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Le mani del clan D’Alessandro sul mercato ittico di Salerno: no agli arresti
Salerno. Le mani del clan d’Alessandro di Castellammare di Stabia sul mercato ittico di Salerno: respinto il ricorso della Dda di Salerno sulle quattordici misure cautelari dell’inchiesta sulle infiltrazioni della camorra nel mercato ittico. Il tribunale del Riesame si è pronunciato sull’istanza del procuratore antimafia Vincenzo Montemurro. Per gli inquirenti la camorra avrebbe messo le mani sul mercato del pesce grazie agli uomini legati a due clan, i D’Alessandro di Castellammare di Stabia e i Palumbo di Torre Annunziata, che avevano assunto il controllo di tre aziende, riciclando denaro sporco nel commercio ittico. Il pm Montemurro, nella sua richiesta al gip, aveva avanzato la proposta della custodia cautelare in carcere per il boss Michele D’Alessandro (già detenuto), della moglie Giovanna Girace e poi per Valeria, Raffaele e Nunzio Girace, Nasdejda Golban, Giuseppe Ragone, Antonio Verdoliva, Nazario Confezione, Nunzio e Michele Palumbo, Pasquale Eliodori, Antonio Esposito e Francesco Cirillo. L’accusa è di intestazione fittizia di beni aggravata dall’aver agevolato gli interessi della camorra, che così “puliva” i suoi soldi e aumentava i profitti. Il Riesame ha respinto il ricorso motivandolo con il fatto che non ci sono i gravi indizi di colpevolezza, né le tracce sulle intestazioni fittizie.
I Girace controllano, in particolare, il commercio dei frutti di mare esportando la merce in tutto il Sud Italia. (fonte La Città)
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Pregiudicato ucciso nella notte a Marigliano
Francesco Esposito, di 33 anni, di Napoli, noto alle forze dell’ordine per precedenti per droga, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco nella notte a Marigliano mentre si trovava nei pressi dell’ingresso del condominio dove abita, in via Pontecitra. L’agguato – si apprende dai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli è avvenuto poco dopo la mezzanotte. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna E’ il terzo omicidio in poco più di 24 ore nel Napoletano. Giovedì sera è stato ucciso, con colpi di pistola al viso, un ragazzo di 24 anni nel rione Don Guanella, a Napoli, e la notte fra giovedì e venerdì un uomo a Bagnoli.
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Eco Ego luci accese sul bando NU a Torre del Greco
Torre del Greco – Un bando da trenta milioni di euro per la gestione della nettezza urbana nella città del Corallo. E’ il 2011 l’anno su cui si sono concentrati nelle loro indagini gli agenti della sezione reati contro la pubblica amministrazione. Nelle indagini oltre al patron della ditta di Cassino finiscono due politici torresi : l’ex consigliere provinciale Donato Capone e Salvatore Antifono già consigliere comunale, considerato dagli agenti il “tuttofare” della ditta di Cassino. Secondo i poliziotti napoletani Capone e Antifono sono i due che maggiormente si sono prodigati per “pilotare l’assegnazione della gara d’appalto”. Fatti che emergono dalle intercettazioni . Conversazioni registrate anche attraverso l’utilizzo di microspie collocate nella mercedes di Vittorio Ciummo. In una delle tante “chiacchierate” tra Ciummo e Antifono a quanto emerge il secondo si propone come intermediario per un pranzo di lavoro con l’allora dirigente del Comune del Corallo (estraneo alle indagini). Secondo gli investigatori i due politici di Torre del Greco i due politici hanno rivestito un ruolo da protagonisti . E nel caso di Torre del Greco come già successo per altri comuni ritorna la “semenza” che si andava a prendere a Cassino . Elemento di scambio per ottenere appuntamenti considerati importanti. Un sistema a cui gli inquirenti danno il nome di “compagnia del balzello”. Rispetto ai comuni di Marigliano, San Vitaliano, Afragola e Sant’Anastasia in cui si indaga sugli appalti dei rifiuti il caso più grave riguarderebbe proprio il comune di Torre del Greco dove è stato necessario procedere a uno stralcio e inviare le carte alla Direzione distrettuale antimafia. Intanto sempre per quanto riguarda Eco Ego il sindaco di Marigliano ha revocato l’appalto per inadempienze gravi sui servizi di pulizia urbana.
