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Termovalorizzatore di Salerno: assolto il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca

“Il fatto non sussiste”, cosi’ i giudici assolvono Vincenzo De Luca nel processo d’appello per la nomina di un project manager nell’ambito di un progetto per il termovalorizzatore a Salerno. L’accusa a suo carico era di abuso d’ufficio e peculato. La procura generale aveva chiesto la condanna a 11 mesi di reclusione. In primo grado il presidente della Regione Campania era stato condannato a un anno. La pena, poi sospesa, aveva determinato nei confronti di De Luca la sospensione dall’incarico di presidente della Giunta regionale per effetto della Legge Severino. La sentenza e’ giunta dopo due ore di camera di consiglio. Assolti anche gli altri due imputati, il dirigente del settore lavori pubblici del Comune di Salerno, Domenico Barletta e Alberto Di Lorenzo, capo staf di De Luca quando era sindaco di Salernno. Per tutti gli imputati la Corte ha stabilito la revoca delle pene accessorie. L'articolo Termovalorizzatore di Salerno: assolto il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Operazione Alto Impatto

Ventuno persone arrestate, 36 denunciate, sequestri di droga, soldi, cellulari e sigarette di contrabbando: questo il bilancio di una operazione “Alto Impatto” dei carabinieri nei comuni a nord di NAPOLI, tra Giugliano in Campania, Marano, Villaricca, Qualiano, Melito e Mugnano. In azione sono entrati circa settanta militari della Compagnia di intervento operativo e rinforzi del reggimento Campania. Tra le persone arrestate anche un uomo di 49 anni, di Sant’Antimo, accusato di reiterati maltrattamenti in famiglia, in particolare della ex moglie. Prese, tra l’altro, anche persone accusate di spaccio di sostanze stupefacenti, di ricettazione e di contrabbando di sigarette. Sequestrati anche tredici veicoli ed elevate 28 multe. L'articolo Operazione Alto Impatto sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Corruzione a Capri: la Cassazione annulla l’ordinanza per Verardi

Capri. Corruzione: revocata l’ordinanza cautelare all’imprenditore Verardi. La sesta sezione penale della Cassazione ha accolto il ricorso presentato degli avvocati Claudio D’Aniello e Giuseppe Fusco, difensori dell’imprenditore Francesco Giuliano Verardi, che era stato destinatario della misura cautelare dell’ obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il pm della Procura di Napoli John Woodcock aveva chiesto e ottenuto 4 misure cautelari nell’ ambito dell’ inchiesta su presunti episodi di corruzione che vedono coinvolti un componente dell’ufficio tecnico comunale, l’ex Comandante della stazione dei carabinieri di Capri, l’ex vicecomandante della Guardia di finanza di Capri e l’imprenditore Verardi. Per quest’ultimo la Procura aveva chiesto gli arresti domiciliari ma il gip Ludovica Mancini aveva concesso solo l’obbligo di firma. La Cassazione, accogliendo la richiesta dei difensori di Verardi, ha annullato senza rinvio sia la misura cautelare del 30 ottobre 2015 che la successiva ordinanza del Tribunale del Riesame di Napoli che aveva confermato l’ordinanza iniziale, ed ha ritenuto illegittimi entrambi i provvedimenti. Restano ancora sospese le decisioni del Tribunale del Riesame sull’ appello presentato dalla Procura, che aveva chiesto per alcuni indagati la custodia in carcere e per altri gli arresti domiciliari. L'articolo Corruzione a Capri: la Cassazione annulla l’ordinanza per Verardi sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Sprechi nella sanità campana: in un anno 523 primari e 1915 indennità in eccedenza

Tra il 2014 e il 2015 sono stati retribuiti 523 incarichi di primari e pagate 1915 indennità di dirigenza in eccedenza rispetto alla dotazione organica prevista. C’è anche questo dietro i 49 provvedimenti giudiziari – 29 inviti a dedurre e 20 ordini autoritativi – emessi dalla Corte dei Conti di Napoli nei confronti di dirigenti delle aziende sanitarie, ospedaliere ed universitarie per danno erariale. Secondo quanto accertato dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, nonostante il decreto commissariale emesso dalla Regione Campania nel 2014, nei limiti dei parametri definiti dall’intesa Stato-Regioni, in tutte le strutture della Campania – ne esce indenne l’Asl Napoli 1 – non si è mai provveduto all’esigenza di contenimento della spesa generando un disavanzo per le casse della Regione pari a 16 milioni di euro. Richieste cautelari finalizzate ad interrompere, immediatamente, il pagamento degli incarichi individuati così da impedire un ulteriore dispendi di risorse: ben 2 milioni di euro al mese. Ha chiesto anche questo la Corte dei Conti di Napoli per mettere fine a sprechi e ad un danno erariale che, in ragione dell’assegnazione di incarichi di primario e di vice primario negli ospedali campani in esubero rispetto a quanto imposto dal Governo in tema di spending review, ha determinato un danno erariale di circa 16milioni di euro. In merito a questo punto la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti deciderà il 29 febbraio ma è probabile che la Regione Campania – oggi è stato notificato tutto al governatore Vincenzo De Luca – intervenga prima. L'articolo Sprechi nella sanità campana: in un anno 523 primari e 1915 indennità in eccedenza sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Napoli: la Guardia di Finanza scopre la truffa della “cessione del quinto”: 11 arresti

Un’organizzazione criminale, operante a Napoli e provincia, che realizzava truffe nel settore creditizio al fine di ottenere illecitamente finanziamenti rimborsabili, prestiti o linee di credito al consumo, mediante cessione del quinto, è stata sgominata dalla Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Napoli. L’organizzazione utilizzava dati anagrafici di ignari pensionati e le truffe venivano compiute ai danni di vari istituti bancari e finanziari. Un’ordinanza cautelare è stata emessa dal gip nei confronti di undici persone per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di truffa e falso; cinque indagati sono agli arresti domiciliari mentre altri sei sono stati sottoposti all’obbligo di dimora. I clienti che beneficiavano dei prestiti erogati illecitamente corrispondevano all’organizzazione un importo iniziale di 300 euro per la predisposizione della documentazione fittizia e, a presitto ottenuto, una ulteriore somma di denaro, pari al 20-30 per cento dell’importo finanziato, a titolo di compenso per l’attività svolta. Sono state accertate 29 truffe riferibili a 41 indagati grazie alle quali persone indigenti o con scarsa capacità reddituale hanno beneficiato di finanziamenti complessivi per 511mila euro: Le società finanziarie truffate sono Findomestic, Codifis, Compass, Sava, Ibl Banca. L'articolo Napoli: la Guardia di Finanza scopre la truffa della “cessione del quinto”: 11 arresti sembra essere il primo su Cronache della Campania.