Tra il 2014 e il 2015 sono stati retribuiti 523 incarichi di primari e pagate 1915 indennità di dirigenza in eccedenza rispetto alla dotazione organica prevista. C’è anche questo dietro i 49 provvedimenti giudiziari – 29 inviti a dedurre e 20 ordini autoritativi – emessi dalla Corte dei Conti di Napoli nei confronti di dirigenti delle aziende sanitarie, ospedaliere ed universitarie per danno erariale. Secondo quanto accertato dalle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, nonostante il decreto commissariale emesso dalla Regione Campania nel 2014, nei limiti dei parametri definiti dall’intesa Stato-Regioni, in tutte le strutture della Campania – ne esce indenne l’Asl Napoli 1 – non si è mai provveduto all’esigenza di contenimento della spesa generando un disavanzo per le casse della Regione pari a 16 milioni di euro. Richieste cautelari finalizzate ad interrompere, immediatamente, il pagamento degli incarichi individuati così da impedire un ulteriore dispendi di risorse: ben 2 milioni di euro al mese. Ha chiesto anche questo la Corte dei Conti di Napoli per mettere fine a sprechi e ad un danno erariale che, in ragione dell’assegnazione di incarichi di primario e di vice primario negli ospedali campani in esubero rispetto a quanto imposto dal Governo in tema di spending review, ha determinato un danno erariale di circa 16milioni di euro. In merito a questo punto la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti deciderà il 29 febbraio ma è probabile che la Regione Campania – oggi è stato notificato tutto al governatore Vincenzo De Luca – intervenga prima.
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Un’organizzazione criminale, operante a Napoli e provincia, che realizzava truffe nel settore creditizio al fine di ottenere illecitamente finanziamenti rimborsabili, prestiti o linee di credito al consumo, mediante cessione del quinto, è stata sgominata dalla Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Napoli. L’organizzazione utilizzava dati anagrafici di ignari pensionati e le truffe venivano compiute ai danni di vari istituti bancari e finanziari. Un’ordinanza cautelare è stata emessa dal gip nei confronti di undici persone per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di truffa e falso; cinque indagati sono agli arresti domiciliari mentre altri sei sono stati sottoposti all’obbligo di dimora. I clienti che beneficiavano dei prestiti erogati illecitamente corrispondevano all’organizzazione un importo iniziale di 300 euro per la predisposizione della documentazione fittizia e, a presitto ottenuto, una ulteriore somma di denaro, pari al 20-30 per cento dell’importo finanziato, a titolo di compenso per l’attività svolta. Sono state accertate 29 truffe riferibili a 41 indagati grazie alle quali persone indigenti o con scarsa capacità reddituale hanno beneficiato di finanziamenti complessivi per 511mila euro: Le società finanziarie truffate sono Findomestic, Codifis, Compass, Sava, Ibl Banca.
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Eseguito dalla polizia di Salerno un mandato di arresto europeo nei confronti di un latitante rumeno. L’uomo è stato arrestato nell’ambito dei servizi di controllo del territorio effettuati dalla polizia a Salerno con l’impiego dei poliziotti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura in collaborazione col personale del Reparto Prevenzione Crimine Campania di Napoli. Complessivamente, sono state identificate dagli equipaggi 82 persone e controllati 42 veicoli. In particolare, gli uomini della polizia, durante i controlli in Piazza della Concordia, hanno controllato un’auto sospetta, con a bordo due uomini e una donna, tutti di nazionalità rumena, con precedenti penali in materia di prostituzione e patrimonio. Tra questi anche M. L., di 40 anni, nei cui confronti risultava emesso, dall’autorità giudiziaria rumena, un mandato d’arresto europeo, provvedimento restrittivo della libertà personale a seguito di una sentenza di condanna per anni 4 per un furto commesso nel paese d’origine. Lo straniero è stato arrestato e condotto presso il carcere di Salerno. Nell’ambito degli stessi controlli straordinari, è stato denunciato un rumeno 24enne, per inosservanza al foglio di via obbligatorio con divieto di far ritorno nel Comune di Salerno: lo straniero è stato controllato in via Rocco Cocchia dai poliziotti del Reparto Prevenzione Crimine Campania.
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Con ogni probabilità sarà pronunciata nel pomeriggio la sentenza della Corte d’Appello di Salerno sul processo per la realizzazione del termovalorizzatore di Salerno. Processo per cui è imputato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca , condannato in primo grado per l’accusa di peculato ed abuso d’ufficio per la nomina di Alberto Di Lorenzo in qualità di project manager.
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Stava per incendiare un cumulo di vecchi pneumatici fuori uso. Aveva già approntato gli inneschi ma è stato bloccato da una pattuglia di poliziotti che stavano eseguendo uno servizio di controllo proprio per contrastare il fenomeno dei roghi tossici. Il fatto è avvenuto a Giugliano (NAPOLI), uno dei centri della cosiddetta ‘Terra dei Fuochi’. Così nei guai è finito un uomo di 62 anni nei cui confronti il gip del tribunale di NAPOLI Nord ha emesso la misura dell’obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria. Gli agenti del commissariato di polizia, diretti dal primo dirigente Pasquale Trocino, hanno intensificato i controlli in alcune aree alla periferia di Giugliano, che sono considerate a maggiore rischio. E così l’altra sera, nel quartiere di Casacelle, hanno bloccato l’uomo. Il materiale che sarebbe stato di lì a poco incendiato è stato sottoposto a sequestro.
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