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La Dda accellera sull’inchiesta Dirty soccer: in 79 rischiano il processo penale. Tutti i nomi

In attesa delle decisioni in ambito sportivo del Tribunale Federale nazionale (dovrebbero uscire ad inizio della prossima settimana) l’inchiesta penale Dirty soccer di Catanzaro subisce un’accelerata. Il gip del Tribunale di Catanzaro, dottoressa Romanò, ha fissato per il prossimo 11 marzo, l’udienza d’incidente probatorio. Servirà per procedere all’apertura degli smartphone dei 79 indagati, fra giocatori, dirigenti sportivi e soggetti interessati al giro di scommesse illecite e di partite truccate, e poter finalmente leggere la “sospetta” serie di dati informatici, sms, messaggi whatsapp, presumibilmente scambiati (secondo gli inquirenti) per “aggirare” eventuali intercettazioni. La richiesta di incidente probatorio, era stata avanzata nei mesi estivi da diversi difensori degli indagati, è nei giorni scorsi è stata sollecitata dal pm titolare dell’indagine, Elio Romano,della Dda di Catanzaro. Per alcuni di essi la Procura ha già ritenuto di non dover utilizzare le intercettazioni telefoniche perché ritenute appunto non utili all’inchiesta. Questo l’elenco completo dei 79 indagati che rischiano il processo penale Calciatori. Salvatore Astarita, Luciano Ariel Pignatta, William Carotenuto, Pasquale Izzo, Emanuele Marzocchi, Giacomo Ridolfi, Fabio Di Lauro, Mirko Garaffonni, Fabio Caserta, Abdoulaye Balde, Domenico Giampà, capitano del Catanzaro. Allenatori. Francesco Massimo Costantino, ex tecnico della Torres e della Vigor Lamezia; Arturo Di Napoli (ex Savona), attuale trainer del Messina; Marco Tosi, ex Pro Patria e Vibonese, Massimiliano Solidoro, ex collaboratore tecnico del Savona, Riccardo Petrucci, ex del Sambiase e Ninni Corda, ex allenatore Barletta. Dirigenti sportivi. Lunghissima la lista dei dirigenti coinvolti nell’inchiesta. Si tratta di Luciano Campitelli, Mario Moxedano, Antonio Ciccarone, Domenico Capitani, Vincenzo Nucifora, Antonio Flora, Vito Morisco, Savino Daleno, Ercole Di Nicola, Francesco Molino, Antonio Palermo, Paolo Somma, Giorgio Flora, Maurizio Antonio Pagniello, Gianni Califano, Mauro Ulizio, Marco Barghigiani, Salvatore Maurizio Calidonna (ex Sambiase), Claudio Arpaia (ex presidente Vigor Lamezia), Giuseppe Perpignano, Fabrizio Maglia (ex direttore sportivo Vigor Lamezia), Felice Bellini (ex collaboratore Vigor Lamezia), Armando Ortoli (ex direttore sportivo Catanzaro) e Pietro Iannazzo (ex dirigente Sambiase). Procuratori. Rischiano anche diversi agenti di calciatori: Mauro Ruga, Daniele Piraino, Giuseppe Sampino, Eugenio Ascari e il catanzarese Sebastiano La Ferla Altri indagati. Nel lungo elenco degli iscritti nel registro degli indagati figurano vecchie conoscenze del calcio calabrese. Pasquale Lo Giudice (attuale ds Juve Stabia), Raffaele Moxedano, Vinicio Ciccarone, Daniele Ciardi, Marco Guidone, Francis Obeng, Mohamed Lamine Traorè (ex Crotone), Massimiliano Carluccio, Marcello Solazzo, Andrea Ulizio, Ala Timosenco, Erikson Aruci, Adolfo Gerolino, Vincenzo Mellillo, Stefano Benini, Alberto Scarnà, Raffaele Pietanza, Diego De Palma, Raffaele Poggi, Claudio Lippi, Gimmi Annis, Edmond Nerjaku, Andrea Bagnoli, Gianni Califano, Massimo Cenni, Marcello Di Giuseppe, Giuliano Pesce, Davide Matteini, Antonio Mazzei, Enrico Malvisi, Luigi Condò e Salvatore Casapulla, e i calciatori Francesco Piemontese (attualmnete alla Palmese nel girone I della serie D) e Alessio Galantucci L'articolo La Dda accellera sull’inchiesta Dirty soccer: in 79 rischiano il processo penale. Tutti i nomi sembra essere il primo su Resport Web. L'articolo La Dda accellera sull’inchiesta Dirty soccer: in 79 rischiano il processo penale. Tutti i nomi sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Truffa finanziaria: emesse false fideiussioni per un miliardo di euro

