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CALCIO MALATO. Inchiesta partita dai contratti di Lavezzi e Chavez

L’inchiesta che ha portato ai provvedimenti di oggi nasce con la Guardia di Finanza che nel 2012 nelle sedi del Napoli e della Figc acquisisce i contratti di Ezequiel Lavezzi, ceduto dal Napoli al Psg, e del quasi sconosciuto attaccante argentino Cristian Chavez. Partendo da quella attività, nove mesi dopo, i finanzieri si sono presentati nelle sedi di 41 società di serie A e B per acquisire ulteriore documentazione. Gli investigatori parlarono di un “fenomeno generalizzato” nel calcio italiano, vale a dire la “progressiva ed esasperata” lievitazione degli oneri relativi agli ingaggi dei calciatori. E questo, era l’ipotesi investigativa, avrebbe fatto sì che nel tempo si determinasse una situazione di squilibrio gestionale sul piano economico-finanziario che potrebbe aver spinto le società a compiere una serie di illeciti fiscali. L’attenzione della procura e della Gdf si è concentrata su diversi aspetti della gestione dei club: dalla ricostruzione dei rapporti tra società, procuratori e calciatori alle modalità di trasferimento di questi ultimi; dall’esame dei contratti alle modalità d’inserimento nei bilanci dei giocatori; dalle operazioni di compravendita e rinnovo alla gestione dei diritti d’immagine e dei diritti televisivi; dall’attività’ di scouting ai compensi per i calciatori qualificati come ‘fringe benefit’ L'articolo CALCIO MALATO. Inchiesta partita dai contratti di Lavezzi e Chavez sembra essere il primo su Resport Web. L'articolo CALCIO MALATO. Inchiesta partita dai contratti di Lavezzi e Chavez sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Napoli sangue sulla Tangenziale

Al culmine di una lite scoppiata per un sorpasso, investe un altro automobilista schiacciandogli le gambe tra la sua auto e quella del malcapitato: è successo a NAPOLI, tra via Oreste Salomone e viale Maddalena, nei pressi dell’aeroporto di Capodichino. La vittima, che ha 35 anni, è finita nell’ospedale Cardarelli della città con una prognosi di 30 giorni per fratture a entrambe le gambe. L’aggressore, che di anni ne ha 32 anni, è stato bloccato e denunciato dalla Polizia Municipale per lesioni personali. La manovra del sorpasso, pomo della discordia, è avvenuta mentre i due percorrevano la Tangenziale di NAPOLI. Al termine di un breve inseguimento, colui che si sarebbe trasformato di lì a poco nell’aggressore, ha fermato l’auto dietro quella dell’altro automobilista e poi lo ha investito, schiacciandogli entrambe le gambe. Non contento, infine, è sceso dalla sua vettura e ha preso a calci il ferito, che era a terra. L'articolo Napoli sangue sulla Tangenziale sembra essere il primo su Cronache della Campania.

Aversa manette per due usurai

La Polizia di Stato ha arrestato ad Aversa (Caserta), su ordine del gip del tribunale di Napoli Nord, Antonietta Zebedeo, 33 anni, e Rosario Sfoco, di 43 anni, con l’accusa di usura aggravata dallo stato di bisogno di alcune delle trenta vittime accertate. Alcune persone, infatti, si sarebbero fatte prestare, a tassi molto elevati, anche piccole somme di denaro, soldi che venivano usati per esigenze primarie. Con i due indagati – finiti agli arresti domiciliari – risulta coinvolta anche una terza persona a cui è stato notificato un obbligo di dimora. A gestire il business illecito la 33enne, moglie di Giuseppe Russo, arrestato con altre persone nel luglio 2015 per spaccio di stupefacenti, facente parte di un gruppo criminale ritenuto vicino al clan camorristico Schiavone di Casal di Principe. Dalle indagini condotte dal Commissariato di Aversa e coordinate dalla Procura di Napoli Nord, è emerso che la donna, già prima dell’arresto del marito, avrebbe curato le attività usuraie, continuando a farlo anche dopo la cattura del coniuge; determinante per le indagini è stato il rinvenimento di un libro-mastro nell’abitazione della donna, cui si sono aggiunte le testimonianze delle vittime L'articolo Aversa manette per due usurai sembra essere il primo su Cronache della Campania.