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Bolli clonati: carabinieri al Tribunale di Torre Annunziata. La centrale in una tabaccheria di Castellammare
Torre Annunziata. Inchiesta sulle marche da bollo false: i carabinieri del Nucleo operativo antisofisticazione monetaria setacciano i fascicoli del Tribunale di Torre Annunziata. Ieri mattina, i militari hanno controllato decine di fascicoli relativi a processi nei quali sarebbero stati utilizzati – con la complicità di avvocati e dipendenti pubblici – le marche da bollo prodotte, secondo gli inquirenti, in una tabaccheria di Castellammare di Stabia. Gli accertamenti, delegati dal pm Sergio Pavia, sarebbero fondamentali per chiudere il cerchio sull’inchiesta che – per il momento – vede oltre 370 persone indagate. In gran parte avvocati e utenti che hanno utilizzato i bolli per frodare lo Stato ed evitare di pagare i diritti di cancelleria previsti per l’iscrizione al ruolo di processi o per le copie dei fascicoli. Un’escamotage che ha prodotto un danno di centinaia di migliaia di euro alle casse dello Stato. Avvocati, cancellieri e tabaccai complici e accusati di falso in atto pubblico e truffa ai danni dello Stato. Una settantina i principali indagati che rischiano il processo. I militari hanno passato al setaccio i fascicoli del 2013 e del 2014, mentre i controlli potrebbero estendersi anche al 2015. Le marche da bollo clonate – riportanti lo stesso numero seriale – venivano utilizzate più volte e in fascicoli diversi. Centrale dello smercio di bolli contraffatti una tabaccheria di Castellammare di Stabia dalla quale hanno preso avvio le indagini della Procura i Torre Annunziata.
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Emergenza criminalità, la settimana di sangue a Napoli: tra omicidi, aggressioni e sparatorie
Sono bastate poche ore, dalla partenza di Angelino Alfano da Napoli, a far scatenare gruppi criminali in citta’. Ben due omicidi hanno insanguinato le strade partenopee, proprio dopo l’annuncio da parte del ministro dell’Interno di rafforzare la presenza delle forze dell’ordine per contrastare l’emergenza criminalita’. Lo stesso Alfano aveva infatti sottolineato che rispetto al dato nazionale, Napoli restava al primo posto per il numero di omicidi. Il primo raid e’ stato messo a segno contro Giuseppe Calise, 24 anni, ucciso nel rione don Guanella, zona a nord di Napoli. Il giovane, con precedenti per spaccio, e’ morto dopo il ricovero presso l’ospedale San Giovanni Bosco, dove era stato ricoverato in condizioni gravissime. Un secondo agguato, avvenuto invece di notte, ha visto bersaglio di sicari, Pasquale Zito, 24 anni, considerato dagli inquirenti vicino al clan D’Ausilio, figlio di Salvatore, ucciso il 30 novembre 2007, pregiudicato anch’egli vicino ai D’Ausilio. Il 24enne, con precedenti per estorsioni e danneggiamenti, e’ una delle vittime della guerra tra diversi gruppi criminali in lotta tra loro, per il controllo del quartiere di Bagnoli. Quelli di giovedi’ 4 sono pero’ solo gli ultimi episodi sanguinosi che si sono verificati nell’area napoletana. Il 3 febbraio raid criminali hanno colpito la zona di Pianura: la mattina i residenti hanno dovuto ‘contare’ i proiettili esplosi contro la serranda di una pescheria. Intanto, al centro della citta’, nel quartiere Sanita’, un ragazzo spagnolo di 21 anni e residente a Napoli, e’ stato accoltellato e colpito con calcio di pistola in testa da due persone che litigavano in strada. Lo sfortunato si era fermato a curiosare durante il litigio tra un uomo e una donna. Lontano dal centro storico, questa volta a Ponticelli, zona Est del capoluogo partenopeo, un pregiudicato e’ stato ferito con un coltello, per motivi legati alla sfera privata. Lontano dai confini della citta’, a Giugliano, un rapinatore e’ stato ferito da una guardia giurata mentre cercava di mettere a segno un colpo d un supermercato della zona. A dare il via alla lunga settimana di sangue in citta’, l’omicidio di sabato scorso a Ponticelli: una vera e propria esecuzione a Ponticelli. a cadere sotto i colpi di pistola, il cognato del boss del clan Sarno.
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