. Processo Alta Marea chiesta la conferma delle condanne per i boss delle famiglie legate ai Gionta, sconti di pena per gli spacciatori. E’ questa la richiesta del procuratore generale che ieri mattina – dinanzi ai giudici della quinta sezione della Corte d’Appello di Napoli – ha chiesto le condanne per 25 esponenti dei clan confederati di Torre Annunziata. Dopo la relazione del giudice a latere il pg ha riformulato – il processo era stato in parte annullato dalla Corte di Cassazione – le richieste di pena. Conferme delle condanne inflitte in primo grado per gli esponenti dei clan De Simone ‘quaglia-quaglia’ e Chierchia ‘fransuà’, sconto di pena per Gemma Donnarumma, moglie del capostipite della cosca, che accanto al reato di associazione camorristica risponde di traffico di stupefacenti per lo smercio di hashish: il procuratore generale ha chiesto per lei 12 anni di reclusione. L’accusa ha, invece, chiesto la conferma della pena per Pasquale Gionta (20 anni e sei mesi)..
Scafati. Fondo Salario accessorio per il 2010: contestato un danno erariale per 642.160,24 alle casse del Comune. Il sostituto procuratore della Corte dei Conti Luciano Donato ha inviato a 22 tra politici, dirigenti e revisori dei conti l’invito a controdedurre in merito all’elargizione del fondo per l’anno 2010 per il quale la Guardia di Finanza della Compagnia di Scafati ha riscontrato numerose illegittimità. Ruolo primario nelle contestazioni della Corte dei Conti quello della segretaria generale Immacolata Di Saia nella veste, all’epoca, di direttore generale, presidente del nucleo di valutazione, presidente del collegio per il controllo di gestione e presidente della delegazione trattante di parte pubblica. Comprimaria ma non meno importante la figura del sindaco Angelo Pasqualino Aliberti, che a settembre di quell’anno e prima che fosse ripartito il fondo avocò a se – con una nota ai dirigenti – tutte le decisioni sui progetti finalizzati. Quell’anno solo a ottobre dopo un lungo ..
Ercolano. Maxi processo ‘Adriatico’ contro il clan Vollaro a Vasto e l’Aquila: 25 condanne e 37 assoluzioni per i 62 imputati accusati a vario titolo di associazione per delinquere e spaccio di stupefacenti. Un mese fa la sentenza dei giudici del Tribunale di Vasto nei confronti della cosca di Ercolano-Portici, insediatasi in Abruzzo. Il collegio presieduto da Bruno Giangiacomo (a latere Fabrizio Pasquale e Stefania Izzi) ha affrontato per la prima volta nella storia del tribunale di Vasto un processo per associazione a delinquere di stampo camorristico. A far partire l’inchiesta che portò al coinvolgimento di 81 persone, le rivelazioni del collaboratore di giustizia, Lorenzo Cozzolino, che rivelò i nomi del sodalizio che aveva trasferito nel Vastese i traffici legati agli stupefacenti. Lorenzo Cozzolino e la moglie Italia Belsole esponenti del clan Vollaro due anni fa hanno snocciolato nomi, fatti e circostanze determinando il rinvio a giudizio di 81 persone. Diciannove (e fra loro i ..
Ci sono anche tre impreditori della Penisola Sorrentina nell’inchiesta sul riciclaggio in Sardegna del clan D’Alessandro e che vede coinvolto anche l’europarlamentare di Forza Italia, Salvatore Cicu e il consigliere regionale della Campania, Luciano Passariello. Si tratta di Antonino Di Martino, 51 anni di Piano di Sorrento, la moglie Angela Miccio, 51 anni di Piano di Sorrento e la sorella Luisa Di Martino, 43 anni che vive Vico Equense. L’imprenditore costiero viene indicato dagli investigatori sardi come l’anello di congiunzione tra i politici dell’isola e Gennaro Chierchia alias “Rino ‘o pecorone” referente dei D’Alessandro su Gragnano, ucciso in un negozio di via Castellammare il 18 marzo del 2010. L’inchiesta riguarda la realizzazzione del villagio turistico S’Incantu nell’incantevole baia di Villasimius in provincia di Cagliari e per la cui realizzazione sono finiti sotto processo in 17. Ieri il pm ha parlato per più di un’ora, rinnovando la sua richiesta di rinvio a giudizio pe..