I Carabinieri della Compagnia di Amalfi, al termine di un servizio finalizzato al contrasto dei reati in materia di stupefacenti, nella scorsa serata hanno tratto in arresto 3 ragazzi originari di Castellammare di Stabia. I tre G.B. classe 1994, A.DC. classe 1993, R.S. 1981, sono stati fermati a Conca dei Marini, mentre con la loro autovettura si dirigevano verso Amalfi. Il veicolo ed il comportamento dei giovani al momento del controllo ha insospettito i militari che hanno deciso di approfondire l’accertamento.Rinvenivano così, occultati all’interno del cofano motore dell’autovettura, 500 Gr di marijuana. I tre soggetti sono stati tratti tutti in arresto in flagranza del reato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti. La droga, con molta probabilità, destinata alla Costiera Amalfitana è stata sottoposta a sequestro. Il giudizio direttissimo per gli arrestati si terrà stamane presso il Tribunale di Salerno.
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Identificati e denunciati i cinque studenti che lo scorso autunno “avevano cosparso di creolina le aule dell’ Istituto alberghiero-agrario “Tognazzi-De Cillis” di via Argine, nel quartiere Ponticelli. A distanza di tre mesi i Carabinieri li hanno identificato e denunciati. Cinque studenti, uno di 20, due di 18 e tre minori di 17 e 16 anni, residenti a Ponticelli ed a Cercola, debbono rispondere di invasione di edificio, danneggiamento aggravato e interruzione di pubblico servizio.I militari della Compagnia Poggioreale hanno raccolto numerosi elementi a loro carico. I cinque, di fronte alle contestazioni dei Carabinieri, hanno finito con il confessare”. Saltare qualche giorno di scuola è costato caro a questi studenti
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Non ha un nome chi ha ucciso Vincenzo Liguori, il meccanico di San Giorgio , padre della giornalista Mary ucciso nel gennaio del 2011. Assolto Vincenzo Troia, l’uomo condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Vincenzo Liguori, ucciso per errore . La quarta sezione di Corte d’appello ha assolto con formula piena l’uomo indicato come mandante del delitto. Un delitto che sconvolse l’intera città, Vincenzo Liguori fu ucciso da un proiettile vagante mentre svolgeva il suo lavoro in officina a pochi metri da un circolo ricreativo, dove viene colpito Luigi Formicola, ritenuto esponente del gruppo Abate, a sua volta in contrapposizione del gruppo di Troia. Una storia assurda resa ancor più dolorosa dal fatto che toccò proprio alla figlia di Vincenzo, la giornalista Mary Liguori, dare notizia dell’episodio sul quotidiano Il Mattino per il quale era corrispondente nel suo comune.
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Umberto Onda, uno dei killer più spietati dell’ultima generazione del clan Gionta di Torre Annunziata avrebbe tentato il suicidio in carcere. L’episodio sarebbe avvenuto nell’ultimo week-end all’interno del carcere di Opera dove è detenuto al 41-bis e deve scontare l’ergastolo. Onda avrebbe tentato il suicidio con un’arma da taglio e varebbe perso molto sangue prima di essere soccorso dalle guardie penitenziarie. Ricoverato in ospedale, ora le sue condizioni sono migliorate. Onda che era inserito nell’elenco dei cento latitanti più pericolosi d’Italia fu arrestato dai carabinieri il 28 giugno 2010 a Brindisi mentre scendeva da un traghetto proveniente dalla Grecia.
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L’imprenditore Giovanni Citarella resta in carcere. Nonostante il parere favorevole del procuratore generale presso il Tribunale di Sorveglianza di Potenza avesse dato l’assenso per gli arresti domiciliari all’imprenditore che deve scontare un residuo pena di circa un anno per la condanna nel processo “Due Torri” il giudice ha negato all’imprenditore il ritorno a casa. A metà gennaio, gli avvocati dell’ex patron della nocerina avevano ben sperato dopo i numerosi dinieghi per l’affidamento in prova o i domiciliari richiesti nei mesi scorsi. Citarella aveva sperato che i giudici potentini fossero più magnanimi nei suoi confronti ed aveva deciso – dopo la ratifica della condanna da parte della Cassazione – di consegnarsi nel carcere di Potenza per scontare un residuo di due anni e tre mesi di reclusione. Giovanni Citarella che aveva patteggiato la pena dopo un’intensa collaborazione con la magistratura era – secondo la Procura di Salerno – a capo di una cordata di imprenditori che manipolavano le gare d’appalto alla Provincia. Un cartello, composto da imprenditori edili di tutta la provincia di Salerno, che erano capaci di accaparrarsi i lavori con la complicità di dipendenti pubblici infedeli e grazie ad uno studio sul ribasso da presentare nelle gare d’appalto. Molti dei suoi coimputati, condannati in via definitiva, hanno ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali ed hanno evitato il carcere. Citarella per i suoi numerosi precedenti penali e per le attuali pendenze giudiziarie – è imputato in un processo pendente presso il Tribunale di Nocera Inferiore – è rimasto in carcere.Nei prossimi mesi, il noto imprenditore nocerino dovrà comparire come teste d’accusa nel processo “Due Torri” in corso a Salerno.(r.f.)
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