GF MAXI SEQUESTRO DI GASOLIO DI CONTRABBANDO

Nell’ambito della sistematica attività di contrasto al diffuso fenomeno del contrabbando di carburanti, il Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli ha sottoposto a sequestro oltre 63 mila litri di “olio lubrificante”, pronto per essere illecitamente miscelato e immesso in commercio come gasolio per autotrazione. In particolare, i militari della Guardia di Finanza hanno notato sul tratto autostradale RomaNapoli un autoarticolato con targa spagnola privo di insegne, stranamente “scortato” a breve distanza da una vettura con targa italiana. Gli atteggiamenti sospetti dei rispettivi conducenti portavano i militari a decidere di seguire i due mezzi fino ad una piazzola di sosta situata nella periferia a nord di Napoli. Le successive attività di appostamento hanno consentito di individuare, all’interno del citato piazzale, un’area adibita a deposito di numerosi container nella cui prossimità venivano parcheggiati i mezzi pedinati. Intervenuti sul posto, i militari hanno sottoposto a controllo l’autoarticolato nonché tutte le strutture presenti, rinvenendo nel vano di carico 26 “cubi” in plastica della capacità di 1000 litri cadauno contenenti “olio lubrificante” di contrabbando, così come confermato dagli esami speditivi eseguiti sul posto. Il carico illecito era scortato da documentazione fittizia attestante una destinazione della merce non veritiera nonché una diversa tipologia di prodotto trasportato. Le successive attività svolte nell’area di parcheggio consentivano di reperire ulteriori 9.000 litri di prodotto occultati all’interno di un secondo autoarticolato nonché tre serbatoi collegati a diversi dispositivi elettro-meccanici, assemblati allo scopo di creare un vero e proprio distributore di prodotto di “contrabbando”. L’ulteriore analisi della documentazione rinvenuta a bordo dell’autoarticolato permetteva di portare alla luce altre due aree di parcheggio sempre nella periferie partenopea nelle quali venivano trovati oltre 26.000 litri del medesimo prodotto energetico nonché 2.500 litri di olio lubrificante già suddiviso in confezioni pronte per essere immesse in vendita in totale evasione di imposta. Al termine delle attività i quattro responsabili identificati venivano deferiti a piede libero alla competente Autorità Giudiziaria, per le specifiche violazioni di carattere penale in materia di accise. Tutto il prodotto sequestrato, una volta miscelato attraverso specifiche e complesse operazioni, sarebbe stato clandestinamente immesso in commercio come carburante per autotrazione attraverso “l’impianto di distribuzione” abusivo scoperto ed avrebbe fruttato alla compagine contrabbandiera un guadagno illecito per oltre 200 mila euro, con la corrispondente evasione di tutti i relativi tributi dovuti all’Erario per 80 mila euro L'articolo GF MAXI SEQUESTRO DI GASOLIO DI CONTRABBANDO sembra essere il primo su Cronache della Campania.

CALCIO MALATO: in corso l’operazione Fuorigioco

La Guardia di Finanza sta eseguendo un decreto di perquisizione e sequestro nei confronti di 64 persone tra cui massimi dirigenti, calciatori e procuratori di squadre di calcio di serie A e B. L’ipotesi di reato è evasione fiscale e false fatturazioni. L’inchiesta è condotta dai pm della procura di Napoli Danilo De Simone, Stefano Capuano e Vincenzo Ranieri, coordinati dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli. Tra le decine di indagati nell’indagine della procura di Napoli, che ha portato al sequestro di beni per circa 12 milioni, ci sarebbero l’Ad del Milan Adriano Galliani, il numero uno della società partenopea Aurelio De Laurentiis, il presidente della Lazio Claudio Lotito, l’ex presidente e Ad della Juventus Jean Claude Blanc. Tra i calciatori, indagati anche il Pocho Lavezzi e l’ex Giocatore Crespo. Coinvolti, infine, diversi procuratori, tra cui Alessandro Moggi. La Guardia di Finanza si è presentata a Casa Milan alle 8.30 e sta acquisendo documenti. EVASIONE FISCALE – L’esistenza di un radicato sistema finalizzato ad evadere le imposte, posto in essere da 35 società calcistiche di serie A e B nonchè da oltre un centinaio di persone fisiche, tra calciatori e loro procuratori emerge, secondo il procuratore aggiunto di Napoli, Vincenzo Piscitelli dall’operazione ‘Fuorigioco’. In particolare, il meccanismo fraudolento architettato per sottrarre materia imponibile alle casse dello Stato italiano è stato adottato nel contesto delle operazioni commerciali sulla compravendita di calciatori. L’inchiesta era partita nel 2012 ipotizzando delle presunte violazioni fiscali commesse sia dalle società sia dai procuratori e dai calciatori nell’ambito di operazioni di acquisto e cessione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori stessi. L'articolo CALCIO MALATO: in corso l’operazione Fuorigioco sembra essere il primo su Resport Web. L'articolo CALCIO MALATO: in corso l’operazione Fuorigioco sembra essere il primo su Cronache della Campania.