La Guardia di Finanza di Milano sta effettuando una quarantina di perquisizioni, di cui sette in Svizzera e le altre nel milanese e nelle province di Monza e Brianza, Bergamo, Ferrara, Cosenza, Como, Napoli e Varese, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal pm Eugenio Fusco, che ha portato in carcere 12 persone e 3 agli arresti domiciliari. Inchiesta con al centro l’emissione di false fideiussioni per un monte garantito di circa un miliardo e una truffa milionaria a privati, enti pubblici ed ospedali. Tra gli arrestati di questa mattina ci sono anche un commercialista e un avvocato e due persone con precedenti per mafia. Come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Giuseppe Vanore, dall’inchiesta, nata un anno e mezzo fa da un’indagine su un traffico di stupefacenti, “emergono condotte ricorrenti, che si ripetono con uno schema preciso”. In sostanza sarebbe stata esercitata “abusivamente attività finanziaria, tramite una serie di società (nazionali ed estere) riconducibili” agli indagati e che “rilasciavano fideiussioni (…) in assenza di una legittima autorizzazione e con capitale sociale insufficiente sia a rispettare le prescrizioni normative sia a garantire la copertura finanziaria delle garanzie emesse, con la conseguente realizzazione di plurime truffe ai danni di coloro che avevano corrisposto il premio”. Le varie società, tra cui Lombard Merchant spa, Centrofinanziaria spa e Confidi Nord Ovest, secondo la ricostruzione degli investigatori agivano tramite una rete di agenti (non idonei) sparsi su tutto il territorio nazionale e all’estero (Spagna, Romania, San Marino ed Emirati Arabi), e avrebbero incassato in modo truffaldino premi per 12 milioni di euro. L'articolo Truffa finanziaria: emesse false fideiussioni per un miliardo di euro sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Appalti pilotati alla Ego Eco: tre arresti, indagati anche Cesaro e il senatore De Siano di FI

Sono in tutto 9 i destinatari di misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli sugli appalti per l’affidamento del servizio di raccolta e smaltimento di rifiuti nei comuni di Lacco Ameno e Forio d’Ischia, sull’isola d’Ischia, e di Monte di Procida, in provincia di Napoli. Tra questi spiccano Domenico De Siano, già consigliere regionale e provinciale, senatore di Forza Italia e coordinatore regionale del partito in Campania, per il quale il gip ha disposto la sospensione dell’esecuzione degli arresti domiciliari trasmettendo la richiesta di autorizzazione all’arresto alla Presidenza del Senato, e Francesco Iannuzzi, già sindaco di Monte di Procida, per il quale è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Ai domiciliari anche Oscar Rumolo, responsabile finanziario del Comune di Lacco Ameno, e Vittorio Ciummo, imprenditore titolare della società Ego Eco srl. Obbligo di presentazione anche per Salvatore Antifono, già consigliere comunale di Torre del Greco, Vincenzo Rando, responsabile Ragioneria del Comune di Foria, Giulia di Matteo, segretario generale del Comune di Monte di Procida ed ex segretario generale del Comune di Lacco Ameno, il legale rappresentante della società Cite Carmine Gallo e un dipendente della stessa società, Carlo Savoia. Nell’inchiesta sulla presunta collusione di interessi tra imprenditori e politici che ha portato il gip di Napoli Claudia Picciotti ad inviare una richiesta di arresto per il senatore Domenico De Siano (Forza Italia) emerge un aspetto riguardante la possibilita’ di assumere, a tempo determinato o indeterminato, lavoratori nelle imprese degli imprenditori ‘amici’, che vincono o ottengono appalti illecitamente, segnalati dai politici. Ed e’ proprio su una vicenda specifica, che riguarda un dipendente della Ego Eco di Vittorio Ciummo, uno dei destinatari del provvedimento del gip, che affiora, scrive il giudice, “l’interesse di Luigi Cesaro (all’epoca dei fatti presidente della Provincia) per l’assunzione” di questi, “confermando inoltre l’esistenza di un vincolo moto forte tra lo stesso Cesaro, De Siano e Rummolo”. Il gip Picciotti su questo punto rimanda anche “alla ricostruzione degli avvenimenti occorsi in occasione delle elezioni del congresso provinciale del Pdl nel marzo 2012”, quando emerge “l’indefessa opera di procacciamento di tesserati – anche falsi o oggetto di compravendita – al fine di far apparire la corrente del Cesaro la piu’ votata all’interno del partito Pdl, con la conseguente assunzione di posizione predominante nella predisposizione delle liste elettorali, basate sul sistema delle liste bloccate”. Cesaro, tra l’altro, viene intercettato casualmente mentre vengono ascoltate conversazioni di altri indagati. “Ho appreso da poche ore dell’esistenza di un’indagine che mi riguarderebbe: non conosco gli esatti termini della questione non essendo stato destinatario di alcuna misura. Sono, in ogni caso, assolutamente sereno, certo di aver sempre agito nella massima correttezza politica e istituzionale. Resto sempre fiducioso nell’operato della magistratura, nella convinzione che presto si chiarirà tutto”: ha affermato Luigi Cesaro, parlamentare di Forza Italia. Domenico De Siano, senatore di Forza Italia destinatario della misura cautelare agli arresti domiciliari disposta dal gip di Napoli che ha trasmesso gli atti al Senato, rinuncia all’immunità parlamentare. Lo annuncia in una nota nella quale spiega di non aver ancora ricevuto gli atti e di non conoscere “nello specifico gli addebiti”. “So però – aggiunge – che ho sempre ispirato il mio comportamento politico e istituzionale alla massima correttezza e per questo sono sereno e confido, come sempre, nel doveroso lavoro della magistratura, inquirente e giudicante, verso cui nutro piena e assoluta fiducia”.De Siano rimette “immediatamente nelle mani del presidente Berlusconi l’incarico di coordinatore regionale del partito” perché “non voglio in alcun modo che la mia vicenda possa essere oggetto di strumentalizzazione politica e danneggiare Forza Italia. Rinuncio a qualsiasi prerogativa parlamentare per poter essere giudicato, spero nei tempi più rapidi possibili, da cittadino comune”, conclude. L'articolo Appalti pilotati alla Ego Eco: tre arresti, indagati anche Cesaro e il senatore De Siano di FI sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Processo allo stalker, Quagliarella rivela: “Accusato di camorra e pedofilia, fui ceduto dal Napoli”

La vicenda della cessione di Fabio Quagliarella dal Napoli alla Juventus al centro di accuse di camorra, sesso e pedofilia contenute in lettere anonime. E’ la chiave di lettura che oggi l’attaccante del Torino ha fornito nel corso di un interrogatorio nel tribunale di Torre Annunziata (Napoli) nell’ambito del processo a Raffaele Piccolo, l’agente di polizia postale accusato di essere lo stalker di vip e personaggi in vista della provincia di Napoli, in tutta una decina, tra i quali figura anche lo chansonnier di Capri, Guido Lembo. “Sono convinto – ha detto il calciatore – che la mia cessione alla Juventus sia dovuta a quelle accuse assurde di essere camorrista e pedofilo contenute in una serie di lettere anonime giunte in qualche modo anche al presidente Aurelio De Laurentiis”. Quagliarella, assistito dall’avvocato Gennaro Bartolino, ha deposto (insieme al padre e a un commerciante) in qualità di parte lesa. Davanti al giudice Ernesto Anastasio ha ripercorso quei momenti: oltre alle lettere ha parlato di messaggi sul suo telefonino e su quelli del padre e dell’allora fidanzata. L’interrogatorio è durato poco più di un’ora e mezza. Il giocatore ha detto di essere stato sotto “pressione” per quattro anni: “Ho conosciuto Piccolo – ha raccontato – nel 2006. Si diceva capace di risolvermi i problemi al telefonino e al mio contatto di Messanger, la cui password era finita in mani sbagliate. In cambio mi chiedeva autografi, foto e magliette. Richieste diventate sempre più pressanti: gli avrò dato almeno venti magliette. Quindi sono iniziate le lettere nelle quali venivo accusato di essere camorrista, di partecipare a orge e di essere pedofilo. Minacce giunte anche a mio padre e alla mia fidanzata dell’epoca”. In un caso, Quagliarella ha raccontato che a casa del padre è giunta anche “una fotocopia con una bara e la mia foto sopra”. Sulla cessione alla Juve ha aggiunto: “All’inizio della mia avventura al Napoli il presidente De Laurentiis mi chiamava ogni giorno, poi improvvisamente non solo ha smesso di contattarmi ma è arrivato a chiedere che mi trasferissi al centro sportivo di Castel Volturno (dove si allenano i giocatori azzurri). Una richiesta strana, visto anche che due miei compagni, Iezzo e Vitale, vivevano nella mia città natale, Castellammare di Stabia. Quindi il trasferimento alla Juve, cosa di cui non si era mai parlato prima”. This content is lockedShare This Page To Unlock The Content! FacebookTwitter L'articolo Processo allo stalker, Quagliarella rivela: “Accusato di camorra e pedofilia, fui ceduto dal Napoli” sembra essere il primo su Cronache della Campania.

L’avvocato: “La moglie di Cosentino è innocente”

“Marisa Esposito (moglie di Nicola Cosentino, ndr) è innocente, la sua condanna si basa sul travisamento del significato di un’intercettazione. Faremo certamente appello”. Å quanto ha dichiarato l’avvocato Agostino De Caro, difensore della Esposito insieme a Stefano Montone – i due legali assistono nei suoi cinque processi anche Nicola Cosentino – dopo la lettura del dispositivo da parte del gup del Tribunale di Napoli Nord che ha condannato, al termine del rito abbreviato, la moglie dell’ex sottosegretario a due anni e quattro mesi di carcere per la corruzione di un agente del carcere di Secondigliano .”Ormai al nome Cosentino – ha concluso amaramente il difensore – è associato tutto il male possibile”. L'articolo L’avvocato: “La moglie di Cosentino è innocente” sembra essere il primo su Cronache della Campania.